A Torino un autista di Uber ha investito 4 taxisti

Il portavoce dei taxisti torinesi parla di investimento intenzionale, mentre il conducente di Uber lamenta di essere stato accerchiato in precedenza.

La sentenza emessa dal Tribunale di Milano non ha placato le tensioni fra tassisti ed autisti di Uber. Lo dimostra quanto accaduto alle 4 di ieri notte a Torino, all’angolo tra corso Massimo d’Azeglio e corso Marconi, dove un conducente di Uber ha investito quattro tassisti. La dinamica dell’incidente va ancora chiarita, ma Il Fatto Quotidiano riferisce che l’autista ha confessato agli inquirenti di essere stato accerchiato dai tassisti mentre faceva salire a bordo una signora.

L’uomo avrebbe premuto sull’acceleratore per paura. Federico Rolando, portavoce dei tassisti torinesi, non è della stessa opinione. “I colleghi stavano attraversando la strada. Non avevano ancora preso servizio quando sono stati investiti – spiega Rolando –. Uno di loro è rimasto agganciato all’auto ed è stato trascinato per alcuni metri. Nessuno lo ha aggredito”. I quattro sono stati ricoverati in ospedale e dimessi con prognosi fino a 10 giorni.
Una schermata dell'applicazione Uber
La Repubblica fornisce qualche dettaglio in più e rivela che l’autista di Uber è stato bloccato in piazza Castello dalla della Polizia, dopo una breve fuga. I taxisti lo avrebbero riconosciuto dopo averlo già visto in precedenza vicino ad una discoteca della zona.

UberPOP verrà bloccato in tutta Italia


UberPOP è stato bloccato in Italia

(aggiornamento del 26 maggio 2015)

UberPOP è stato dichiarato fuorilegge e verrà pertanto bloccato su tutto il territorio nazionale. Lo ha disposto il Tribunale di Milano, accogliendo i ricorsi presentati dalle associazioni di categoria dei tassisti per concorrenza sleale e violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi.

Su La Stampa leggiamo che un pool di avvocati ha presentato la settimana scorsa un ricorso cautelare ed urgente per chiedere l’oscuramento dell’applicazione, che permette a chiunque di registrarsi come autista ed usare un veicolo privato per ricevere chiamate da clienti. Claudio Marangoni, giudice della sezione specializzata imprese del Tribunale di Milano, ha firmato oggi un’ordinanza tramite la quale viene accertata la concorrenza sleale.

Marangoni ha reso effettivo il blocco di UberPOP e l’inibitoria della prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale. Uber avrà 15 giorni di tempo per adeguarsi al pronunciamento, altrimenti verranno applicate una serie di penali. I legali della società californiana avranno comunque diritto a presentare ricorso.

Annullate le sanzioni ad un autista di Uber a Genova


(aggiornamento del 20 maggio 2015)

Un primo piano sull'applicazione Uber per smartphone

II giudice di pace di Genova ha annullato una sanzione nei confronti di un autista per il servizio Uber, cancellando allo stesso tempo i provvedimenti accessori ed infliggendo così una dura sconfitta ai taxisti. Le motivazioni della sentenza verranno comunicate a breve – leggiamo su Il Secolo XIX –, ma il giudice Alessandra Sesoldi ha ritenuto che il guidatore pizzicato dalla polizia municipale non fosse punibile ai sensi dell’articolo 86 del codice della Strada, quello che sanziona l’esercizio abusivo del servizio da piazza.

Per questo motivo Sesoldi ha disposto l’annullamento del verbale, revocando il sequestro del veicolo e la sospensione della patente. Il pronunciamento è significativo, dal momento che in Liguria è stata introdotta tempo fa una legge regionale piuttosto severa a tutela delle auto bianche: i consiglieri regionali votarono a larga maggioranza per cambiare la sostanza del testo unico in materia di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea, secondo cui l’assegnazione o la prenotazione dei servizi è diretta esclusivamente in favore dei soggetti in possesso di regolare licenza o autorizzazione che osservino le disposizioni in materia di lavoro.

L’assegnazione dei servizi taxi – scrive ancora Il Secolo XIX – deve inoltre garantire l’indifferenziazione della stessa tra i singoli operatori licenziatari (o fra un gruppo di essi facente capo ad una stessa struttura economica) di modo che sia sempre individuato il taxi più vicino o comunque con le caratteristiche più idonee alle esigenze dell’utente.

Jon Olsson è diventato autista per Uber


(aggiornamento del 19 maggio 2015)

Non conosciamo le statistiche relative all’esperimento, ma non ci è difficile immaginare che Uber sia riuscita ad aumentare di molto il proprio numero di clienti a Stoccolma. Questo perché la società californiana ha assunto per qualche ora il noto sciatore svedese Jon Olsson, disposto ad utilizzare la sua impressionante Audi RS6 DTM per raccogliere e portare a destinazione i clienti dell’app, che mai avrebbero pensato di ricevere un trattamento così esclusivo.

Il video ci è utile inoltre per ascoltare la sinfonia prodotta dal motore V8 TFSI, che in questa versione raggiunge una potenza di almeno 950 CV: Olsson ne ha affidato l’elaborazione alla Stertman Motorsport, capace in ogni caso di aumentare la cavalleria fin oltre quota 1.000. L’impianto frenante Movit è maggiorato, il sistema di scarico viene fornito da Milltek Sport e le sospensioni hanno marca Black Titan. Specifico è anche il porta-pacchi sul tetto, mentre la carrozzeria richiama una vettura del campionato DTM.

Uber for EXPO è il sito di sconti per chi visita Milano


(aggiornamento del 15 maggio 2015)

Il logo di Uber forx EXPO

Quali sono i legami fra Uber, un servizio di colf a domicilio ed un negozio per la vendita di accessori per il benessere personale? Vi diamo un indizio: centrano EXPO 2015 e l’aggressiva politica commerciale messa in atto dalla multinazionale californiana.

Ancora nulla? La chiave di lettura per rispondere alla domanda è nel progetto Uber for EXPO, sito internet nel quale l’azienda della U fornisce ai propri clienti una serie di promozioni ed incentivi per – riportiamo dalla nota stampa – far trascorrere questi sei mesi al meglio nel cuore di Milano.

Il meccanismo è semplice. Uber ha stretto accordi con una serie di aziende o attività commerciali, divise in sette categorie tematiche: dalla ristorazione al pernottamento, dalla moda ai servizi (palestre, lavanderie), dalla bellezza personale alla vita notturna. Ciascuna azienda fornisce uno sconto, riservato però ai soli clienti dell’applicazione. Le promozioni sono valide fino al termine di EXPO, previsto il 31 ottobre.

Britney Spears lancia su Uber il nuovo singolo


I veicoli allestiti da Uber per Britney Spears

(aggiornamento del 4 maggio 2015)

Il successo dell’applicazione Uber è legato anche ad iniziative di marketing assai originali ed insolite, ideali per alimentare il passa-parola e per avvicinare il servizio a nuove fasce di clienti: i vertici dell’azienda organizzano ad esempio viaggi di elicottero e coinvolgono alcune celebrità, come ad esempio il deejay Deadmau5 e la pop star Britney Spears.

Quest’ultima ha utilizzato vetture del servizio di trasporto per lanciare il proprio ultimo singolo, intitolato Pretty Girls. Le fan losangeline dell’artista hanno avuto l’occasione di prenotare una corsa su uno specifico veicolo e di ascoltare il brano prima di chiunque altro. L’iniziativa si è svolta ieri ed è stata limitata alla città degli angeli, dov’è rimasta attiva dalle 15 alle 21. Le persone interessate hanno dovuto inserire il codice promozionale PRETTYGIRLS e prenotare una corsa, della durata massima di 30 minuti.



Con UberCHOPPER si viaggia anche in elicottero


Uber estende alla Cina un particolare servizio di trasporto, già disponibile a Città del Capo, Los Angeles e Melbourne. I clienti interessati devono ancora una volta servirsi dell’applicazione, ma in questo caso si vedranno trasportare da un elicottero EC 135 lungo un percorso turistico selezionato. L’opzione si chiama UberCHOPPER e costa 2,999 yuan, equivalenti ai nostri 450 euro.

Tale cifra include un giro in elicottero di circa 30 minuti ed il trasporto da e verso l’eliporto, a bordo di una Mercedes CLS. UberCHOPPER verrà lanciato inizialmente a Shanghai ed arriva 12 mesi dopo l’ingresso della società nel paese, ma verrà presto attivato anche a Chongqing, Wuhan e Chengdu.

La Repubblica scrive che i manager della società vogliono attirare in questo modo turisti e coppie, ma allo stesso tempo è fondamentale l’annotazione riportata su Shanghailist: la recentissima fusione fra Kuaidi e Dididache – entrambe società concorrenti di Uber – ha relegato l’app californiana ad una posizione del tutto marginale nel paese, quindi è probabile che i manager stiano pensando a soluzioni alternative per aumentare il bacino di clienti.

