Spyker ha annunciato di aver raggiunto un accordo con un fondo di investimenti facente capo a Heerema Holding Company: l’intesa si traduce nello sblocco di un prestito da 25 milioni di dollari, cifra che consentirà di completare l’acquisizione di Saab da General Motors.
Il prestito ha una scadenza di 24 mesi, un interesse Euribor del 10% ed è convertibile in azioni al prezzo unitario di 4 euro. La sua erogazione era soggetta al via libera da parte della EIB (Banca Europea degli Investimenti) per il prestito da 400 milioni da destinare a Saab ed ora che è arrivata Spyker può procedere alla seconda tranche del pagamento in favore di GM: lo scorso 26 gennaio aveva versato i primi 25 milioni e il prossimo 15 luglio verserà gli ultimi 24.
Victor Muller, attuale numero uno di Spyker, conosce bene il suo nuovo socio in affari: il manager ha infatti lavorato per Pieter Heerema dal 1984 al 1991 dapprima come consigliere e poi come direttore dei Corporate Affairs. Un rappresentante di Heerema sarà nominato in cda in seguito al finanziamento.

General Motors ha annunciato la compatibilità con il biodiesel B20 per il motore V8 6,6 litri turbodiesel Duramax da 370 Cv. Il B20 è il risultato di una miscela del 20% di biodiesel ed 80% di gasolio standard, abbassando così le emissioni di NoX ed è disponibile negli Stati Uniti in molte stazioni di rifornimento. Il propulsore Duramax è stato rivisto a fondo per l’occasione, con nuove guarnizioni, nuovo filtro gasolio ed un sistema per riscaldare il carburante ; il filtro antiparticolato prevede un iniettore dedicato e l’elettronica di gestione è stata rivista. La precedente versione del propulsore riusciva ad utilizzare solo Biodiesel B5.
Il nuovo propulsore Duramax compatibile con biodiesel B20 debutterà sui Model Year 2011 di Chevrolet Silverado e GMC Sierra pickup ed anche sui SUV Chevrolet Express e GMC Savana. General Motors ha sempre posto molta attenzione all’utilizzo di biocarburanti, come dimostra l’impegno profuso nella diffusione delle versioni benzina con compatibilità per il bioetanolo E85, vendute già in 4 milioni di esemplari.
La sfida tecnologia fra Giappone e Stati Uniti è anche questione di androidi. Sempre più sofisticati, suggestivi, inquietanti nel loro aspetto antropomorfo. Se Honda prosegue con il vento in poppa il progetto ASIMO, General Motors e Nasa hanno terminato lo sviluppo del Robonaut2, seconda generazione del bot sviluppato sotto la supervisione dell’agenzia governativa DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), preposta allo sviluppo di tecnologie per uso militare.
Il Robonaut2 viene infatti sviluppato per affiancare o sostituire gli umani nelle future missioni spaziali, raccogliendo e rinfocolando il processo evolutivo avviato con il Robonaut di prima generazione, risalente agli anni ’90. General Motors sfrutterà poi il bagaglio tecnologico per realizzare vetture e stabilimenti più sicuri. “Avremo la possibilità di costruire robot che interagiscano con i nostri operai”, illustra Mike Coats, direttore del Johnson Space Centre, centro di sviluppo texano. “Potranno lavorare fianco a fianco o nelle condizioni di maggior pericolo. Gli automi aumenteranno le nostre capacità di costruire ed espolarare”.
La partnership fra General Motors e NASA è in vigore fin dagli anni ’60, da quando venne progettato il sistema di navigazione utilizzato dalla missione Apollo. GM ha inoltre recitato un ruolo fondamentale nella progettazione del Lunar Rover Vehicle, primo veicolo a poggiare le ruote sulla luna.
Continua a leggere: Robonaut2: il robot umanoide realizzato da General Motors e NASA
Prosegue la mobilitazione internazionale per il dopo-terremoto di Haiti, e anche il settore auto continua a fare la sua parte: General Motors invierà sull’isola caraibica 30 truck GMC, in risposta all’appello di Bill Clinton per ottenere più mezzi di trasporto sul luogo del sisma.
La donazione, come la precedente, è arrivata tramite la GM Foundation. I mezzi forniti da GM sono dei pick-up GMC Sierra e porteranno con sé una serie di tende da campo, donate dai concessionari GMC della Florida. L’arrivo sull’isola è previsto per la fine della prossima settimana ed il trasporto avverrà a spese della Clinton Foundation.
Finora il gruppo americano ha donato 100.000 dollari direttamente e altri 250.000 ricavati dall’asta dell’ultima Corvette Z06 427 Limited Edition prodotta. In entrambi i casi i fondi sono stati devoluti alla Croce Rossa Americana.

