Ferrari Sole, la supercar ideale che sembra voler sfidare la nuova Luce

Ferrari Sole è un concept digitale indipendente firmato da Raphaël Wierzbicki: una supercar bassa e muscolosa che immagina un'alternativa stilistica alla Ferrari Luce

Ferrari Sole, la supercar ideale che sembra voler sfidare la nuova Luce
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 14 set 2026

Una Ferrari bassa, larga, aggressiva e costruita attorno alle proporzioni che hanno caratterizzato alcune delle supercar più affascinanti di Maranello. Si chiama Ferrari Sole, ma non bisogna cercarla nei programmi ufficiali del Cavallino: si tratta di un concept digitale indipendente realizzato da Raphaël Wierzbicki, sviluppando il disegno originale anche attraverso l’intelligenza artificiale.

Il progetto nasce con un obiettivo preciso. Immaginare come potrebbe evolvere una Ferrari moderna senza allontanarsi troppo da quel linguaggio stilistico fatto di superfici scolpite, carreggiate importanti e proporzioni estreme. Una filosofia volutamente distante da quella della nuova Ferrari Luce, scelta dallo stesso designer come termine di confronto per il proprio esercizio creativo.

Una risposta virtuale alla Ferrari Luce

Anche il nome Sole è stato scelto con un significato preciso. Wierzbicki lo considera una sorta di gioco di contrapposizioni con Luce, la nuova elettrica di Maranello che introduce un’impostazione profondamente differente rispetto alle Ferrari più tradizionali.

Il designer non nasconde infatti di sentirsi più vicino alle forme classiche delle supercar del Cavallino rispetto alla direzione intrapresa dalla Luce. Sole diventa così una provocazione stilistica: non un progetto contro l’elettrico, ma un modo alternativo di immaginare l’evoluzione estetica del marchio.

È importante sottolineare che Ferrari non è coinvolta nella realizzazione del concept. Non ci sono quindi programmi produttivi, anticipazioni tecniche o collegamenti con un futuro modello ufficiale.

Bassissima, larga e piena di prese d’aria

Osservando i render, l’impostazione scelta da Wierzbicki emerge immediatamente. Il frontale è estremamente basso, con fari molto sottili e grandi aperture destinate visivamente a enfatizzare l’aerodinamica. I passaruota sono pronunciati e la fiancata presenta superfici muscolose, mentre la carrozzeria sembra quasi avvolgere l’abitacolo. Al posteriore compare una firma luminosa particolarmente sottile, accompagnata da un grande diffusore che accentua ulteriormente l’aspetto da supercar estrema.

Non si tratta della reinterpretazione diretta di una Ferrari del passato. L’obiettivo è piuttosto recuperare alcune caratteristiche associate storicamente alle sportive di Maranello e trasferirle in un progetto contemporaneo, evitando di replicare un modello specifico. Particolare attenzione è stata riservata anche alla configurazione aperta, che permette alla Sole di assumere l’aspetto di una barchetta moderna e rende ancora più evidente il rapporto tra abitacolo e carrozzeria.

Esiste anche un’altra versione

Wierzbicki ha sviluppato infatti più interpretazioni della stessa idea. Accanto alla variante aperta è stata realizzata anche una configurazione con cockpit differente, capace di modificare sensibilmente la personalità della vettura pur mantenendo intatte le proporzioni fondamentali.

Ed è proprio questa libertà a rappresentare uno degli aspetti più interessanti di un concept digitale. Non essendoci vincoli produttivi, omologativi o industriali, il designer può spingere proporzioni e dettagli molto più lontano rispetto a quanto sarebbe possibile su una vettura destinata realmente alla strada.

Tradizione contro rivoluzione

Il confronto con Ferrari Luce resta comunque il filo conduttore dell’intero progetto. La prima elettrica del Cavallino segna una svolta non soltanto tecnica, ma anche stilistica, introducendo un’identità volutamente lontana da alcuni canoni tradizionali.

Ferrari Sole percorre invece la strada opposta: guarda al futuro partendo proprio da quelle proporzioni che hanno costruito l’immaginario delle supercar di Maranello.

Rimane esclusivamente un esercizio di stile, senza alcun legame ufficiale con Ferrari. Ma proprio per questo può permettersi di porre una domanda interessante: per immaginare la supercar del futuro è davvero necessario rompere con il passato, oppure quelle forme possono ancora essere reinterpretate senza perdere il carattere che ha reso celebre il Cavallino?

Ti potrebbe interessare: