Fiat Automoveis ha annunciato oggi il richiamo di circa 40.000 Stilo prodotte in Brasile dal 2004 al 2008 in seguito alla dichiarazione dell’ente brasiliano che tutela i consumatori secondo cui la vettura presenta un difetto ai dadi ruota posteriori. L’ente, che opera all’interno del Ministero della Giustizia, ha anche multato la casa per 1.200.000 euro.
Fiat ha reagito affermando che rispetterà “l’inconsueta decisione dell’organo pubblico” e nell’ambito del richiamo provvederà alla sostituzione dei dadi incriminati. La casa ha comunque voluto precisare che le Stilo prodotte in Brasile “non presentano alcun rischio per il consumatore”.
La filiale brasiliana ha in seguito annunciato ricorso contro la decisione dell’organo che tutela i consumatori, la cui sanzione pecuniaria è stata frutto delle ripetute smentite di Fiat, che per ben 13 volte avrebbe negato l’esistenza del problema. Il guasto in questione, secondo il Dipartimento nazionale del Trasporto, avrebbe causato 30 incidenti e la morte di 8 persone tra il 2007 ed il 2009.
Le vicissitudini vissute di recente (e non ancora smaltite) da Toyota a causa dei richiami e dei suoi guai con l’acceleratore, hanno suscitato un clima di panico fra i costruttori e stimolato la massima attenzione di mass media ed utenti verso queste tipologie di problemi. Perciò ora anche il minimo richiamo viene fatto passare sotto la lente d’ingrandimento.
Per evitare tutto ciò (e probabilmente anche come strategia di marketing), Mazda installerà sulle sue vetture un sistema di sicurezza che annulla l’effetto dell’acceleratore qualora il pedale relativo fosse premuto contemporaneamente a quello del freno. Già Nissan, ad esempio, adotta un sistema del genere e, considerato quanto accaduto a Toyota, specialmente negli Stati Uniti potrebbe arrivare l’obbligo per tutte le case di installare tale sistema.
Via | Autoblog.es
Nuova tornata per i test EuroNCAP a cui sono state sottoposte le seguenti vetture: Citroen Nemo, Kia Venga, Nissan Cube, Seat Exeo e Toyota Verso. Quest’ultima è stata l’unica auto ad aver conquistato 5 stelle, mentre la Venga, la Cube e la Exeo ne hanno conquistate quattro. Fanalino di coda la Nemo che ha ottenuto solamente tre stelle. A partire da quest’anno sono state innalzate le soglie per poter conquistare le tanto ambite 5 stelle. Infatti, è necessario ottenere un punteggio dell’80% nella protezione degli adulti, del 75% in quella dei bambini e del 40% nel caso dei pedoni. I precedenti limiti erano rispettivamente 75%, 70% e 25%.
La Verso è risultata la migliore nella protezione degli adulti per l’89%, in quella dei pedoni per il 69% e nei dispositivi di sicurezza per l’86%, mentre nella protezione dei bambini ha ottenuto un risultato del 75%, inferiore solo alla Seat Exeo che ha ottenuto invece l’81%. La vettura spagnola è stata penalizzata per l’anzianità del progetto in quanto deriva dalla precedente generazione dell’Audi A4, nonché per gli effetti negativi che il cruscotto provoca alle ginocchia del guidatore nonostante la presenza dell’airbag. Per quanto riguarda gli altri risultati, la Exeo ha ottenuto il 77% nella protezione degli adulti, il 50% nella protezione dei pedoni e il 57% nei dispositivi di sicurezza.
Risultati molto simili per Kia Venga e Nissan Cube: rispettivamente, 79% e 83% nella protezione degli adulti, 66% e 64% in quella dei bambini, 64% e 56% nel caso dei pedoni, 71% e 84% nei dispositivi di sicurezza. In quest’ultimo caso, la Venga è stata penalizzata dal parziale taglio della cintura di sicurezza, divenuta già oggetto di un’azione di richiamo da parte della Casa coreana. Male la Citroen Nemo, nonostante il buon risultato nella protezione di bambini (74%) e quello discreto nel caso dei pedoni (55%). La multispazio francese è stata penalizzata nella protezione degli adulti (59%) e nel Safety Assist (29%) per la derivazione da un veicolo commerciale, la mancanza di ESP e airbag per la testa, nonché dallo scarso risultato del colpo di frusta. Dopo il salto, tutti gli altri video dei test EuroNCAP.
Continua a leggere: Nuova tornata Test EuroNCAP: 5 stelle solo per la Toyota Verso
Dopo Toyota, anche GM inciampa in un maxi richiamo da 1.300.000 vetture per problemi allo sterzo: la campagna riguarda le vetture vendute in Canada, Messico ed Usa a partire dal 2005. GM assicura che il difetto non compromette la sicurezza (non l’abbiamo già sentita questa?) e che si manifesta a velocità molto ridotte (sotto i 24 km/h).