Le divisioni nord-americane dei gruppi Ford e General Motors hanno promosso un’aggressiva campagna di incentivi per attecchire la clientela Toyota, approfittando della diffusa insoddisfazione generata dal “caos acceleratore”. I due gruppi offrono uno sconto (con scadenza a fine febbraio) per un ammontare di 1.000 euro qualora si proceda al rientro di una vettura Toyota ed al successivo acquisto di un modello Ford o GM. Questa iniziativa è stata replicata nelle ultime ore anche da Chrysler e Hyundai, anch’esse disposte ad offrire uno sconto fino a 1.000 dollari.
Non tutti, però, hanno deciso di approfittare delle difficoltà vissute dal gigante giapponese. Honda, ad esempio, per bocca del proprio vice-presidente per il mercato nord-americano John Mendel ha rifiutato di “attuare una campagna predatoria verso Toyota ed i suoi clienti”.
Via | Detroit News
Victor Muller e Jan-Åke Jonsson, numeri uno di Spyker e Saab rispettivamente, hanno incontrato i lavoratori della fabbrica di Trollhättan, storica sede produttiva del marchio svedese portato via a General Motors dalla piccola casa olandese.
“Long Live Saab!” ha esclamato Muller, riscuotendo l’applauso di una folla di dipendenti che ripone in lui tutte le sue speranze per il proprio futuro professionale e per quello della casa. L’entusiasmo, la fiducia, l’emozione e la motivazione di chi costruisce le auto insomma, non sembrano essere venuti meno. Speriamo che la nuova proprietà riesca a mantenere fede alla promesse fatte loro.
Per adesso Muller si sbilancia e rilascia dichiarazioni piene di entusiasmo: “La nuova 9-5? La venderemo come il pane, è un’auto bellissima ed è una vera Saab”. In merito alla gestione GM poi, Muller dice chiaro e tondo: “Il motivo per cui le vendite di Saab sono calate è che il marchio ha perso per strada il suo DNA. La nostra sfida è quella di recuperarlo completamente nei prossimi anni e di tornare a produrre vere Saab”.

Fiat e Fiat Powetrain Tecnologies (FPT) hanno comunicato di voler rompere l’ultimo vincolo industriale ancora in essere con il gruppo General Motors, formulando un’offerta per acquisire la totalità dello stabilimento polacco di Bielsko Biala. Fiat e GM detengono infatti il 100% della quota azionaria, divisa in maniera salomonica (50% ad entrambe) al momento di siglare nel 2005 l’accordo di separazione, nel 2005.
Nel sito produttivo, a circa 350 chilometri di Varsavia, viene prodotto il motore 1.3 Small Diesel Engine nelle sue denominazioni Multijet (per Fiat) e CDTI (per Opel), che verrà presto affiancato dal bicilindrico SGE. General Motors e Fiat Powetrain Tecnologies hanno siglato un accordo negli scorsi per prorogare la fornitura dei propulsori 1.3 e 1.9 a gasolio, di cui GM manterrà i diritti intellettuali. La cessione dello stabilimento dovrebbe concretizzarsi nel prossimo mese di marzo.
Saab ha pubblicato in rete un interessante video ufficiale in cui sono contenute le interviste a Jan-Åke Jonsson e a Victor Muller, i numeri uno di Saab e Spyker. I due top manager dicono la loro sul recentissimo accordo tra la casa svedese e quella olandese, che ha finalmente portato alla conclusione delle estenuanti trattative per completare il divorzio di Saab da General Motors.
Come abbiamo già scritto qualche ora fa, l’intesa è stata resa possibile da un contributo pubblico da parte della Banca Europea per gli Investimenti (EIB), che ha erogato 400 milioni di euro per condurre in porto l’operazione. Secondo GM, la definizione di tutti i dettagli di questo storico passaggio sarà completata entro la metà di febbraio. Ce la farà una compagnia piccola come Spyker a tenere le redini di una grande azienda come Saab? Ecco cosa rispondono i due responsabili dell’accordo…
General Motors ha affidato la produzione della Chevrolet Camaro Convertibile al gruppo Magna. E le scorie, i rancori, gli strascichi giudiziari seguenti alla mancate cessione Opel? Tutto dimenticato, a quanto pare: di fronte ad una commessa annua da 20.000 esemplari, i due contendenti hanno sotterrato le asce. Per GM, dopotutto, la soluzione era ormai obbligata, preso atto del fallimento per insolvenza in cui è incappata Edscha AG, partner tedesco candidato per soddisfare - in prima istanza - la domanda di Camaro open-top.
I 20.000 esemplari annui della vettura americana rappresentano un target ragguardevole anche per il mercato statunitense, e secondo per dimensioni solo alla Mustang Cabrio, prodotta in poche centinaia di unità in più. La Camaro Convertibile verrà prodotta a partire dal primo quadrimestre 2011 negli Stati Uniti. Sperando che la buriana sia passata. Il 2009 è stato infatti un anno nero per la cabriolet, con il mercato nord-americano flagellato da una crisi che ha portato le immatricolazioni a calare dalle 200.000 nel 2005 alle sole 50.000 dello scorso anno.
Definiti tutti gli aspetti legati alla transazione fra General Motors e Spyker per la cessione di Saab. Il costruttore olandese darà a GM 74 milioni di dollari entro la metà di luglio in cambio della proprietà di Saab anche se l’azienda americana che possiede il marchio manterrà 326 milioni di dollari in azioni privilegiate che rappresentano meno dell’1% dei diritti di voto del capitale Saab. GM riceverà anche una quota aggiuntiva che, si stima, dovrebbe essere di 100 milioni di dollari, trattenuti dall’attuale liquidità di Saab.
Erano due le condizioni che mancavano per una buona conclusione della trattativa. La prima richiedeva che il presidente di Spyker, il banchiere russo Vladimir Antonov, la cui figura non sarebbe gradita a Detroit, si facesse da parte in questa operazione. La posizione di primo piano è stata perciò acquisita dal CEO di Spyker, Victor Muller. Altra questione che era in sospeso, un prestito da 400 milioni di euro da parte della Banca di Investimenti EIB che doveva essere garantito dal governo svedese. Arrivata la conferma ufficiale sulla garanzia, sono state definite le basi per l’accordo.
“C’erano tanti aspetti su cui lavorare - ha spiegato Muller - poiché è stato un affare piuttosto complesso in quanto Saab faceva parte di General Motors da 20 anni”. E, va aggiunto, in 20 anni di gestione GM, Saab non ha mai restituito profitti. Ora si continuerà lo sviluppo della 9-5 con l’inizio della produzione del modello definitivo in aprile. Come parte dell’accordo, inoltre, GM fornirà la piattaforma della crossover 9-4X, piattaforma mutuata dalla Cadillac SRX.
Entro il 2013, General Motors realizzerà i motori elettrici da sola, “in domo”, con l’obbiettivo di ridurre i costi senza affidarsi a fornitori terzi. Il costruttore di Detroit investirà nel progetto oltre 246 milioni di dollari, di cui 105 concessi dal Dipartimento statunitense per l’Energia nell’ambito del programma governativo di aiuti – oltre 2.2 miliardi di dollari complessivi – destinato alla mobilità sostenibile. “I motori elettrici rappresentano il futuro della locomozione”, commenta il portavoce GM Brian Corbett.
La nuova piattaforma ibrida sarà composta da un propulsore termico ed un motore elettrico per ciascuna ruota posteriore (così da sviluppare una trazione simil 4×4), fornirà il 20% di potenza in più rispetto al “Two Mode Hybrid” attuale con dimensioni inferiori del 25%; la prima applicazione verrà commercializzata nel 2013. General Motors diventa così uno fra i pochissimi costruttori a produrre batterie e motori elettrici nei suoi stabilimenti.

General Motors e Spyker Cars NV hanno ufficialmente confermato di aver raggiunto un accordo vincolante per la compravendita di Saab Automobile AB. Una trattativa che andava avanti da mesi, con vari protagonisti, e sbrogliata anche grazie all’intervento del Governo Svedese.
Dalle prime note ufficiali si legge che Spyker intende fondare una nuova compagnia, la Saab Spyker Automobiles, che si occuperà di portare avanti la casa del grifone: l’accordo prevede un primo pagamento a General Motors di 74 milioni di dollari e altri 326 milioni in azioni privilegiate della nuova società (meno dell’1% dei diritti di voto nel capitale Saab). Secondo un attendibile calcolo, Saab, i suoi impianti e le sue tecnologie, varrebbero un miliardo di euro. Mentre la casa sarebbe indebitata per 528 milioni di euro.
Il Governo Svedese sta attualmente seguendo la richiesta di prestito fatta da Saab/Spyker alla Banca Europea e fornirà a quest’ultima le garanzie necessarie per coprire i 400 milioni di dollari necessari per l’operazione. L’operazione di passaggio delle consegne dovrebbe terminare a metà febbraio. In attesa della chiusura delle transazioni l’attività produttiva di Saab verrà momentaneamente sospesa.