Spesso assistiamo alla nascita di vetture repliche di Ferrari e Lamborghini, costruite negli USA con meccaniche delle tipiche muscle car appartenenti a varie epoche. Questa volta, però, è stato fatto il processo inverso: sulla base tecnica di una Lamborghini Gallardo è stata allestita la carrozzeria di una Ford Mustang del 2007. L’insolita vettura è stata creata sempre negli Stati Uniti e si chiama Tractorri.
I cerchi in lega e l’impianto frenante non tradiscono le origini italiane della meccanica, così come il motore V10 collocato in posizione centrale-posteriore, come lo schema tecnico della supercar di Sant’Agata Bolognese. Anche se l’esperimento farà storcere il naso ai puristi della Casa del Toro, la Tractorri non rimarrà un esemplare, perché chiunque fosse interessato, potrà trasformare la propria Gallardo nelle forme tipiche dell’iconica muscle car americana.
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Bentley ha rilasciato il primo di una serie di video che descrive le diverse fasi di assemblaggio della Mulsanne, la nuova berlina di lusso che, a breve, arriverà sul mercato italiano in sostituzione della Arnage. Il filmato è focalizzato sulla produzione del corpo vettura in alluminio che necessita di 125 ore di manodopera e uno spazio di 7.500 metri quadri, all’interno dello storico impianto di Crewe. Una volta saldate le varie parti che compongono la carrozzeria, il corpo della Bentley Mulsanne viene sottoposto a ben 588 controlli che ne valutano la qualità. Per osservare nel dettaglio le suddette fasi, basta guardare l’esaustivo filmato. Buona visione!
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120 anni di automobilismo in 90 immagini. 16.500 metri quadrati in 90 clic. Il museo Mercedes di Stoccarda diventa telematico, e dopo aver già accolto 2.8 milioni di visitatori nei quattro anni di apertura distilla la sua essenza in una raccolta di scatti. Foto d’autore, è bene precisarlo, perché i modelli raffigurati esprimono e condensano la storia della Stella. I nove piani della struttura, disegnata dallo studio olandese UNStudio, hanno un motivo architettonico ispirato alla struttura a doppia elica del DNA, con un evidente simbolismo fra il genoma umano ed il genoma dello stesso automobilismo. Nel Mercedes Museum sono contenute 160 auto ed oltre 1500 manufatti di varia natura.
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Smart ha deciso di onorare la tradizione cinese con una serie speciale della ForTwo. Il 2010 sarà per i cinesi l’anno della Tigre così Smart ha deciso di decorare una serie speciale di esemplari della ForTwo con una appariscente verniciatura arancio e nera. Sarà esposta in alcune città cinesi in una sfera di cristallo, ispirandosi al tema di San Valentino, e proprio a partire dal 14 Febbraio sarà in vendita ufficialmente in tiratura limitata insieme ad una serie di gadget dedicati.
Via | Cn.Autoblog
La sfida tecnologia fra Giappone e Stati Uniti è anche questione di androidi. Sempre più sofisticati, suggestivi, inquietanti nel loro aspetto antropomorfo. Se Honda prosegue con il vento in poppa il progetto ASIMO, General Motors e Nasa hanno terminato lo sviluppo del Robonaut2, seconda generazione del bot sviluppato sotto la supervisione dell’agenzia governativa DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), preposta allo sviluppo di tecnologie per uso militare.
Il Robonaut2 viene infatti sviluppato per affiancare o sostituire gli umani nelle future missioni spaziali, raccogliendo e rinfocolando il processo evolutivo avviato con il Robonaut di prima generazione, risalente agli anni ’90. General Motors sfrutterà poi il bagaglio tecnologico per realizzare vetture e stabilimenti più sicuri. “Avremo la possibilità di costruire robot che interagiscano con i nostri operai”, illustra Mike Coats, direttore del Johnson Space Centre, centro di sviluppo texano. “Potranno lavorare fianco a fianco o nelle condizioni di maggior pericolo. Gli automi aumenteranno le nostre capacità di costruire ed espolarare”.