Uber: a Torino sull'auto fermata c'era il procuratore


I taxisti torinesi manifestano in città.

Le autorità di Torino stanno esercitando una certa pressione nei confronti del servizio Uber, mettendo nel mirino i suoi autisti ed utilizzando pure un sistema per la lettura delle targhe. L’apparecchio è servito per identificare un cittadino di origine senegalese, fermato mentre guidava una Ford Escort non in regola: la targa dell’automobile compariva non solo nella lista nera degli ipotetici autisti di Uber, ma anche nell’elenco dei mezzi già sottoposti a fermo amministrativo.

La vettura è stata immediatamente sequestrata e non ha così potuto trasportare a destinazione il suo passeggero. Quest’ultimo avrà provato un certo imbarazzo nel vedersi chiedere le generalità. Era infatti un vice procuratore onorario, ovvero – come spiegato su La Repubblica – una giudice non di carriera e non vincitrice di concorso che in alcuni processi sostituisce il procuratore (dipende però dal tipo di reato).

La donna si è giustificata confessando di “voler provare il servizio”, ma non è comunque incorsa in sanzioni: il CdS le riconosce solo per il conducente. La vicenda ci porta a domandarci se effettivamente i responsabili della società controllino i requisiti delle vetture e dei conducenti, anche attraverso una semplice visita al Pubblico Registro Automobilistico: solo in questo modo è possibile scoprire se una vettura abbia o meno le ganasce fiscali. A Torino sono già state sequestrate tredici vetture per esercizio abusivo della professione di taxista.

Il giudice dà ragione ad Uber: non è concorrenza verso taxi


Una manifestazione di Uber a Torino

Il giudice di pace di Torino ha accolto il ricorso presentato da un autista di Uber ed ha formulato una sentenza dal contenuto assai rilevante, perché introduce una distinzione fra il servizio prestato dai taxisti tradizionali ed i conducenti dell’applicazione. La Stampa spiega che Uber non fa concorrenza alle auto bianche, perché il meccanismo che ne regola il funzionamento non ha nulla a che vedere con le caratteristiche del servizio di taxi.

Per questa ragione non è possibile applicare le sanzioni previste per la violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada, ovvero la confisca del veicolo, il ritiro della patente (per 12-18 mesi) ed una multa: il suo importo viene deciso dal prefetto e varia fra un minimo di 1.700 euro ad un massimo di 7.000 euro. Il giudice Patrizia Positano si è dunque espresso in favore di un autista fermato e multato lo scorso 6 dicembre.

A suo avviso – leggiamo ancora sul quotidiano – la multinazionale californiana, sfruttando le nuove tecnologie, offre un servizio che ancora non è regolato dalla legislazione italiana e quindi andrebbe disciplinato prima di applicare eventuali sanzioni. La sentenza ha mandato su tutte le furie i taxisti del capoluogo, che hanno subito organizzato una manifestazione di protesta nel centro della città.

I taxisti vincono a Torino: task force contro l'abusivismo


Le proteste organizzate da Uber a Torino

Il Comune di Torino organizzerà una task force contro l’abusivismo nel settore dei trasporti, accogliendo in tal modo le richieste dei taxisti e scongiurando il pericolo di uno sciopero durante l’ostensione, come minacciato nei giorni scorsi. La conferma è giunta da Walter Drovetto, rappresentante dei taxisti, presente ieri alla tavola rotonda con il sindaco di Torino ed il comandante della Polizia Municipale.

I taxisti avevano montato alcune tende davanti alla sede del comune e protestavano a gran voce contro Uber, arrivando persino a mettere in dubbio il regolare svolgimento della loro attività, proprio quando il capoluogo si appresta a vivere un periodo di grande fervore turistico: dal 19 aprile migliaia di pellegrini si recheranno per assistere all’ostensione della Sindone.

I taxisti chiedevano il sequestro di almeno 60 vetture utilizzate da conducenti di Uber, secondo quanto scritto su La Repubblica. I componenti della task force non vigileranno esclusivamente sull’abusivismo della professione, ma lavoreranno anche per studiare nuovi posteggi per taxi in prossimità delle principali attrazioni culturali e turistiche della città e per vigilare sull'assegnazione dei permessi di accesso alla zona a traffico limitato.

Cosa succede quando si litiga con un autista di Uber?


E se capitasse di litigare con un autista di Uber?

