Ferrari 849 Testarossa trasformata nell’erede anni ’90 che molti avrebbero voluto
La Ferrari 849 Testarossa viene reinterpretata dall'artista CGI Khyzyl Saleem con richiami alla celebre antenata degli anni Ottanta e Novanta
Riportare in vita un nome come Testarossa significa inevitabilmente confrontarsi con una delle Ferrari più riconoscibili di sempre. La nuova 849 Testarossa ha scelto però una strada differente, recuperando quella denominazione senza trasformarsi in una reinterpretazione moderna della sportiva nata negli anni Ottanta. Una scelta che ha acceso il dibattito tra gli appassionati e ha ispirato anche il mondo dei render.
Tra le interpretazioni più interessanti c’è quella realizzata da Khyzyl Saleem, artista CGI conosciuto sui social come the_kyza. Il suo progetto non ha alcun legame ufficiale con Maranello, ma prova a immaginare come potrebbe apparire una Ferrari contemporanea capace di recuperare più apertamente alcuni degli elementi estetici della vecchia Testarossa.
Le griglie laterali tornano protagoniste
La Testarossa originale, presentata nel 1984, aveva costruito buona parte della propria identità su proporzioni e soluzioni impossibili da confondere. Le enormi prese d’aria laterali attraversate dalle caratteristiche lamelle diventarono uno dei suoi tratti distintivi, insieme alla carreggiata posteriore molto larga.
La sua storia proseguì successivamente con la 512 TR e con la F512 M, arrivando fino al 1996. In quegli anni la Ferrari con motore 12 cilindri centrale divenne anche un fenomeno della cultura pop, aiutata dalla sua presenza nella serie televisiva Miami Vice.
La nuova 849 Testarossa appartiene invece a un’altra epoca tecnica e stilistica ed è l’erede della SF90 Stradale. Saleem ha quindi cercato di costruire un ponte visivo tra generazioni che Ferrari ha preferito tenere maggiormente separate.
Sembra una Testarossa degli anni Novanta
Il designer digitale è partito dall’attuale linguaggio stilistico Ferrari, introducendo anche elementi che richiamano la Daytona SP3, per poi aggiungere dettagli immediatamente associabili alla vecchia Testarossa. Compaiono così le immancabili lamelle sulle fiancate, cerchi con un disegno ispirato al passato e una zona posteriore caratterizzata da alette che rafforzano ulteriormente l’effetto rétro.
La prima configurazione è stata immaginata in una tonalità cremisi, con una carrozzeria capace di combinare superfici moderne e riferimenti alle Ferrari degli anni Ottanta e Novanta. Il risultato non è quindi una replica della Testarossa classica, ma una reinterpretazione che prova a trasferirne alcuni codici estetici su una supercar contemporanea.
Dal rosso al giallo con carbonio a vista
Saleem non si è fermato alla prima configurazione. Dopo aver realizzato anche una visualizzazione a 360 gradi, ha sperimentato differenti combinazioni cromatiche fino ad arrivare a una variante giallo brillante. In quest’ultima configurazione spicca la fibra di carbonio lasciata a vista sull’aerokit, creando un contrasto decisamente più aggressivo.
Anche i fari sono stati reinterpretati: niente proiettori a scomparsa come quelli diventati celebri sulle sportive del passato, ma moderne unità LED integrate nella carrozzeria. Una scelta necessaria anche per rendere l’esercizio stilistico coerente con una vettura contemporanea, senza limitarsi a riproporre integralmente soluzioni nate oltre quarant’anni fa.
Resterà soltanto un render
Chi spera di vedere questa particolare Testarossa sulle strade dovrà però accontentarsi delle immagini digitali. Il progetto di Khyzyl Saleem è completamente indipendente e non anticipa una versione speciale, un nuovo modello o un programma ufficiale Ferrari.
Il render pone comunque una domanda interessante: quanto deve assomigliare al passato un’auto che recupera un nome storico? Ferrari, con la 849 Testarossa, ha scelto soprattutto di guardare avanti. Saleem ha immaginato la strada opposta, recuperando quei dettagli che per un’intera generazione hanno reso il nome Testarossa immediatamente riconoscibile.