Alfa Romeo Montreal, questo restomod ha un V8 che fa venire la pelle d’oca

Una Alfa Romeo Montreal del 1972 rinasce grazie a OKTech: oltre 1.300 ore di lavoro, V8 portato a 3,25 litri e regime massimo di 9.000 giri

Alfa Romeo Montreal, questo restomod ha un V8 che fa venire la pelle d’oca
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Renato Terlisi
Pubblicato il 26 ago 2026

Mettere mano a un’Alfa Romeo Montreal significa confrontarsi con una delle sportive italiane più riconoscibili della sua epoca. OKTech ha deciso di farlo senza limitarsi a un semplice aggiornamento estetico: l’officina svizzera di Muttenz ha trasformato un esemplare del 1972 in una macchina profondamente evoluta, dedicando al progetto oltre 1.300 ore di lavoro.

Il risultato si chiama Romeo Montreal Flatplane 3.25 e conserva l’impostazione della vettura disegnata da Marcello Gandini per Bertone, ma nasconde modifiche tecniche radicali. La protagonista assoluta rimane la meccanica, con un V8 capace di raggiungere un regime che oggi impressionerebbe persino su una sportiva moderna.

Il V8 cambia carattere

Il propulsore originale della Montreal, derivato dall’unità della Tipo 33 da competizione, partiva da una cilindrata di 2,6 litri. OKTech lo ha portato a 3,25 litri, intervenendo in profondità sulla sua architettura. I pistoni sono stati ricentrati per consentire l’installazione di nuove canne cilindri costruite appositamente.

La trasformazione più affascinante riguarda però l’adozione di un albero motore piatto, soluzione accompagnata da collettori di scarico di uguale lunghezza e da un attento alleggerimento delle masse rotanti. