Bosch e Maserati puntano sull’idrogeno, il Nettuno arriva in pista
Bosch, Maserati e Ligier portano a Le Mans il V6 Nettuno adattato a idrogeno sul prototipo JS2 RH2: 652 CV, 880 Nm, 6,3 kg di stoccaggio e quasi 8.000 km di test
La corsa verso l’elettrificazione sembra ormai la strada obbligata per gran parte dell’industria automobilistica. Eppure c’è chi continua a esplorare percorsi alternativi per ridurre le emissioni senza rinunciare al fascino del motore termico. È il caso di Maserati e Bosch Motorsport, che hanno scelto di puntare sull’idrogeno per dare nuova vita al celebre V6 Nettuno.
Il progetto sarà protagonista durante il weekend della 24 Ore di Le Mans 2026, dove una speciale Ligier JS2 RH2 utilizzerà una versione profondamente evoluta del propulsore sviluppato dalla casa del Tridente. Non si tratta di una vettura destinata alle competizioni ufficiali, ma di un vero laboratorio tecnologico pensato per dimostrare che esistono alternative concrete all’elettrico puro.
Il V6 Nettuno cambia carburante ma non perde il suo DNA
La base tecnica dell’intero progetto è il motore che negli ultimi anni è diventato uno dei simboli della rinascita Maserati. Il V6 Nettuno 3.0 biturbo, già utilizzato su modelli come MC20, GranTurismo e GT2 Stradale, è stato scelto per la sua robustezza e per le sue elevate potenzialità di sviluppo.
L’approccio adottato da Bosch è molto diverso da quello delle fuel cell. In questo caso l’idrogeno viene immesso direttamente nella camera di combustione e utilizzato come un carburante tradizionale. In pratica si mantiene il concetto del motore termico, sostituendo però la benzina con l’idrogeno.
Questa soluzione consente di preservare alcune caratteristiche molto apprezzate dagli appassionati, come il sound, la risposta dell’acceleratore e il coinvolgimento meccanico tipico di una sportiva ad alte prestazioni. Il risultato è sorprendente. La nuova configurazione sviluppa 652 cavalli di potenza massima e 880 Nm di coppia, superando persino i numeri della versione benzina del Nettuno, accreditata di circa 630 CV e 730 Nm.
Bosch modifica il minimo indispensabile
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il lavoro di sviluppo svolto dagli ingegneri. L’obiettivo non era creare un motore completamente nuovo, ma adattare un propulsore esistente all’utilizzo dell’idrogeno.
Per questo motivo sono stati mantenuti elementi fondamentali del progetto originale, compresa la testata e il sistema di sovralimentazione con turbocompressori. La modifica più significativa ha interessato i pistoni, ridisegnati per ottimizzare la combustione del nuovo carburante. Anche il rapporto di compressione è stato rivisto per migliorare il rendimento agli alti regimi e consentire al motore di esprimere tutta la propria potenza.
Importanti aggiornamenti hanno riguardato inoltre il sistema di iniezione, l’accensione e la gestione elettronica. Al posto dell’alimentazione tradizionale entrano in gioco gli innovativi iniettori Bosch HIDI LCV, sviluppati specificamente per l’idrogeno e progettati per garantire una combustione più stabile ed efficiente. Secondo i tecnici coinvolti nel progetto, questa tecnologia permette di migliorare contemporaneamente prestazioni, efficienza e contenimento delle emissioni.
Le Mans come laboratorio per il futuro
La Ligier JS2 RH2 non nasce con l’obiettivo di vincere gare, ma di raccogliere dati e accelerare lo sviluppo della tecnologia. Durante il weekend della 24 Ore di Le Mans il prototipo sarà esposto nel paddock e sarà protagonista di una dimostrazione in pista sul celebre Circuit de la Sarthe poche ore prima della partenza della gara.
La scelta di Le Mans non è casuale. La maratona francese rappresenta da sempre uno dei più importanti laboratori tecnologici dell’automobile. Molte delle innovazioni che oggi troviamo sulle vetture di serie sono nate proprio tra i box della corsa endurance più famosa del mondo.
Anche per questo Maserati e Bosch vedono nel progetto un’opportunità per accelerare la maturazione della combustione a idrogeno e valutarne le potenzialità in condizioni reali di utilizzo.
L’idrogeno può salvare il motore termico?
La domanda che aleggia attorno a iniziative come questa è inevitabile. Può davvero l’idrogeno rappresentare una valida alternativa all’elettrico? Oggi la risposta definitiva non esiste ancora. Le infrastrutture per il rifornimento sono limitate, i costi restano elevati e la produzione di idrogeno verde è ancora lontana da una diffusione di massa.
Tuttavia il progetto sviluppato da Bosch e Maserati dimostra che il motore a combustione interna può continuare a evolversi. Non solo mantenendo le emozioni di guida che hanno reso celebri le sportive italiane, ma anche riducendo drasticamente l’impatto ambientale grazie all’assenza di emissioni di CO2 allo scarico.
Naturalmente serviranno anni di sviluppo prima di vedere una tecnologia simile sulle auto stradali. Ma il segnale è chiaro: il futuro dell’automobile potrebbe non essere esclusivamente elettrico. E mentre molti costruttori hanno già scelto la propria strada, Maserati continua a esplorare nuove soluzioni per mantenere vivo il piacere della guida.
Il debutto della Ligier JS2 RH2 a Le Mans rappresenta quindi molto più di una semplice dimostrazione tecnica. È il primo passo concreto verso un possibile futuro in cui il rombo di un motore sportivo potrebbe continuare ad accompagnare gli appassionati, alimentato non più dalla benzina ma dall’idrogeno.