Italia paese dei guidatori più aggressivi, BMW il marchio più criticato
Un sondaggio internazionale incorona l’Italia come paese con i guidatori più aggressivi: nel mirino velocità e sorpassi rischiosi
Gli italiani hanno da sempre una reputazione piuttosto “vivace” al volante, ma adesso arriva anche una ricerca internazionale a confermarlo. Secondo un sondaggio realizzato da DiscoverCars.com, l’Italia sarebbe infatti il paese più associato alla guida aggressiva sia dai residenti sia dagli automobilisti stranieri.
Lo studio, condotto intervistando oltre 700 conducenti in diversi paesi del mondo, ha analizzato percezioni, comportamenti e abitudini legate alla guida aggressiva, cercando di capire quali nazioni e quali marchi automobilistici vengano maggiormente associati a comportamenti rischiosi sulle strade.
E il risultato per l’Italia non è esattamente positivo.
Italia al primo posto per guida aggressiva
Nel sondaggio gli automobilisti dovevano valutare quanto considerassero aggressivi gli altri conducenti del proprio paese su una scala da 1 a 5.
L’Italia ha ottenuto il punteggio peggiore: 3,5 su 5, risultando quindi il paese con i guidatori percepiti come più aggressivi.
Secondo la ricerca, chi guida sulle strade italiane lamenta soprattutto:
- eccessi di velocità;
- mancato rispetto delle distanze di sicurezza;
- sorpassi aggressivi;
- comportamento imprevedibile nel traffico.
Anche online, spiegano gli autori dello studio, molti turisti raccontano esperienze complicate sulle strade italiane e consigliano prudenza a chi visita il Paese.
Napoli e Roma tra le città più citate
Tra le località più associate alla guida aggressiva spiccano anche diverse città italiane. Napoli è risultata addirittura la seconda città più menzionata nell’intero sondaggio, mentre Roma si è classificata al terzo posto tra le città percepite come più caotiche e aggressive dal punto di vista della guida.
Il 23% degli intervistati ha dichiarato di aver vissuto le esperienze peggiori proprio in Italia.
Dietro al nostro Paese troviamo:
- Regno Unito (11%);
- Stati Uniti (9%);
- Francia (5%);
- Australia (5%).
BMW resta il marchio più associato alla guida aggressiva
La ricerca ha analizzato anche quali marchi automobilistici vengano maggiormente associati ai comportamenti aggressivi al volante. Al primo posto c’è nettamente BMW, indicata dal 58% degli intervistati. Secondo DiscoverCars.com il risultato confermerebbe anche precedenti studi che collegavano le BMW al mancato utilizzo degli indicatori di direzione.
Dietro BMW troviamo:
- Audi (30%);
- Land Rover (14%);
- Tesla (12%);
- Volkswagen (11%).
Curiosamente, quasi tutti i marchi più citati appartengono al segmento premium.
Le cose che fanno più arrabbiare gli automobilisti
Lo studio ha cercato anche di capire quali siano i comportamenti più fastidiosi sulle strade. Tra le risposte più frequenti emergono:
- mancato utilizzo delle frecce (56%);
- mancata distanza di sicurezza (46%);
- guida lenta in corsia di sorpasso (43%);
- conducenti distratti (39%);
- frenate improvvise (20%).
Si tratta di comportamenti che aumentano stress, tensione e rischio di incidenti soprattutto nelle grandi città o sulle arterie più trafficate.
La rabbia al volante è ormai molto diffusa
La ricerca mostra inoltre quanto sia comune la frustrazione alla guida. Il 68% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi irritato dagli altri automobilisti “occasionalmente”, mentre il 17% prova questa sensazione “spesso”.
Una piccola percentuale ammette addirittura di sentirsi infastidita ogni giorno durante la guida. Anche il clacson resta uno degli strumenti più utilizzati per sfogare tensione nel traffico: il 65% degli automobilisti dichiara di usarlo occasionalmente.
Questione culturale o semplice caos urbano?
Naturalmente bisogna ricordare che questo tipo di studi si basa soprattutto sulla percezione degli automobilisti e non su dati oggettivi relativi agli incidenti o alle infrazioni. Tuttavia il risultato conferma una reputazione che accompagna da tempo la guida italiana all’estero: traffico intenso, stile di guida dinamico e maggiore tolleranza verso comportamenti aggressivi rispetto ad altri paesi.
Anche fattori come densità urbana, qualità delle infrastrutture e congestione del traffico possono influenzare fortemente la percezione della guida aggressiva.
L’Italia resta un caso particolare
Nonostante tutto, il quadro italiano resta piuttosto particolare. Da una parte molti automobilisti stranieri percepiscono il traffico italiano come caotico e stressante. Dall’altra, chi vive abitualmente sulle strade italiane spesso sviluppa una capacità di adattamento molto elevata.
Il problema vero, però, resta sempre lo stesso: aggressività, distrazione e mancato rispetto delle regole continuano a essere tra le principali cause di incidenti e situazioni di pericolo sulle strade europee.