La partnership fra General Motors e NASA è in vigore fin dagli anni ’60, da quando venne progettato il sistema di navigazione utilizzato dalla missione Apollo. GM ha inoltre recitato un ruolo fondamentale nella progettazione del Lunar Rover Vehicle, primo veicolo a poggiare le ruote sulla luna.
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Nissan e Sony Computer Entertainment Italia eleggeranno il campione italiano della GT Academy 2010 il 13 febbraio, a Roma. I 24 piloti più veloci si sfideranno virtualmente in una gara che eleggerà i due migliori: il premio, per loro, sarà Silverstone, dove gareggeranno, stavolta su un circuito vero, contro i 18 giocatori più talentuosi degli altri paesi partecipanti.
A partire dal lancio della competizione, il 17 dicembre 2009, oltre 70.000 videogiocatori italiani di Gran Turismo (e più di 1.000.000 nei 15 paesi europei coinvolti, in Australia e in Nuova Zelanda) si sono cimentati su PlayStation Network, tentando di registrare il giro più veloce per accedere alle fasi finali.
Queste, come scrivevamo in apertura, si terranno sabato 13 febbraio dalle 11 alle 17, presso la Sala Multimediale di RDS, dove i 24 “piloti virtuali” gareggeranno in anteprima su una selezione di circuiti e automobili di GT5 per PS3.
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Volkswagen ha prodotto la Polo numero 11.111.111 nella storia del modello. Segno dei tempi o pura casualità, l’esemplare è nato nella fabbrica indiana di Pune, India. L’importante stabilimento asiatico, inaugurato solo nel 2009, rivestirà negli anni a venire un ruolo chiave nell’espansione di VW a livello globale e particolarmente nel crescente mercato indiano. La Polo è chiamata in questo programma di crescita a recitare un ruolo da protagonista.
La fabbrica indiana di Pune è in virtù della sua giovane età una delle più moderne dell’intero gruppo Volkswagen e può vantare un processo produttivo assolutamente innovativo che peraltro si svolge nel sito in tutte le sue fasi più importanti, dalla pressa dei lamierati alla verniciatura, all’assemblaggio di interni ed esterni.
Nell’impianto, che può produrre fino a 110.000 auto l’anno, vede la luce anche la Skoda Fabia destinata al mercato locale. La fabbrica di Pune, che dà lavoro a 2500 persone, è in virtù dei 580 milioni di euro investiti per la sua realizzazione, il maggiore sforzo finanziario mai prodotto da un’azienda tedesca in India.
Dopo quarantaquattro anni di collaborazione, innumerevoli modelli svezzati ed un mezzobusto ormai legittimato nell’ipotetica Lotus “Hall of Fame”, Roger Becker può concedersi una meritata pensione. Lo storico responsabile della progettazione, 64enne, in azienda dal 1966, ha infatti svuotato il suo ufficio presso la fabbrica di Hethel , ricevuto i ringraziamenti dell’amministratore delegato Dany Bahar che ha tuttavia prospettato un impegno di consulenza. “So che non andrà lontano”, gli ha strizzato l’occhiolino Bahar.
Becker ha iniziato la propria carriera Lotus a Cheshunt, dove nel 1966 veniva assemblata la Elan. Le sue spiccate qualità di tecnico e pilota emersero fino a stuzzicare Colin Chapman, che promosse il giovane Becker nel settore sviluppo, dove nel corso degli anni ricoprì un ruolo da protagonista nella nascita delle Esprit, Excel, Elan, Elise, Exige ed Evora.
Lamborghini si tinge di verde e sul tetto dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, sede dov’è nata l’azienda, ora sono attivi 17mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici che ne fanno il più grande impianto di produzione di energia solare di tutta la regione Emilia Romagna. Insieme ad altri interventi (coibentazione del tetto, domotica, etc) consentirà una riduzione delle emissioni di CO2 del 30%, pari a oltre 1067 tonnellate all’anno.
“Questa inaugurazione è una tappa importante di un percorso che Lamborghini persegue da tempo” – afferma Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini SpA – “Continueremo su questa strada, infatti stiamo valutando azioni che porteranno, in futuro, a una riduzione addirittura del 50% delle emissioni di CO2 dello stabilimento. Questo impegno sul territorio va di pari passo con lo sviluppo del prodotto, per il quale confermiamo l’obiettivo di riduzione del 35% di emissioni entro il 2015 ”.
