Fiat 131 Abarth, la replica costruita in 20 anni ora potrebbe ricevere un clamoroso motore Maserati

Comprata per appena 650 dollari in Texas, la Fiat 131 del 1976 è stata trasformata in una personale interpretazione della Abarth Rally

Fiat 131 Abarth, la replica costruita in 20 anni ora potrebbe ricevere un clamoroso motore Maserati
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Giulia Darante
Pubblicato il 15 set 2026

Ci sono auto che vengono restaurate e altre che diventano un progetto di vita. La storia di Dante Dagostini appartiene alla seconda categoria. L’appassionato americano ha impiegato quasi vent’anni per trasformare una Fiat 131 del 1976, acquistata come un rottame per appena 650 dollari, in una personale interpretazione della leggendaria 131 Abarth da rally.

Il risultato non è una replica fedele dell’auto ufficiale, ma una reinterpretazione costruita partendo da una vecchia berlina e modificandone profondamente meccanica, telaio e carrozzeria. Un lavoro iniziato nel 2007 e portato avanti con pazienza, fino a trasformare quella che sembrava destinata alla demolizione in una vettura dall’aspetto decisamente più cattivo.

Dalla Fiat 131 alla versione Abarth da rally

La Fiat 131 era arrivata sul mercato nel 1974 come berlina destinata all’uso quotidiano. Due anni più tardi, però, il nome sarebbe entrato nella storia del motorsport con la 131 Abarth Rally, sviluppata per competere nel Mondiale Rally. La vettura conquistò tre titoli mondiali costruttori e accompagnò Walter Röhrl al titolo piloti nel 1980.

È proprio quella versione da competizione ad aver ispirato Dagostini. La sua 131, acquistata in Texas dopo anni di abbandono, è stata progressivamente trasformata per richiamare le forme e l’impostazione delle Gruppo 4. Il progetto ha richiesto però molto più tempo del previsto.

Un progetto durato quasi vent’anni

Per diversi anni l’auto è rimasta ferma mentre il proprietario cercava di accumulare esperienza, strumenti e competenze necessarie per completarla. Nel percorso ha dovuto affrontare anche un grave incidente sul lavoro, che gli ha provocato la perdita di alcune dita di una mano.

Nonostante le difficoltà, Dagostini ha continuato a lavorare sulla vettura e a perfezionare le proprie capacità nella lavorazione dei metalli. La Fiat è stata così sottoposta a una trasformazione radicale: telaio, roll-bar, sospensioni e freni sono stati rivisti, mentre diversi elementi della carrozzeria sono stati realizzati in fibra di vetro.

Il risultato mantiene le proporzioni della 131, ma con parafanghi allargati, carreggiate più generose e un aspetto che richiama immediatamente le auto da rally dell’epoca.

Sotto il cofano non c’è il motore originale

Anche la parte meccanica è stata oggetto di una trasformazione profonda. Al posto del quattro cilindri Fiat della 131 Abarth è stato scelto un quattro cilindri turbo Ford-Mazda, soluzione ritenuta più pratica per disponibilità dei componenti, affidabilità e prestazioni.

La vettura pesa circa una tonnellata e conserva quindi una delle caratteristiche più interessanti delle auto da competizione di quel periodo: un rapporto molto diretto tra peso e prestazioni. Anche l’abitacolo è stato realizzato in buona parte dal proprietario, compresi diversi dettagli e componenti della finitura interna.

Nel corso del progetto erano state prese in considerazione anche alternative molto più ambiziose, tra cui un V6 Ferrari Dino e un propulsore derivato dalla Ferrari 360 Modena. Le difficoltà economiche e tecniche avevano però reso quelle soluzioni poco realistiche.

Ora spunta un V8 Maserati

La storia della 131 non sembra però ancora arrivata al capitolo finale. Le immagini più recenti pubblicate sui social mostrano infatti un V8 Maserati da 4,7 litri collocato nel vano motore della vettura.

Non è ancora chiaro se il propulsore rappresenti una soluzione definitiva o soltanto una prova nell’ambito dello sviluppo. Di certo, l’idea di abbinare il carattere della Fiat 131 Abarth a un motore Maserati aggiunge un nuovo elemento a un progetto già fuori dagli schemi.

Dopo quasi vent’anni, quella Fiat acquistata per poche centinaia di dollari è diventata qualcosa di molto diverso dall’auto originale: una 131 costruita a mano, nata dalla passione per il rally e cresciuta seguendo le idee del suo proprietario, senza l’obiettivo di replicare perfettamente il passato ma di reinterpretarlo.

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