Sembra una Fiat 500, ma ha 600 CV: la folle Abarth che scarica tutta la potenza davanti

La piccola Abarth 695 Biposto è stata trasformata per il Time Attack: il quattro cilindri 1.4 ora sviluppa 600 CV, tutti scaricati sulle ruote anteriori

Sembra una Fiat 500, ma ha 600 CV: la folle Abarth che scarica tutta la potenza davanti
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Giulia Darante
Pubblicato il 16 set 2026

Sembra una piccola Abarth 695 Biposto, ma sotto la carrozzeria nasconde una trasformazione che ha poco a che vedere con l’auto originale. Il suo quattro cilindri turbo da 1,4 litri è stato completamente rivisto e ora arriva a 600 CV, con tutta la potenza trasmessa alle ruote anteriori. Un progetto estremo firmato da Cesare Bassanini e Old School Garage, nato per il Time Attack e tornato protagonista sul circuito di Franciacorta.

La vettura è stata infatti impegnata nel Time Attack Italia 2026 ed è stata immortalata anche dalle telecamere di NM2255. Le immagini permettono di vedere da vicino una Abarth che, rispetto alla 695 Biposto di serie, ha cambiato praticamente pelle, mantenendo però intatta la base della piccola sportiva italiana.

Il quattro cilindri da 600 CV

La storia parte dalla Abarth 695 Biposto originale, già una delle versioni più estreme mai prodotte sulla base della 500. Il suo quattro cilindri turbo da 1,4 litri sviluppava 190 CV, mentre il peso si fermava a 997 kg. Numeri che consentivano uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi e che avevano portato Abarth a definirla la “più piccola delle supercar”.

Per questa preparazione, però, il motore è stato ricostruito in profondità. Sono stati utilizzati componenti interni forgiati, è stato rivisto il sistema di alimentazione ed è stato installato un turbocompressore di dimensioni maggiori. Il risultato è una potenza dichiarata di 600 CV, più di tre volte quella della Biposto originale.

Ancora più particolare è il modo in cui questa potenza arriva a terra. Non ci sono quattro ruote motrici: tutti i 600 CV vengono trasferiti all’avantreno. A gestire la trasmissione ci sono un cambio sequenziale Kotouc a sette rapporti e semiassi rinforzati, necessari per sopportare una potenza così elevata su una vettura di queste dimensioni.

Una carrozzeria completamente trasformata

Per gestire il salto di prestazioni non è stato sufficiente intervenire sul motore. La carrozzeria è stata allargata di circa 40 centimetri, con parafanghi maggiorati che cambiano completamente le proporzioni della piccola Abarth.

Nella parte anteriore spicca un grande splitter sostenuto da tiranti, mentre dietro trova posto un alettone di dimensioni notevoli. Non sono semplici elementi estetici: ogni modifica è legata all’utilizzo in pista e alla necessità di aumentare il carico aerodinamico.

Anche la parte meccanica è stata adeguata. Il telaio è stato rinforzato, mentre l’assetto utilizza ammortizzatori Öhlins regolabili e sospensioni da competizione. L’impianto frenante anteriore prevede dischi da 370 mm abbinati a pinze AP Racing a quattro pistoncini.

La ricerca della leggerezza ha interessato anche la carrozzeria. Alcuni elementi sono stati realizzati in fibra di vetro, mentre i vetri sono stati sostituiti con pannelli in plexiglas. L’obiettivo è ridurre il peso e rendere la vettura più efficace nelle sessioni in pista.

Dal titolo italiano alle sfide del 2026

La preparazione non è rimasta un semplice esercizio tecnico. Questa Abarth ha già dimostrato il proprio potenziale nel Time Attack, conquistando nel 2023 il titolo italiano nella categoria Pro 3000.

Il progetto continua quindi a essere utilizzato sui circuiti anche nel 2026. Ed è proprio in pista che la differenza rispetto alla 695 Biposto originale diventa più evidente: la piccola Abarth deve gestire una potenza triplicata, un’aerodinamica completamente diversa e una configurazione tecnica costruita per inseguire il cronometro.

Le immagini girate a Franciacorta raccontano meglio di qualsiasi numero il carattere della vettura. La telecamera di bordo mostra le cambiate del sequenziale, le accelerazioni e il comportamento dell’auto tra i cordoli. In alcuni passaggi compaiono anche le fiammate dallo scarico.

Alla fine resta una Abarth che conserva le proporzioni compatte della 500, ma che ormai appartiene a un’altra categoria. Un piccolo quattro cilindri da 1,4 litri è stato portato a 600 CV e chiamato a scaricare tutta quella forza sulle ruote anteriori: una combinazione che rende questa 695 Biposto una delle preparazioni più estreme mai viste sulla piccola dello Scorpione.

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