Ai miglioramenti dal punto di vista ecologico compiuti nello stabilimento si inserisce, infatti, anche lo studio che Lamborghini sta portando avanti per diminuire le emissioni anche delle proprie auto ma, assicurano in azienda, non verrà snaturata l’essenza delle Lamborghini: sono supersportive e supersportive resteranno. Insomma, niente ibride a breve; tutt’al più si potranno avere miglioramenti nel rapporto peso-potenza grazie allo studio sui materiali.
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Nel corso dei prossimi anni, Volvo aggiornerà la nomenclatura dei propri modelli uniformando il codice alfa-numerico fra berlina e station wagon derivata. “Al momento di assumere la carica di amministratore delegato, nel settembre 2008”, ricorda Stephen Odell, CEO e presidente, “ho avuto non poche difficoltà nel capire le denominazioni dei vari modelli, anche quando appartenenti al medesimo segmento. Perché, ad esempio, S40 e V50 hanno due sigle differenti?”, si è poi chiesto Odell. La riposta in realtà non viene fornita, perché il manager ha mostrato la più ferma convinzione nel semplificare la politica di badging.
“Ho già parlato con Peter (Horbury, responsabile del design, nda). Gli ho chiesto di rendere i loghi delle singole vetture più intuitivi e semplici da leggere”, conclude Odell. La gamma del costruttore svedese torna così a rimembrare gli anni ’90, quando la berlina S40 – la “S”, infatti, sta per Saloon – era accompagnata dalla giardinetta V40, abbreviazione di Versatility.
Via | Car

Martin Motors, importatore europeo delle vetture cinesi con marchio Change, ha reso disponibile il veicolo commerciale Freedom Cab alla modifica cifra di 2.140 euro (iva esclusa). Purché venga immatricolato in Lombardia, dove la politica di agevolazioni economiche permette di sminuzzarne il prezzo fino alla quinta parte della somma originaria: grazie a 4.000 euro di incentivi statali, 2.500 euro di rottamazione ed ulteriori 2.000 euro offerti dalla Regione, il costo del cassonato orientale precipita così da “oltre 10.000 euro” ad i sopraccitati 2.140.
Il suo costo, però, non è legittimato da qualità ridotte a riflesso della consueta mediocrità cinese. Tutt’altro. Disponibile con cabina singola o doppia, nelle lunghezze di 4400mm o 4565mm, il Freedom Cab offre di serie l’impianto a metano, il climatizzatore e la radio. Anche l’aspetto del corpo vettura, a dirla tutta, non raccoglie critiche come altre produzioni cinesi. Purtroppo, le vere rinunce risultano evidenti a motore acceso.
Il propulsore è infatti un quattro cilindri 1051cc proveniente dalla banca organi Suzuki, destinato a svolgere un compito francamente fin troppo gravoso con evidenti ripercussioni al momento di rilevare i consumi: il furgone necessita di 7.4 litri ogni 100 chilometri con emissioni pari a 140 g/km di CO2.
Bentley ed il Royal College of Art di Londra hanno indetto un concorso dal tema “le Bentley del futuro”, a cui hanno partecipato 18 team di studenti impegnati a seguire per qualche mese il lavoro direttamente nella fabbrica di Crewe. Dopo una prima fase di lavoro, quattro designer selezionati hanno potuto affinare i rispettivi progetti con la supervisione di Raul Pires (Responsabile del design per la B alata) e del suo staff. L’autore del bozzetto migliore ed il secondo classificato vinceranno un contratto semestrale nel centro stile Bentley.
Il sud-coreano Bora Kim ha realizzato una sportiva dal motore intercambiabile secondo le esigenze, lo svedese Marten Wallgren ha reinterpretato la Continental GT mentre David Seesing ha voluto disegnare un corpo vettura con design radicale ed aerodinamica sviluppata all’estremo. Non meno interessante la proposta di Mikka Heikkinen per una Bentley ad altissime prestazioni.