SEAT verso l’addio, dopo 75 anni Volkswagen potrebbe spegnere il marchio
Volkswagen prepara una profonda riorganizzazione e SEAT potrebbe scomparire entro il 2029, lasciando sempre più spazio a CUPRA. Ma il marchio spagnolo vende ancora
Un nome che accompagna l’automobile europea da oltre settant’anni potrebbe essere arrivato all’ultimo capitolo. SEAT rischia di scomparire entro la fine del 2029, almeno come marchio automobilistico, nell’ambito della profonda riorganizzazione avviata dal Gruppo Volkswagen.
A rivelare il progetto è stata la WirtschaftsWoche, entrata in possesso di documenti interni del costruttore tedesco. Secondo il settimanale, l’uscita di scena di SEAT permetterebbe di ridurre complessità e investimenti all’interno del Brand Group Core, concentrando maggiormente lo sviluppo su CUPRA. Volkswagen ha tuttavia evitato di presentare pubblicamente la scomparsa del marchio come una decisione definitivamente formalizzata.
CUPRA cresce, ma SEAT vende ancora
La particolarità è che SEAT non sta scomparendo perché nessuno compra più le sue automobili. Nel primo semestre 2026 SEAT e CUPRA hanno consegnato complessivamente 299.700 vetture e registrato un risultato operativo di 122 milioni di euro, contro appena 38 milioni nello stesso periodo del 2025. I ricavi hanno raggiunto 7,7 miliardi, in crescita dell’1,3%.
È però la distribuzione delle vendite a raccontare dove Volkswagen stia spostando il baricentro. CUPRA ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con il record di 170.100 vetture, mentre SEAT si è fermata a 129.600 unità. Anche l’Ibiza continua comunque a difendersi: le sue consegne sono cresciute del 9,2%.
La differenza è soprattutto prospettica. CUPRA ha ricevuto nuovi modelli, elettrificazione e un posizionamento più redditizio, mentre la gamma SEAT continua a poggiare su Ibiza, Arona, Leon e Ateca. La nuova CUPRA Raval, prodotta a Martorell insieme alla Volkswagen ID. Polo, rappresenta bene la direzione scelta dal gruppo.
Da Fiat alla Volkswagen
L’eventuale addio chiuderebbe una storia cominciata nel 1950, quando nacque la Sociedad Española de Automóviles de Turismo. Il primo modello, la 1400, arrivò nel 1953 grazie alla collaborazione con Fiat, mentre quattro anni dopo fu la SEAT 600 a diventare uno dei simboli della motorizzazione spagnola.
Per decenni la storia del costruttore rimase legata a quella della Casa torinese, con versioni locali di modelli come 850, 127 e 131. La svolta arrivò negli anni Ottanta. Nel 1984 debuttò la prima Ibiza, disegnata da Giorgetto Giugiaro e dotata dei celebri motori System Porsche; nel 1986 Volkswagen entrò nel capitale della società, completandone successivamente l’acquisizione.
Ibiza e Leon avrebbero poi costruito l’identità moderna di SEAT, affiancate negli anni da numerosi altri modelli.
Il futuro parla sempre più CUPRA
Il passaggio decisivo arriva nel 2018, quando CUPRA smette di essere semplicemente la denominazione delle SEAT più sportive e diventa un marchio autonomo. Da allora il suo peso è aumentato rapidamente, fino a superare SEAT nelle consegne globali.
La possibile uscita di scena va inoltre inserita nel più ampio piano di riduzione dei costi di Volkswagen. A settembre il consiglio di sorveglianza ha approvato un importante pacchetto di ristrutturazione, mentre il gruppo punta a ridurre capacità produttiva e organico per migliorare la redditività.
Per SEAT si prospetta così un paradosso: potrebbe lasciare il mercato non dopo un collasso commerciale, ma mentre continua a vendere oltre centomila automobili ogni sei mesi. Se il piano indicato nei documenti Volkswagen arriverà fino in fondo, il 2029 sarà l’ultimo anno di un marchio che dalla 600 all’Ibiza ha accompagnato generazioni di automobilisti europei.