La strada cambia con il traffico: così Shanghai combatte le code
Shanghai sperimenta barriere mobili alimentate a energia solare che permettono di cambiare il numero di corsie nei due sensi di marcia in base ai flussi di traffico
Una strada che cambia configurazione in base al traffico, dando più corsie agli automobilisti che viaggiano nella direzione maggiormente congestionata. A Shanghai questo concetto viene applicato attraverso barriere spartitraffico mobili, controllabili a distanza e alimentate tramite energia solare.
L’obiettivo è semplice: utilizzare meglio lo spazio stradale già disponibile nei momenti in cui i flussi sono fortemente sbilanciati. Durante l’ora di punta, per esempio, migliaia di automobilisti possono muoversi verso la stessa zona della città mentre le corsie nel senso opposto rimangono relativamente libere.
Invece di lasciare invariata la carreggiata, il sistema permette di modificare il numero di corsie disponibili nei due sensi di marcia. È l’evoluzione delle cosiddette corsie “a marea”, una soluzione già utilizzata in metropoli cinesi come Nanchino e Yinchuan. Il nome descrive bene il funzionamento: proprio come l’acqua avanza e si ritira, lo spazio assegnato ai due flussi di traffico può aumentare o diminuire nel corso della giornata.
Come funzionano le corsie “a marea”
Il principio parte da una situazione molto comune nelle grandi città. Al mattino una parte importante del traffico può dirigersi verso determinate aree, mentre nel pomeriggio o alla sera il flusso prevalente può invertirsi. Con una strada tradizionale, il numero di corsie rimane uguale indipendentemente da quante automobili stiano effettivamente viaggiando nelle due direzioni.
Le corsie a marea cercano invece di adattare la strada alla domanda. Se, per esempio, in una direzione si crea una forte congestione mentre nell’altra il traffico è ridotto, parte della carreggiata può essere assegnata temporaneamente al senso più trafficato. Quando i flussi cambiano, la configurazione può essere nuovamente modificata.
Un ruolo fondamentale è svolto dalla barriera spartitraffico automatizzata, che separa fisicamente i due sensi di marcia e può spostarsi lateralmente. È importante precisare che non vengono ristrette o allargate continuamente le singole corsie. A cambiare è il numero di corsie assegnato a ciascun senso di marcia. La carreggiata complessiva rimane quindi la stessa, ma viene sfruttata in modo differente a seconda delle necessità.
La soluzione è accompagnata da segnalazioni luminose e luci lampeggianti che rendono visibile la configurazione, mentre la segnaletica orizzontale gialla delimita le aree interessate dal sistema.
A Shanghai le barriere vengono controllate a distanza
La novità mostrata a Shanghai riguarda soprattutto il modo in cui viene gestita questa infrastruttura. Un video diffuso da Xinhua mostra gli elementi mobili mentre cambiano posizione lungo la carreggiata, ridisegnando la distribuzione dello spazio disponibile nei due sensi.
Le barriere mobili intelligenti possono essere controllate a distanza, evitando di dover affidare ogni modifica della viabilità a operatori presenti fisicamente sulla strada. È un dettaglio tutt’altro che secondario.
Una soluzione dinamica ha infatti senso soprattutto se può essere riconfigurata con rapidità. Se per cambiare il numero delle corsie fosse necessario ogni volta un lungo intervento manuale, buona parte del vantaggio verrebbe meno.
Il sistema descritto punta invece a rendere la trasformazione della carreggiata più rapida e ad adattarla alle variazioni del traffico. Alla base del concetto delle corsie a marea c’è inoltre il monitoraggio della circolazione attraverso una rete di sensori, necessaria per capire in quale direzione si stiano concentrando i veicoli. La strada, in altre parole, non viene più considerata un’infrastruttura completamente statica.
Le barriere mobili sono alimentate a energia solare
Shanghai ha aggiunto un’altra caratteristica particolare: l’utilizzo dell’energia solare per alimentare le nuove barriere mobili intelligenti. Gli elementi installati sulla carreggiata possono quindi sfruttare energia prodotta localmente per supportare il funzionamento del sistema.
Il progetto si inserisce nel concetto più ampio di smart road, nel quale la strada non serve esclusivamente come superficie sulla quale far transitare le automobili, ma integra tecnologie capaci di gestire in maniera più flessibile la circolazione.
L’obiettivo dichiarato è aumentare sicurezza ed efficienza adattando l’infrastruttura alle variazioni dei flussi. Non significa naturalmente eliminare gli ingorghi. Una barriera mobile non crea nuova superficie stradale e non aumenta la capacità complessiva dell’arteria. Permette però di distribuire diversamente lo spazio disponibile quando la domanda è fortemente sbilanciata. Ed è proprio qui che può emergere il vantaggio.
Più corsie nella direzione dove servono davvero
Immaginiamo una strada con un numero di corsie suddiviso tra due direzioni. Se una parte della carreggiata è quasi vuota mentre nell’altra direzione le automobili procedono in coda, una configurazione fissa può rappresentare un utilizzo poco efficiente dello spazio.
Con una barriera mobile è invece possibile spostare il punto di separazione e concedere una corsia aggiuntiva alla direzione maggiormente congestionata, sottraendola temporaneamente a quella con meno traffico.
Quando le condizioni cambiano, il processo può essere invertito. Da qui deriva il paragone con la marea: lo spazio stradale “avanza” in una direzione e “arretra” nell’altra seguendo l’andamento della circolazione. La soluzione può risultare particolarmente adatta alle grandi arterie caratterizzate da flussi prevedibili e molto differenti nelle varie ore della giornata.
Shanghai trasforma la strada in un’infrastruttura dinamica
In una metropoli delle dimensioni di Shanghai, la gestione degli spostamenti quotidiani rappresenta inevitabilmente una sfida enorme. Le barriere solari controllate a distanza mostrano un approccio differente rispetto alla soluzione più tradizionale: costruire nuove corsie o ampliare continuamente le strade.
Qui si cerca invece di ottenere di più dall’infrastruttura esistente. Il vantaggio per gli automobilisti è immediato da comprendere: se la maggior parte dei veicoli sta andando nella stessa direzione, la strada può concedere più spazio proprio a quel flusso.
Naturalmente un sistema di questo tipo richiede una gestione estremamente chiara della segnaletica e della separazione dei sensi di marcia, perché gli automobilisti devono sapere senza ambiguità quali corsie siano disponibili.
L’esperienza cinese delle corsie a marea, già adottate in città come Nanchino e Yinchuan, continua così a evolversi. A Shanghai la novità è rappresentata da barriere intelligenti azionabili a distanza e alimentate dal sole. Non una strada che diventa magicamente più grande, quindi, ma una carreggiata che prova a essere più intelligente nell’utilizzare lo spazio che possiede già. E nelle ore di punta, quando tutte le auto sembrano voler andare nella stessa direzione, anche una sola corsia in più può fare una differenza importante.