Saab EV-1, nel 1985 aveva fibra di carbonio e pannelli solari: è in Ritorno al Futuro

La Saab EV-1 del 1985 anticipò soluzioni moderne con fibra di carbonio, tetto in vetro e 66 celle solari. Con 285 CV raggiungeva i 270 km/h

Saab EV-1, nel 1985 aveva fibra di carbonio e pannelli solari: è in Ritorno al Futuro
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Giorgio Colari
Pubblicato il 7 set 2026

Nel 1985 Saab era nel pieno di uno dei periodi più importanti della propria storia. La 900 continuava a vendere bene, era arrivata la versione Cabriolet e la nuova 9000 aveva raccolto grande interesse. In questo clima nacque un progetto decisamente fuori dagli schemi: la Saab EV-1, una sportiva sperimentale che ancora oggi appare sorprendentemente moderna.

Presentata in forma di concept al Salone di Los Angeles nel maggio 1985, la EV-1 fu sviluppata da un piccolo gruppo di progettisti sotto la guida del responsabile del design Saab, Björn Envall. Il progetto passò dai disegni alla vettura completa in appena sei mesi.

Sul tetto aveva 66 celle solari

Uno degli elementi più spettacolari era il grande tetto vetrato, una soluzione diventata molto comune sulle auto moderne ma decisamente insolita quarant’anni fa. Saab andò però oltre: sulla superficie erano installate 66 celle solari, utilizzate per alimentare le ventole dell’abitacolo quando l’auto rimaneva parcheggiata. Anche alcune parti della carrozzeria erano realizzate in fibra di carbonio, materiale allora estremamente costoso ed esotico.

A costruire materialmente l’auto per conto di Saab fu lo specialista svedese Leif Mellberg. La meccanica derivava dalla 900 Turbo 16, ma il quattro cilindri turbo era stato profondamente elaborato.

Il motore sviluppava 285 CV

La potenza raggiungeva 285 CV a 6.500 giri, accompagnati da 335 Nm di coppia a 3.500 giri. Per aumentare la pressione massima del turbo a 1,1 bar, il rapporto di compressione era stato ridotto a 7,2:1. Le prestazioni erano notevoli anche per una sportiva dell’epoca.

La Saab EV-1 accelerava da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, raggiungeva i 200 km/h in 19,8 secondi e poteva toccare una velocità massima di 270 km/h. Numeri che dimostravano come il prototipo non fosse soltanto un esercizio stilistico futuristico: sotto la carrozzeria c’era una vera sportiva ad alte prestazioni.

Anche l’abitacolo guardava al futuro

L’interno non era meno particolare. I sedili provenivano dalla Chevrolet Corvette ed erano rivestiti in pelle di bufalo, mentre tra le dotazioni di sicurezza comparivano pretensionatori delle cinture, una soluzione ancora rara sulle vetture di serie.

Saab aveva inoltre introdotto una funzione denominata Black Panel, direttamente ispirata al mondo aeronautico. Durante la guida notturna permetteva di spegnere gran parte della strumentazione, lasciando illuminato essenzialmente il tachimetro. Era un’idea destinata a diventare negli anni successivi uno degli elementi caratteristici delle Saab di produzione.

Nel 1989 arrivò a Hollywood

L’aspetto della EV-1 era talmente futuristico che Hollywood la scelse per una delle saghe cinematografiche più celebri di sempre. Nel 1989 la concept comparve infatti in Ritorno al Futuro II, con Michael J. Fox.

Quando Marty McFly arriva nel 2015, dopo il viaggio nel tempo con la DeLorean, una Saab EV-1 può essere vista parcheggiata sulla strada. Una scelta curiosamente appropriata per un’auto costruita nel 1985 e pensata per sembrare arrivata dal futuro.

Il futuro immaginato da Saab

La EV-1 non si trasformò in una sportiva di serie, ma resta una delle concept più affascinanti realizzate dalla Casa svedese. Quarant’anni dopo, elementi come il tetto panoramico, la fibra di carbonio, l’attenzione all’efficienza energetica e persino l’impiego di celle solari sull’auto sembrano molto meno fantascientifici.

L’esemplare è oggi conservato al Saab Museum di Trollhättan. Un pezzo di storia che ricorda quanto Saab, nel 1985, fosse riuscita a immaginare soluzioni destinate a diventare familiari molti anni più tardi.

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