Era stata la stessa amministrazione americana della sicurezza stradale (NHTSA) a mettere sotto la lente d’ingrandimento 905.000 modelli dopo aver ricevuto parecchie segnalazioni e denuncie da parte dei clienti. Il guasto insorge fra i 32.000 ei i 48.000 chilometri percorsi: motivo per il quale la casa inizierà a riparare le vetture a partire da quelle più anziane.
Via | Corriere
Volvo ha ricevuto dall’ADAC un importante riconoscimento per i dispositivi di sicurezza attiva della sua XC60. L’Automobile Club tedesco ha recentemente condotto un test comparativo tra sei recenti modelli per stabilire quale sistema di controllo della velocità e della distanza di sicurezza fosse il migliore. E a prevalere è stato, appunto, il SUV svedese.
Il test condotto dall’ADAC ha analizzato (e poi premiato) sia l’ACC -il cruise control adattativo-, sia il Distance Alert, che infine l’ormai noto City Safety, sistema capace di prevenire del tutto gli urti sotto i 30 km/h. Gli altri modelli testati erano Audi A4, Ford Mondeo, Honda Accord, Lexus IS e Volkswagen Passat CC.
Si tratta di un risultato che ancora una volta sottolinea l’impegno della casa per la sicurezza, e che fa ben sperare per la nuovissima S60, la quale ai dispositivi già citati, aggiungerà anche il nuovissimo Pedestrian Detection con funzione di Full Auto Brake, grazie a cui potrà evitare gli urti al di sotto dei 35 km/h.
Continua a leggere: Volvo: la XC60 premiata dall'ADAC per i dispositivi di sicurezza attiva

Toyota ha annunciato di aver ricevuto negli USA un atto di citazione federale per i documenti relativi ai difetti dell’acceleratore e dei freni che hanno causato i recenti maxi-richiami in tutto il mondo. L’accusa riguarda stavolta il risparmio di “oltre 100 milioni di dollari” ottenuto grazie a quella che in alcuni documenti interni viene definita la “vittoria” dei limitati richiami del 2007 per il tappetino lato guida che incastrava il pedale del gas.
Nel frattempo, il Ministro dei Trasporti Ray LaHood, ha confermato che il governo aveva cominciato a indagare sui difetti di alcuni modelli già dal dicembre del 2003. Tra i documenti interni passati al setaccio in queste ore, è emerso un rapporto di luglio 2009 del capo delle attività USA Yoshimi Inaba, dal titolo “Importanti questioni di sicurezza”. Il dossier dimostra come Toyota fosse già a conoscenza del problema al pedale del gas.
La “vittoria” dei limitati richiami del 2007, circoscritti a qualche decina di migliaia di auto, fu frutto di un accordo con l’NHTSA che portò ad un richiamo di sole 55.000 Camry e Lexus ES350 nel settembre del 2007 per i problemi al tappetino che hanno portato in seguito alla morte di cinque persone. Responsabilità dei giapponesi, certo, ma a questo punto è chiaro che anche dall’altra parte c’è stato qualcuno che troppo facilmente è sceso a patti…
Dopo gli USA, anche il Canada: Toyota si vede al centro di una seconda class action per i suoi recenti, vastissimi problemi di affidabilità che hanno coinvolto oltre 8 milioni di auto in tutto il mondo.
Nei giorni scorsi i cittadini dello stato nordamericano si sono riuniti in un’azione legale collettiva contro il costruttore. L’oggetto del contendere è il difetto ai freni della nuova Toyota Prius, che ha seguito a breve distanza di tempo il primo allarme-sicurezza emerso per la casa, quello che ha riguardato il pedale dell’acceleratore di vari modelli, Lexus comprese.
Gli automobilisti canadesi riunitisi nell’azione pretendono dal costruttore un risarcimento e non è da escludere che, come negli USA, si formulerà l’accusa di frode: secondo la tesi della prima class action, Toyota era al corrente da anni dei suoi problemi di affidabilità e del resto l’NHTSA stesso sta indagando su questa concreta -e inquietante- possibilità.
Continua a leggere: Toyota: anche in Canada scatta la class action dopo i richiami
L’NHTSA (ente americano preposto alla sicurezza stradale) ha comunicato ieri di aver aperto un’indagine ufficiale nei confronti dei recenti richiami Toyota: l’ente non è soddisfatto della conduzione delle operazioni da parte della casa nipponica e ha dunque deciso di richiedere al costruttore la documentazione necessaria a fare luce sulle tempistiche della vicenda.
Lo scopo dell’NHTSA è quello di scoprire come e soprattutto da quanto tempo Toyota sia venuta a conoscenza dei problemi che nei soli USA hanno riguardato oltre 6 milioni di auto. L’ente vuole infine capire se ci siano altri problemi che il costruttore non ha ancora comunicato o che si appresta a rendere noti.
