Aperta e più potente che mai, l'ultima Lamborghini ibrida è un Fenomeno
Solo 15 esemplari per la scoperta più potente di sempre: il debutto alla Lamborghini Arena della Few-Off da 1080 CV e 340 km/h
Sotto il cielo di Sant’Agata Bolognese l’aria vibra di un’elettricità che profuma di benzina, come sempre, e di elettrificazione, come suggerisce il presente. In occasione della seconda edizione della Lamborghini Arena, il velo si è sollevato sull’ultima, estrema creazione della Casa del Toro: la Fenomeno Roadster. Non è solo una vettura, è un’opera d’arte cinetica prodotta in soli 15 esemplari, un “capolavoro da collezione" destinato a un’élite ristrettissima di sognatori.
Una potenza monstre
La Fenomeno Roadster incarna la metamorfosi tecnologica del marchio, segnando l’inizio del capitolo HPEV (High Performance Electrified Vehicle) anche per le scoperte. Il suo propulsore è un V12 aspirato da 6,5 litri, il più potente mai costruito a Sant’Agata, capace di sprigionare 835 CV a un regime di 9.250 giri/min.
Tuttavia, la vera magia risiede nella simbiosi con la tecnologia elettrica: tre motori elettrici — due sull’asse anteriore e uno integrato nel cambio a doppia frizione a 8 marce — portano la potenza complessiva all’astronomica cifra di 1080 CV. Questa combinazione permette alla Roadster di polverizzare lo scatto 0-100 km/h in appena 2,4 secondi e di raggiungere i 200 km/h in 6,8 secondi, puntando verso una velocità massima che supera i 340 km/h.
Design scultoreo e aerodinamica da primato
Vederla ferma è come osservare un predatore pronto allo scatto. Il design, firmato dal Centro Stile Lamborghini, adotta la filosofia “Feel Like a Pilot", dove ogni linea è funzionale alla performance. La livrea esibisce l’esclusiva tonalità Blu Cepheus nella parte superiore, in contrasto con il Rosso Mars della sezione inferiore, un omaggio cromatico ai colori di Bologna e un richiamo alla storica Miura Roadster del 1968.
La sfida tecnica più complessa è stata l’aerodinamica: in assenza di un tetto fisso, i progettisti hanno introdotto uno spoiler aggiuntivo sul parabrezza che devia i flussi d’aria sopra l’abitacolo, garantendo silenziosità e stabilità anche alle alte velocità senza la necessità di uno scoop d’aria tradizionale. I roll bar in carbonio, perfettamente integrati dietro i sedili, si raccordano con i cupolini posteriori in stile speedster, creando un’illusione di sospensione visiva sopra il maestoso V12, esposto con orgoglio da un cofano motore trasparente.
Tecnologia aerospaziale e controllo totale
Sotto la pelle, la Fenomeno Roadster nasconde un telaio “Monofuselage" di ispirazione aerospaziale, realizzato interamente in fibra di carbonio multitecnologia e Forged Composite. Questa struttura garantisce una rigidità eccezionale con un peso minimo, permettendo alla Roadster di pesare solo pochi chilogrammi in più rispetto alla versione Coupé.
L’esperienza di guida è portata ai massimi livelli dal sensore 6D, un cervello elettronico che monitora accelerazioni e rotazioni su tre assi per regolare istantaneamente la dinamica della vettura. Il contatto con l’asfalto è assicurato da pneumatici Bridgestone Potenza Sport creati su misura, montati su cerchi da 21 pollici all’anteriore e 22 al posteriore, progettati per domare l’immensa coppia del sistema ibrido.
Entrare nell’abitacolo significa immergersi in un ambiente high-tech: fibra di carbonio e tessuti tecnici come il Carbon Skin rivestono ogni superficie, mentre il sistema “Pilot Interaction" con tre display digitali a grafica esagonale mette ogni informazione vitale a portata di sguardo. La Fenomeno Roadster non è solo l’open-top più potente mai creata dal marchio; è il ponte tra l’eredità leggendaria del V12 e l’emozione pura di un futuro elettrificato.