Brivido da 2,5 milioni di dollari, una Ferrari "solleva" una Mercedes

Una Ferrari 812 Competizione Aperta, una delle 599, si schianta a Malibu. Danni seri, possibile totale assicurativo: analisi tecnica, costi di riparazione e implicazioni per il mercato dei collezionisti

Brivido da 2,5 milioni di dollari, una Ferrari "solleva" una Mercedes
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 14 mag 2026

La Pacific Coast Highway di Malibu non è una strada qualunque; è una passerella baciata dal sole dove le supercar più esclusive del pianeta sfilano come dive sul red carpet. Ma l’idillio di una passeggiata costiera si è trasformato, in pochi istanti, in una delle scene più surreali e costose che la cronaca automobilistica recente ricordi. Protagonista, suo malgrado, una rarissima Ferrari 812 Competizione Aperta in una vistosa livrea argento e gialla, finita al centro di un incidente dalla dinamica quasi inspiegabile per la sua spettacolarità.

La dinamica

L’immagine che ha fatto il giro del mondo sembra uscita dal set di un film d’azione: la Ferrari, con il suo muso affilato, si è letteralmente infilata sotto la coda di una Mercedes Classe E Cabriolet. La vettura tedesca, invece di essere semplicemente urtata, è finita per poggiare direttamente sul cofano della “Rossa”, creando una sorta di assurda piramide meccanica.

Sebbene le cause non siano ancora ufficialmente confermate, la posizione dei veicoli suggerisce un tamponamento dalla dinamica violenta: l’urto ha fatto saltare il cofano della Ferrari e ha distrutto il prezioso paraurti anteriore in fibra di carbonio, infrangendo persino il parabrezza. Mentre la Mercedes sembra essersela cavata con danni al paraurti posteriore, per la creatura di Maranello il bilancio è tragico: i componenti nel vano motore e il parafango lato passeggero mostrano i segni profondi di un impatto che ha colpito l’anima stessa dell’auto.

2,5 milioni sotto scacco

La stranezza della scena stride con la fredda realtà dei numeri. La 812 Competizione Aperta non è solo un’auto, ma un oggetto del desiderio prodotto in appena 599 esemplari. Se al lancio il prezzo si aggirava sui 700.000 dollari, oggi le quotazioni superano i 2,5 milioni di dollari.

Vederla ridotta in quelle condizioni, con il muso schiacciato dal peso di un’altra vettura lungo una delle strade più iconiche del mondo, fa un certo effetto. Non è solo una perdita economica stellare; è il ferimento di quello che viene considerato il “canto del cigno” del V12 aspirato di Maranello. Sotto quel cofano ora ammaccato pulsa infatti un cuore da 6,5 litri capace di urlare fino a 9.250 giri al minuto, erogando 830 CV: l’ultima, sonora dichiarazione d’amore della Ferrari verso i motori a respirazione naturale prima dell’era elettrica.

Un destino incerto

Nonostante la spettacolarità del danno, il destino di questo esemplare potrebbe essere meno glorioso della sua nascita. Data l’entità dei danni strutturali e meccanici, esiste il rischio concreto che l’assicurazione la dichiari antieconomica da riparare, destinandola a una vendita come relitto su piattaforme d’asta come Copart. Tuttavia, la rarità del modello suggerisce che qualche appassionato potrebbe tentare l’impresa titanica di riportarla in vita. Restituire al mondo il ruggito di quel V12 richiederà una pazienza e un investimento che solo chi ama visceralmente il mito del Cavallino può comprendere.

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