Questa BMW M5 nasconde un motore che Volkswagen non ha mai prodotto

Una BMW M5 E39 nasconde il rarissimo prototipo W10 Volkswagen da 480 CV. Sarà battuta all'asta con una stima fino a 350.000 euro

Questa BMW M5 nasconde un motore che Volkswagen non ha mai prodotto
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Renato Terlisi
Pubblicato il 28 set 2026

A prima vista sembra una BMW M5 E39 come tante altre. Vernice Carbon Black, abitacolo in pelle nera e una carrozzeria rimasta sostanzialmente identica a quella della celebre berlina sportiva bavarese. Basta però aprire il cofano per scoprire qualcosa che Volkswagen non produsse mai: un motore W10.

L’auto è un prototipo funzionante nato durante lo sviluppo della famiglia di propulsori voluta da Ferdinand Piëch e sarà battuta all’asta da Broad Arrow il 9 ottobre 2026, durante la Zoute Auction in Belgio. La stima è compresa tra 250.000 e 350.000 euro e insieme alla vettura verrà consegnato persino un secondo W10.

Secondo quanto riportato, Volkswagen realizzò solamente tre prototipi di questo motore e uno venne installato proprio nella M5. Si racconta inoltre che lo stesso Ferdinand Piëch abbia utilizzato la berlina durante la fase di sviluppo, circostanza che contribuisce ulteriormente al fascino dell’esemplare.

Un W10 da 480 CV

Il motore è un aspirato da cinque litri capace, secondo Broad Arrow, di sviluppare 480 CV e 592 Nm. Numeri notevoli soprattutto considerando il periodo e l’assenza della sovralimentazione. La M5 E39 originale utilizzava invece il celebre V8 S62 da cinque litri, con 400 CV e 500 Nm. Il prototipo Volkswagen dispone quindi di circa 80 CV e oltre 90 Nm aggiuntivi.

Il peso complessivo rimarrebbe nell’ordine dei 1.800 kg e la trasmissione conserva una delle caratteristiche più apprezzate della M5 dell’epoca: un cambio manuale a sei marce che invia la potenza esclusivamente alle ruote posteriori.

Sotto il cofano, invece, qualsiasi parvenza di normalità scompare. Il W10 utilizza ampiamente la fibra di carbonio, non presenta marchi identificativi e lascia numerosi componenti completamente esposti. Alcuni sono accuratamente etichettati, mentre altri risultano ancora fissati con semplici fascette, ricordando immediatamente la natura sperimentale dell’auto.

Dentro sembra quasi normale

Anche l’abitacolo conserva gran parte dell’aspetto della M5 di serie. Le differenze principali riguardano la strumentazione utilizzata durante lo sviluppo, con un contagiri Stack e diversi indicatori supplementari installati sulla console centrale.

Il progetto sarebbe stato guidato da Sabine Willeke e lo sviluppo della vettura avrebbe richiesto un investimento nell’ordine dei due milioni di euro. Oggi il prototipo è immatricolato in Slovacchia e l’ultimo tagliando risale al 2025. C’è però un’altra particolarità importante: l’auto è priva di ABS, ESP e controllo di trazione.

Non è neppure la prima volta che questa insolita M5 appare pubblicamente. Nel 2023 era stata proposta dalla società belga GDM Motors e successivamente esposta alla Techno Classica di Essen nel 2025.

Il motore mancante della famiglia W

Il W10 racconta soprattutto un capitolo incompiuto dell’era Piëch. L’allora numero uno del Gruppo Volkswagen aveva immaginato una vasta famiglia di motori con architettura a W.

Alcuni arrivarono effettivamente sulle strade. Volkswagen utilizzò il W8 sulla Passat, mentre il W12 trovò posto sulla Phaeton e, in versione biturbo, sulle Bentley Continental. All’estremo opposto della famiglia nacque il monumentale W16 quadriturbo della Bugatti Veyron.

Il dieci cilindri rimase invece allo stadio sperimentale. Ed è proprio questo a rendere tanto particolare la M5 che arriverà all’asta. Non è semplicemente una BMW modificata con un motore Volkswagen, ma una mula di sviluppo che conserva sotto il cofano uno dei tasselli mancanti dell’ambiziosa strategia motoristica dell’era Piëch. Per portarsela a casa serviranno fino a 350.000 euro, ma insieme all’auto si acquista un pezzo di storia che Volkswagen decise di non mettere mai in produzione.

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