Eccentrica trasforma la Lamborghini Diablo in una V12 Roadster

La Lamborghini Diablo diventa una spettacolare roadster grazie a Eccentrica: V12 aspirato da 550 CV, cambio manuale e produzione limitata a soli 19 esemplari

Eccentrica trasforma la Lamborghini Diablo in una V12 Roadster
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 ago 2026

Prendere una Lamborghini Diablo, eliminare il tetto e aggiornare profondamente telaio, aerodinamica e meccanica senza cancellare il carattere analogico della supercar originale. È questa la ricetta della nuova Eccentrica V12 Roadster, restomod che debutta alla Monterey Car Week e che sarà realizzato in appena 19 esemplari.

Il progetto parte dalla celebre supercar italiana degli anni Novanta, ma la trasformazione va ben oltre una semplice rivisitazione estetica. La carrozzeria viene ridefinita utilizzando fibra di carbonio, la struttura riceve rinforzi specifici e il V12 aspirato da 5,7 litri arriva a 550 CV.

La filosofia rimane però volutamente vecchia scuola. Il cambio è manuale a sei rapporti, nell’abitacolo non ci sono i classici display digitali delle supercar moderne e alle spalle del conducente continua a lavorare un grande motore aspirato. Il tutto senza un tetto a separare gli occupanti dal suono del dodici cilindri.

Dalla Diablo con 3.500 componenti specifici

La base della Eccentrica V12 Roadster rimane legata alla Lamborghini Diablo, ma l’intervento effettuato sulla vettura è decisamente profondo.

L’originaria struttura in acciaio degli anni Novanta viene evoluta attraverso l’impiego di rinforzi in fibra di carbonio, una scelta particolarmente importante considerando l’eliminazione del tetto. Su una roadster la rigidità torsionale rappresenta infatti uno degli aspetti centrali del progetto, perché la parte superiore della carrozzeria non può più contribuire alla resistenza strutturale come su una coupé.

Lo sviluppo realizzato insieme a Podium Advanced Engineering ha portato alla creazione di 3.500 componenti specifici. Anche le sospensioni sono state riviste: lo schema rimane a doppio quadrilatero, mentre i bracci sono ricavati dal pieno.

L’assetto utilizza inoltre ammortizzatori semi-attivi, mentre lo sterzo mantiene un’impostazione idraulica a cremagliera. Non manca un importante lavoro aerodinamico. Le simulazioni fluidodinamiche CFD hanno permesso di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica Cx di 0,31. I flussi vengono gestiti partendo dallo splitter anteriore e accompagnati verso il diffusore posteriore, con l’obiettivo di limitare i vortici e migliorare il comportamento della vettura alle alte velocità. E alte, in questo caso, significa davvero alte.

Il V12 aspirato arriva a 550 CV e spinge fino a 335 km/h

Il protagonista rimane il V12 aspirato da 5,7 litri, con una cilindrata di 5.707 cm³ e bancate inclinate di 60 gradi. Niente downsizing e niente elettrificazione. Il motore conserva l’impostazione che ha contribuito a rendere celebre la Diablo, ma riceve una serie di interventi per aumentarne le prestazioni.

L’aggiornamento della centralina, una nuova gestione termica e l’ottimizzazione dei flussi d’aria portano la potenza massima a 550 CV a 7.000 giri/min, mentre la coppia raggiunge 600 Nm a 6.500 giri/min. Numeri che vengono abbinati a una massa a vuoto dichiarata di 1.540 kg.

Il rapporto peso/potenza è di 2,91 kg/CV e le prestazioni rimangono da supercar: per passare da 0 a 100 km/h servono 3,8 secondi, mentre la velocità massima dichiarata raggiunge i 335 km/h. La Eccentrica V12 Roadster può inoltre raggiungere accelerazioni laterali fino a 1,2 g. A mettere a terra le prestazioni pensano pneumatici Pirelli Trofeo R, con misure decisamente generose: 255/30 R19 all’anteriore e 325/30 R19 al posteriore.

Cambio manuale e griglia a vista: qui gli schermi non servono

Probabilmente l’aspetto più interessante della Eccentrica V12 Roadster non riguarda però la velocità massima. In un mercato nel quale anche le supercar stanno progressivamente adottando elettrificazione, grandi display e trasmissioni automatiche sempre più sofisticate, questo restomod sceglie deliberatamente una strada differente.

Il V12 è abbinato a un cambio manuale a sei rapporti ravvicinati. La leva scorre nella tradizionale griglia metallica a vista, uno degli elementi più caratteristici delle sportive italiane di quell’epoca. C’è anche una piccola concessione alla reinterpretazione moderna: la retromarcia viene inserita tramite un pulsante dedicato.

La stessa filosofia prosegue nell’abitacolo. Eccentrica ha deciso di rinunciare ai classici monitor digitali, puntando invece su materiali e comandi capaci di offrire un’esperienza maggiormente tattile. Pelle Connolly, Alcantara e alluminio anodizzato caratterizzano quindi gli interni.

L’eliminazione del tetto aggiunge un ulteriore elemento all’esperienza. Con il V12 praticamente alle spalle degli occupanti, la particolare sequenza di accensione 1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11 contribuisce alla caratteristica sonorità del dodici cilindri, che sulla Roadster può essere ascoltata senza la barriera fisica della copertura superiore.

Soltanto 19 Eccentrica V12 Roadster

La Eccentrica V12 Roadster non punta naturalmente ai grandi numeri. La produzione è stata fissata a 19 esemplari, ognuno dei quali potrà essere configurato seguendo le richieste del rispettivo cliente. Una tiratura estremamente ridotta che rende il progetto ancora più esclusivo.

Il risultato interpreta in modo particolare il concetto di restomod. Non si tratta semplicemente di prendere una Lamborghini Diablo e aumentarne la potenza. L’intervento coinvolge struttura, carrozzeria, sospensioni, aerodinamica, raffreddamento e abitacolo, mantenendo però alcuni elementi che oggi stanno diventando sempre più rari.

Un V12 aspirato, il cambio manuale con griglia metallica e l’assenza di schermi rappresentano una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara. Con 550 CV, 335 km/h di velocità massima e appena 19 unità previste, la Eccentrica V12 Roadster porta così la formula della Lamborghini Diablo in una direzione ancora più estrema. Non cercando di trasformarla in una supercar moderna, ma aggiornando proprio quelle caratteristiche meccaniche e analogiche che hanno reso indimenticabile l’originale.

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