Restaura interamente la sua Ferrari, ma si sbaglia: è tutto da rifare

Dopo nove mesi di restauro la Ferrari 360 Challenge di Ratarossa presenta crepe e distacchi: errori di verniciatura e l'uso di vinile calandrato obbligano a un nuovo intervento completo

Restaura interamente la sua Ferrari, ma si sbaglia: è tutto da rifare
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 2 feb 2026

Quando si parla di restauro di una vettura iconica come la Ferrari 360 Challenge, ogni dettaglio diventa cruciale, ogni scelta tecnica può fare la differenza tra un capolavoro e un fallimento. La vicenda che ha coinvolto Ratarossa e la sua 360 Challenge rappresenta una vera e propria lezione per chiunque si avvicini al mondo delle auto d’epoca e delle supercar: anche il più meticoloso dei progetti può essere compromesso da errori apparentemente marginali, che invece si rivelano devastanti nel tempo.

Il progetto di restauro, affidato a una squadra di esperti carrozzieri, ha richiesto ben nove mesi di lavoro: smontaggio completo della vettura, nuova vernice su base nera, rigenerazione degli interni, revisione dell’impianto frenante, pulizia del motore e la caratteristica striscia tricolore ispirata alla versione Challenge Stradale. Tutto sembrava procedere verso un risultato eccellente, ma a pochi giorni dalla conclusione sono emersi segnali preoccupanti: rigonfiamenti, crepe e bordi evidenti sotto la superficie lucida, segnali inequivocabili di un problema più profondo.

Cosa ha causato l’errore

L’analisi tecnica ha subito evidenziato una combinazione di fattori scatenanti. Da un lato, i fratelli SG – i fidati carrozzieri di Ratarossa – hanno ammesso che l’applicazione della vernice e della lacca è stata troppo rapida, senza rispettare i necessari cicli di asciugatura. Questo ha causato il cosiddetto “taglio” della finitura, con crepe e rigonfiamenti che si sono estesi dalla parte anteriore fino al tetto della vettura, compromettendo l’integrità estetica e strutturale della superficie.

Ma il problema non si è limitato alle sole procedure di verniciatura. Un consulente specializzato, con quarant’anni di esperienza nel settore dei materiali adesivi, ha puntato il dito contro la scelta della pellicola utilizzata per la striscia tricolore: invece di optare per un vinile cast – noto per la sua elasticità e durabilità su superfici curve e soggette a variazioni termiche – è stato impiegato un vinile calandrato, più economico ma inadatto per le carrozzerie scure come quella della Ferrari 360 Challenge. Questo materiale, infatti, è soggetto a dilatazioni e contrazioni cicliche dovute all’assorbimento di calore, portando al sollevamento dei bordi e a una perdita di adesione sotto lo strato di trasparente.

Il degrado evidente

Gli esperti hanno sottolineato come la somma di errori nella scelta dei materiali e nella gestione delle tempistiche abbia accelerato il degrado della finitura. Aspetti spesso sottovalutati, come i tempi di evaporazione della lacca o la qualità dell’adesivo polimerico del vinile calandrato, si sono rivelati determinanti nel compromettere mesi di lavoro. Soprattutto su una vettura di pregio come la Ferrari 360 Challenge, dove la tolleranza all’errore è praticamente nulla.

La soluzione proposta dai fratelli SG non lascia spazio a compromessi: occorrerà procedere con lo smontaggio di tutti i componenti critici, inclusi finestrini e guarnizioni, riportare la carrozzeria allo stato grezzo e ripetere l’intera fase di verniciatura seguendo protocolli professionali e utilizzando materiali certificati. Un intervento radicale, che richiederà tempo, risorse economiche e una competenza tecnica di altissimo livello, con una previsione di completamento fissata addirittura al 2026.

Questo caso, divenuto emblematico nella comunità degli appassionati, offre spunti di riflessione importanti: la scelta tra vinile calandrato e vinile cast non può essere dettata dalla sola convenienza economica, ma deve tenere conto della durabilità e delle sollecitazioni termiche a cui sarà sottoposta la vettura. Allo stesso modo, il rispetto rigoroso dei tempi di asciugatura della vernice è fondamentale per evitare difetti strutturali che possono emergere anche dopo una lavorazione apparentemente perfetta.

Ti potrebbe interessare: