Le auto elettriche rischiano di durare meno: l'allarme arriva da Bosch

Bosch avverte: senza batterie più economiche da riparare o sostituire, la vita delle auto elettriche potrebbe accorciarsi sensibilmente

Le auto elettriche rischiano di durare meno: l'allarme arriva da Bosch
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Renato Terlisi
Pubblicato il 28 set 2026

Le auto elettriche richiedono generalmente meno manutenzione rispetto alle vetture con motore a combustione. Ma c’è un componente che potrebbe trasformare questo vantaggio in un problema molto più grande: la batteria. Se ripararla o sostituirla continuerà a essere troppo costoso, la vita delle automobili potrebbe addirittura diminuire.

A lanciare l’avvertimento è Rupert Hoellbacher, presidente della divisione Aftermarket di Bosch Mobility, intervistato da Automobilwoche. Il manager individua nella riparabilità degli accumulatori una delle questioni decisive per il futuro dell’auto elettrica e dell’intero mercato dell’assistenza.

Il problema emerge soprattutto quando una BEV comincia ad avere qualche anno sulle spalle. Secondo Hoellbacher, se la batteria di un’elettrica di sei-otto anni si guasta, oggi il risultato è spesso una perdita economica totale del veicolo.

La batteria può condannare l’auto

Il punto non è necessariamente l’impossibilità tecnica di intervenire sull’accumulatore, quanto la convenienza economica dell’operazione rispetto al valore residuo della vettura. “Se non riusciamo a rendere la riparazione o la sostituzione delle batterie più convenienti dal punto di vista economico, la risposta è un chiaro sì. La durata diminuirà”, sostiene Hoellbacher riferendosi alla vita delle automobili.

Uno scenario che avrebbe conseguenze anche sul fronte della sostenibilità. Un’auto ancora utilizzabile potrebbe infatti arrivare prematuramente a fine vita semplicemente perché il costo necessario per riportarla su strada non sarebbe più giustificabile.

Bosch considera quindi strategica la possibilità di intervenire sugli accumulatori invece di considerarli componenti sostituibili soltanto nella loro interezza. L’azienda offre già soluzioni per la riparazione delle batterie ad alta tensione e sta lavorando a ulteriori progetti. La collaborazione con PreZero punta inoltre a recuperare i componenti ancora funzionanti provenienti dai veicoli a fine vita, destinandoli a un secondo utilizzo oppure recuperandone le materie prime.

Con le elettriche cambia l’officina

Per Bosch la trasformazione rappresenta anche una questione industriale. Le auto elettriche hanno minori esigenze di manutenzione ordinaria e questo significa meno ricavi provenienti dalle attività tradizionalmente legate ai motori termici.

Si aprono però nuovi settori. Tra quelli indicati da Hoellbacher figurano la diagnostica delle batterie, i servizi sui sistemi ad alta tensione, la gestione termica, la diagnostica elettronica e la formazione dei tecnici.

Il gruppo vuole offrire ricambi, strumenti diagnostici e formazione, pur riconoscendo che queste attività da sole potrebbero non compensare completamente il fatturato perso con la progressiva riduzione della manutenzione tradizionale.

Bosch intende inoltre ampliare la propria offerta per le automobili dei costruttori cinesi, la cui presenza sul mercato europeo è destinata a diventare sempre più rilevante anche per le officine indipendenti. L’azienda non vuole però partecipare, nelle parole di Hoellbacher, alla corsa verso il prodotto più economico, preferendo puntare su qualità, disponibilità e ampiezza dell’offerta.

Senza dati niente diagnosi

L’altra battaglia riguarda l’accesso alle informazioni generate dalle automobili. “Senza dati, niente diagnosi”, sintetizza il dirigente Bosch.

Per un’officina indipendente poter leggere le informazioni del veicolo diventa infatti indispensabile per effettuare diagnosi e riparazioni su automobili sempre più digitalizzate. Bosch mette a disposizione queste funzioni attraverso la piattaforma ESI[tronic] e considera essenziale che l’accesso ai dati sia concretamente garantito.

Parallelamente vuole ampliare la propria rete di assistenza. Attualmente esistono circa 13.000 Bosch Car Service nel mondo, un migliaio dei quali in Germania.

La questione della batteria rimane però centrale. Se un accumulatore guasto continuerà a rendere economicamente sconveniente riparare un’elettrica ancora relativamente giovane, il vantaggio della minore manutenzione rischierà di avere un pesante rovescio della medaglia. Per Bosch, rendere le batterie realmente riparabili a costi sostenibili sarà quindi determinante non soltanto per le officine, ma anche per evitare che le auto elettriche vengano pensionate prima del necessario.

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