All'asta la rarissima Cizeta-Moroder V16T, la supercar italiana che vale oltre 1,5 milioni

La leggendaria Cizeta-Moroder V16T sarà battuta all'asta da RM Sotheby's. Il prototipo unico del 1988 con motore V16 è stimato tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari

All'asta la rarissima Cizeta-Moroder V16T, la supercar italiana che vale oltre 1,5 milioni
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Giulia Darante
Pubblicato il 10 lug 2026

Tra le supercar più affascinanti e rare degli Anni ’80, la Cizeta-Moroder V16T continua a esercitare un fascino particolare sugli appassionati. Il motivo non è soltanto il suo design estremo o l’insolito motore a 16 cilindri, ma anche una storia che intreccia l’automobilismo italiano con il mondo della musica.

Ora l’unico prototipo originale della vettura tornerà sotto i riflettori. RM Sotheby’s lo proporrà all’asta nel mese di agosto 2026 con una stima compresa tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari, confermando il crescente interesse dei collezionisti per le supercar più esclusive della fine del secolo scorso.

La storia della supercar nata dal sogno di Claudio Zampolli

La nascita della Cizeta-Moroder V16T risale alla seconda metà degli Anni ’80 e prende forma dall’idea di Claudio Zampolli, ex tecnico Lamborghini trasferitosi negli Stati Uniti con l’ambizione di costruire una supercar capace di competere con le migliori sportive dell’epoca.

Per trasformare quel progetto in realtà servivano però investimenti importanti. A sostenerlo fu Giorgio Moroder, produttore musicale italiano vincitore di premi internazionali e figura di riferimento della disco music.

Dal loro incontro nacque una vettura destinata a distinguersi immediatamente dalla concorrenza. La sigla V16T identifica infatti la scelta di adottare un motore V16 montato trasversalmente davanti all’asse posteriore, una soluzione tecnica tanto rara quanto spettacolare.

Un prototipo unico firmato anche da Giorgio Moroder

L’esemplare che andrà all’asta è particolarmente speciale perché si tratta del telaio numero 001, l’unico a portare ufficialmente il nome Cizeta-Moroder. Dopo il completamento del primo prototipo, infatti, Giorgio Moroder decise di uscire dal progetto e il suo nome non comparve più sulle vetture prodotte successivamente.

La carrozzeria porta la firma di Marcello Gandini, autore di alcune delle sportive italiane più celebri. Le linee spigolose, i grandi passaruota, le prese d’aria laterali e soprattutto i caratteristici quattro fari a scomparsa su due livelli rendono ancora oggi la V16T una delle auto più riconoscibili del panorama automobilistico.

Anche gli interni presentano caratteristiche uniche rispetto ai pochi esemplari costruiti in seguito, così come alcuni dettagli della carrozzeria che distinguono il prototipo dalle versioni destinate ai clienti.

La vettura debuttò ufficialmente nel dicembre 1988 a Los Angeles, in un evento presentato dal celebre conduttore americano Jay Leno. Per l’occasione Giorgio Moroder compose anche un brano musicale dedicato alla nascita della supercar. Negli anni successivi il prototipo partecipò a importanti saloni internazionali e rimase nella disponibilità dello stesso Moroder, prima di essere restaurato dagli specialisti di Canepa in California.

Quanto vale oggi la Cizeta-Moroder V16T

L’interesse verso questa rarissima supercar è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni. Nel 2022, lo stesso esemplare fu aggiudicato da RM Sotheby’s per una cifra pari a circa 1,2 milioni di euro. Per la nuova asta del 2026 la casa specializzata prevede una valutazione superiore, compresa tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari, a conferma della crescente attenzione verso le vetture più esclusive degli Anni ’80.

A rendere ancora più particolare la vendita contribuisce anche la dotazione che accompagnerà il prototipo. Oltre alla documentazione storica, il lotto comprende un NFT contenente materiale digitale dedicato all’auto, tra cui un brano musicale realizzato da Giorgio Moroder, una scansione tridimensionale del veicolo, un rendering artistico e il certificato digitale di provenienza.

La Cizeta-Moroder V16T resta una delle pagine più originali dell’automobilismo italiano. Pur essendo stata prodotta in pochissimi esemplari, è riuscita a conquistarsi un posto nella storia grazie a un progetto fuori dagli schemi, a una meccanica estremamente sofisticata per l’epoca e a un design che ancora oggi continua a catturare l’attenzione di collezionisti e appassionati di tutto il mondo.

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