Qualora l’NHTSA dovesse scoprire che Toyota è venuta meno ad una corretta e rapida comunicazione nei confronti dei suoi clienti, la casa giapponese rischierebbe una multa da 16,4 milioni di dollari. Cifra poco più che simbolica per una multinazionale delle dimensioni di Toyota, ma che rappresenterebbe una ferita molto profonda in termini di credibilità internazionale.
In relazione al recente annuncio relativo al richiamo per gli airbag difettosi che ha coinvolto negli USA oltre 400.000 auto, Honda Europe ha tenuto a fornire qualche precisazione e a rassicurare i suoi clienti europei: le auto vendute qui nel Vecchio Continente non sono interessate dal provvedimento.
Il richiamo, riguardante il solo airbag lato guida, è stato esteso oggi negli USA ad altri modelli, ma il cuscino installato sulle auto vendute in Europa è di un tipo diverso da quelli delle unità per Nordamerica, Giappone e altre regioni del mondo. La filiale europea ha inoltre descritto nel dettaglio il difetto alla radice del richiamo.
Il problema risiederebbe nel propellente compresso che serve ad azionare il cuscino. In caso di impatto, questo composto chimico potrebbe vedere aumentare repentinamente la propria pressione causando la rottura del suo contenitore: il rischio è che i frammenti di plastica risultanti dalla rottura di quest’ultimo, scagliati ad alta velocità, possano colpire gli occupanti dell’abitacolo.
Secondo una notizia diffusa oggi dall’NHTSA (l’ente per la sicurezza stradale statunitense) e ripresa da Automotive News, la Toyota Corolla commercializzata negli Stati Uniti potrebbe soffrire di gravi malfunzionamenti dello sterzo. Questo è quanto emerso da una serie di 83 segnalazioni che hanno raggiunto l’ente.
Di queste notifiche, sei si riferiscono a incidenti anche gravi che hanno provocato un totale di dieci feriti tra aprile 2008 e questo primo scorcio di 2010. A leggere le descrizioni originali delle dinamiche si rimane in certi casi basiti: secondo 76 degli automobilisti coinvolti in questa vicenda, la Corolla può sterzare senza alcun preavviso a sinistra o a destra, dando luogo talvolta ai sinistri di cui sopra. L’NHTSA ha già annunciato che potrebbe avviare una nuova indagine nei confronti della casa nipponica.
Continua a leggere: Toyota: problemi allo sterzo della Corolla negli USA
Con l’apprezzabile intento di fare chiarezza nella vicenda dei due grossi richiami che l’hanno riguardata, la filiale italiana Toyota ha deciso di diramare un comunicato contenente utili delucidazioni sui provvedimenti in questione. Di seguito, ve ne riassumiamo le informazioni principali.
La prima campagna di richiamo, quella per il pedale dell’acceleratore, riguarderà in Italia un totale di circa 260.000 vetture. A partire dalla settimana in corso, la filiale nazionale del costruttore ha iniziato a contattare i clienti toccati dal provvedimento tramite l’invio di una lettera che invita a prendere appuntamento con il proprio concessionario e sottoporre la propria auto all’intervento necessario. L’aggiornamento richiederà circa 30 minuti.
La seconda campagna di richiamo, quella per il pedale del freno, riguarda solo la nuova Toyota Prius ed in particolare il suo sistema di ABS. Come ha precisato la casa nella giornata odierna, le vetture immatricolate in Italia e coinvolte nel provvedimento sono circa 2500. Toyota Italia sta attualmente procedendo nell’individuazione dei numeri di telaio corrispondenti per poi iniziare a contattare i clienti. L’intervento in assistenza durerà circa 40 minuti.
Continua a leggere: Toyota: il quadro ufficiale dei richiami in Italia
Toyota Motor Europe ha annunciato oggi che si appresta a richiamare 52.902 esemplari di Toyota Prius di terza generazione, l’attuale. La casa interverrà sulle auto interessate dal provvedimento modificando il software di gestione dell’ABS.
Il richiamo nasce da una serie di segnalazioni provenienti da USA e Giappone e e accomunate da un aspetto, l’inconsistenza del pedale del freno in certe particolari situazioni, particolarmente su fondi dissestati o scivolosi. La modifica andrà ad intervenire sui tempi di risposta dell’ABS accorciandoli e sui parametri di intervento in caso di slittamento dei pneumatici.
La procedura di intervento richiederà 40 minuti e potrà essere condotta presso tutta la rete Toyota. Ad oggi non è stato segnalato alcun incidente dovuto a questo potenziale difetto in Europa. Nel nostro continente inoltre, a differenza di quanto accaduto altrove, nel richiamo non sono coinvolti altri modelli, né Toyota né Lexus.
Continua a leggere: Toyota: i dettagli del richiamo della Prius in Europa