Il sito The Atlantic ha raccontato l’esperienza di una giovane e del suo gruppo di amiche, costrette da un autista di Uber ad una corsa particolarmente agitata. L’articolo ci è utile per scoprire in quali modi la società punisce i conducenti resi oggetto di reclami o lamentele. I fatti risalgono a venerdì scorso, quando Stephanie e le sue amiche decidono di recarsi ad una festa. “L’autista era un po’ strano. Andava così veloce che ha perso l’uscita dell’autostrada. Gli abbiamo chiesto di rallentare, perché aveva superato i cento chilometri all’ora lungo un tratto dove il limite era di sessanta – il racconto della giovane, ripreso da Internazionale –. Quando siamo arrivate ci ha detto di ‘scendere dalla macchina’ chiamandoci ‘troie’ e ‘stronze’ e dandomi della ‘negra’. Mi piacerebbe poter dire che avevamo fatto qualcosa per provocarlo, ma non è andata così”.

Stephanie ha sporto reclamo ad Uber la sera stessa. Si è vista rispondere domenica mattina, ma l’azienda non sembrava prestare al caso l’attenzione sperata. “La nostra indagine è stata completata e il caso è chiuso – il testo della mail –. Per favore, si ricordi che quando viaggia con Uber deve fare attenzione a non portare bottiglie di alcol aperte, perché l’autista potrebbe essere citato per guida in stato di ebbrezza”. Stephanie e le amiche avevano con se una bottiglia di vino, ma questa era chiusa in quando doveva essere regalata al padrone di casa. La ragazza contatta dei giornalisti via Twitter e gli racconta i fatti. Solo a questo punto Uber si scusa e rimborsa la corsa, pur senza rivelare eventuali provvedimenti assunti nei confronti dell’autista.

“Ho chiesto al rappresentante di Uber se poteva garantirmi che non mi sarei mai più trovata davanti quel razzista alla prossima corsa con Uber, ma lui ha risposto che non era possibile”. Il reclamo della giovane arriva però ai vertici dell’azienda e qualche giorno dopo Stephanie viene contatta dalla portavoce Jennifer Mullin, che ammette le colpe e spiega che il reclamo è stato gestito nella maniera errata. Di più: Mullin tranquillizza Stephanie e le spiega che il conducente non lavorerà più con Uber. La società ha confrontato le due versioni – l’autista ha detto che le passeggere stavano bevendo ed ha negato gli epiteti razzisti – ed analizzato i dati della corsa tramite GPS. L’autista è stato cancellato dalla piattaforma e non potrà accedervi neppure come passeggero.

Uber: l'Unione Europea studia regole


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L’Unione Europea starebbe lavorando ad un provvedimento con il quale regolare Uber a livello comunitario, scavalcando in tal modo gli organi nazionali e mettendo chiarezza su un tema privo di governance. Quale linea d’intervento sarà privilegiata? Il Financial Times non lo rivela.

Ad oggi è nota soltanto la presenza di un documento redatto dalla Commissione Trasporti dell'Unione Europea, nel quale si allude ad uno studio approfondito utile per fornire una base di competenze ai membri della commissione, che potranno quindi valutare nuove azioni a livello comunitario. Uber dovrà ovviamente rispettare i principi delle varie legislazioni nazionali, ma l’UE potrebbe stabilire nuovi e più stringenti obblighi in materia di proporzionalità, non discriminazione e libertà d’impresa.

La lettera è stata spedita alla Commissione da Violeta Bulc, politica slovena oggi Commissario europeo per i Trasporti. Bulc scrive che la legislazione relativa al servizio taxi cambia da uno stato membro all’altro e da città a città. UberPOP, ad esempio, è illegale a Bruxelles.

Assolto a Milano un conducente di UberPOP


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Il giudice di pace di Milano ha scagionato un autista 75enne di UberPOP, ritenuto non colpevole perché di fatto in buona fede. Lo racconta il Corriere della Sera, spiegando come questa sia la prima sentenza favorevole delle 49 formulate presso le aule del tribunale meneghino. I fatti risalgono al 19 novembre. A.B., italiano ed incensurato, venne fermato dagli agenti quando aveva con se alcuni passeggeri.

I Vigili gli contestarono in quell’occasione la violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada, multandolo, sequestrandogli la vettura e sospendendogli la patente. L’uomo si era poi rivolto ai legali di Uber e gli venne consigliato di presentare ricorso.

L'articolo 86 del CdS

Art. 86 - Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi.1. Il servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi è disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore.2. Chiunque, senza avere ottenuto la licenza prevista dall'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.761 a euro 7.045. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando lo stesso soggetto è incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno due volte, all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali è stata sospesa o revocata la licenza.3. Chiunque, pur essendo munito di licenza, guida un taxi senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui alla licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 329.

