Esiste una strada che è costata 200 milioni al chilometro: è la più cara al mondo
200 milioni per ogni km di sicurezza: il viaggio attraverso la strada più cara del pianeta, tra imprevisti ambientali e record mondiali
Esiste un luogo, sospeso tra il blu profondo dell’Oceano Indiano e le scogliere laviche dell’isola di La Réunion, dove ogni metro di asfalto brilla di un valore inimmaginabile. Non è un miraggio, ma la “Nouvelle Route du Littoral”, un’opera titanica che ha ridefinito i confini dell’ingegneria civile e, soprattutto, quelli della spesa pubblica. Con un costo vertiginoso di circa 200 milioni di euro per chilometro, questo progetto si è guadagnato il titolo di uno dei cantieri stradali più costosi dell’intero pianeta. Recentemente è diventata protagonista anche di uno speciale di The Grand Tour con Jeremy Clarkson.
Un gigante tra le onde
Immaginate una striscia d’asfalto di dodici chilometri che, invece di inerpicarsi tra le montagne, sceglie di sfidare il mare. La storia di questa impresa moderna inizia dalla necessità di abbandonare la vecchia e pericolosa RN1, una via crucis quotidiana per gli automobilisti, costantemente minacciata da frane improvvise e onde anomale che potevano bloccare il traffico per settimane intere. Per mettere in sicurezza i 70.000 veicoli che ogni giorno collegano la capitale Saint-Denis al porto di La Possession, l’unica soluzione è stata quella di spostare la strada sopra l’oceano.
Il punto centrale di questa infrastruttura è un viadotto lungo 5,4 chilometri, una struttura scultorea che sembra galleggiare a decine di metri sopra il livello dell’acqua. Sotto la sua superficie a sei corsie, che ospita anche percorsi per pedoni e ciclisti, si nasconde una foresta di 48 pilastri d’acciaio e cemento, ancorati con precisione millimetrica al fondale marino. Oltre 1.300 segmenti prefabbricati sono stati trasportati via mare e assemblati tra le onde, dando vita a un’opera progettata per resistere ai cicloni tropicali più violenti e per durare almeno un secolo.
Il prezzo dell’impossibile
Ma perché un costo così esorbitante? La spettacolarità della scena ha un prezzo altissimo, dettato non solo dalle proibitive condizioni marittime, ma anche da imprevisti che hanno fatto lievitare i conti. Inizialmente, una parte del tragitto doveva poggiare su una diga artificiale, ma il progetto è stato bloccato per motivi ambientali, costringendo i costruttori a realizzare ulteriori tratti di viadotto sospeso. Questo cambio di rotta è considerato uno dei motivi principali del rigonfiamento del budget, portando l’investimento a cifre che farebbero tremare qualsiasi bilancio statale.
Sebbene una parte centrale del percorso sia già percorribile dal 2022, rendendo il viaggio tra Saint-Denis e Grande Chaloupe un’esperienza visiva mozzafiato, l’opera completa non vedrà la luce prima del 2030. Fino ad allora, la “Nouvelle Route du Littoral” resterà il simbolo di una sfida estrema: una strada dove la sicurezza ha richiesto un sacrificio economico senza precedenti, trasformando dodici chilometri di cemento nel ponte più prezioso della storia moderna.