La mia indimenticabile Fiat 128

Rubrica Amarcord: il nostro lettore Maurizio Panconesi ci ha inviato l'interessante storia della sua Fiat 128.

Fiat 128

Il consueto appuntamento del lunedì con la Rubrica Amarcord oggi lascia spazio a un nostro lettore che ci ha inviato la propria “Storia di una Fiat 128”. Ancora una volta vi ricordiamo che potete partecipare anche voi a questa piccola macchina del tempo inviandoci i vostri scatti e i vostri ricordi all’indirizzo suggerimenti@autoblog.it, con oggetto email “Rubrica Amarcord”. Non importa marca o modello ma il cuore con il quale scriverete. I migliori saranno pubblicati… Vi lasciamo al simpatico racconto di Maurizio Panconesi, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata.

Ricordo nel gennaio 1971 la fiammante Fiat 128 acquistata da mio padre: era un secolo avanti a tutte le altre auto della sua categoria come VW Maggiolino, Ford Escort, Opel Kadett, ecc… Tutto in lei era innovativo, dalla trazione anteriore (già sperimentata sulla Autobianchi Primula) alla ruota di scorta nel vano motore, al baule piatto e privo dell’ingombro della ruota di scorta. Anche i motori era avanti anni luce: albero a camme in testa, alesaggio grande e corsa piccola, cinghia dentata della distribuzione, lunghezza di soli 3,85 mt con abitabilità eccellente anche per cinque persone, pavimento piatto senza l’ingombro del tunnel (sia anteriormente che posteriormente per favorire l’abitabilità) circuito frenante sdoppiato ecc…

Con la 128, la Fiat introdusse tante e tali innovazioni su un suo stesso modello come mai era avvenuto prima. A me, neopatentato, pareva di guidare un bolide: brillantissima in accelerazione, aveva tempi pari alle coeve vetture di 1600 cc ed ai semafori ben poche altre auto erano in grado di starle alla pari. Il bello era sul misto, dove grazie alla sua leggerezza e brillantezza, era una vero divertimento guidarla! Ricordo in particolare l’eccezionale motore superquadro (alesaggio 80 x 55 di corsa) ed albero a camme in testa, che consentivano spettacolari prestazioni fino agli 8.000 giri (reali, desunti dal contagiri che avevo fatto installare); senza alcuna modifica meccanica, mantenendo il motore originario, raggiungevo i 100 km/h in seconda ed i 140 km/h in terza!

Che dire poi della guida sulle tortuose strade dolomitiche, oggetto delle vacanze di quell’anno, quando con metà carico ebbi la meglio su una Opel Rekord 1700 Coupè tedesca il cui guidatore era da solo e si era impegnato al massimo … ma senza poterla spuntare! Fu sicuramente la migliore Fiat che abbia mai avuto, proprio per quel favorevole rapporto tra prezzo, quantità di innovazioni e prestazioni. Le versioni successive persero poi parte dello smalto e della brillantezza ed anche dell’aspetto originario, più sportivo. E fu un peccato.

Grazie 128, per le tante soddisfazioni che in quegli anni mi hai saputo regalare!

Maurizio Panconesi

Fiat 128
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Per chi si fosse perso le scorse puntate, abbiamo parlato di:


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