Che la giudice di Pace Milenca Saldarelli ha accolto: a suo avviso pesano la confusione normativa e mediatica sul caso Uber, la crisi economica (vista l’elevata cifra della multa) e l’assenza di precedenti. La Polizia Locale ha già annunciato di voler presentare ricorso. D’altra parte la general manager di Uber per l’Italia, Benedetta Arese Lucini, ha ribadito come “a questo punto sia evidente la necessità di fare chiarezza con una riforma”.

Foto | Flickr

La lite fra un poliziotto e l'autista di Uber


E’ diventato virale il filmato relativo alla lite fra un poliziotto newyorkese ed un autista di Uber, scoppiata per futili motivi e ripresa da uno fra i passeggeri che si trovano in quel momento a bordo della vettura. La discussione è nata perché l’autista di Uber avrebbe suonato il clacson ed imprecato contro Patrick Cherry, detective del New York Police Department e membro della squadra antiterrorismo dell'FBI, che stava parcheggiando l’automobile senza aver messo la freccia.

Cherry ha raggiunto la vettura di Uber ed ha chiesto i documenti all’autista, senza mai mostrare il distintivo né dichiararsi. “La gente può parcheggiare senza che tu ti intrometta, senza che tu dia la tua opinione su quello che succede – le parole dell’agente –. Da quanto tempo sei in questo paese? Ho una notizia per te: non farlo mai più! L’unica ragione per cui non sei in manette o in carcere è che ho da fare!”. L'Huffington Post rivela che l’agente è stato trasferito e privato di distintivo e pistola.

UberPOP è fuorilegge in Liguria


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La regione Liguria ha apportato una significativa modifica alla legge regionale 25/2007, che regolamenta il trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea e complica l’attività per gli autisti di UberPOP: il Secolo XIX spiega che l’assegnazione o la prenotazione dei servizi è diretta esclusivamente in favore dei soggetti in possesso di regolare licenza o autorizzazione che osservino le disposizioni in materia di lavoro.

Per questo motivo la fornitura di automobili per il trasporto di persone resterà esclusiva per gli operatori muniti di licenza. Il provvedimento è stato approvato con 21 voti a favore e 3 contrari.

Mi compiaccio che sia stata la Regione Liguria a prendere coscienza dell’illegalità del sistema UberPOP, prendendo una decisione in seno a un provvedimento legislativo che tutela il servizio che svolgiamo – il commento di Francesco Vernazzano, presidente Confartigianato Taxi Genova –. Ora ci aspettiamo che anche il governo intervenga e chiuda definitivamente la vicenda, ripristinando le condizioni di legalità nel nostro settore”.

La Regione Lombardia lavora ad una proposta di legge sul car sharing


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La commissione infrastrutture della Regione Lombardia sta lavorando ad una legge tesa ad introdurre nuovi obblighi nel trasporto pubblico locale. Il tema è particolarmente sensibile, dal momento che la norma punta a risolvere la confusione generata dalle piattaforme di car sharing ed a rendere più stringenti le modalità di ingaggio dei conducenti NCC. Per questo motivo è stata convocata la country manager di Uber, Benedetta Arese Lucini, intervenuta per discutere nel merito di una iniziativa al momento unica nel nostro paese. La proposta è firmata da Riccardo De Corato, consigliere di Fratelli d'Italia. Il documento punta a

regolamentare l’utilizzo di taxi ed NCC, smascherando irregolarità e sistemi di concorrenza sleale e lo fa senza andare contro la legge nazionale. E’ infatti competenza del Governo la materia sull’obbligo di rientro in rimessa degli Ncc dopo il servizio e la legge nazionale già è stata chiara.

La legge regionale vuole invece aumentare i controlli, in particolare sulle irregolarità di Uber. La app ha problemi legali in tutto il mondo, iniziati già alla sua inaugurazione nel 2009, e molti Paesi hanno già provveduto a impedire comportamenti scorretti


De Corato punta in questo modo a disciplinare il trasporto secondo i forti cambiamenti indotti dall’evoluzione tecnologica, come scrive Web News.
La prenotazione dei servizi di noleggio con conducente dovrà comunque pervenire all’operatore nella rimessa indicata nell’autorizzazione. L’operatore dovrà conservare prova delle singole prenotazioni (con dimostrazione attraverso strumenti di geolocalizzazione del veicolo e mezzi di certificazione ivi inclusa la posta elettronica certificata)

La proposta di legge sembra pertanto escludere il servizio UberPOP.

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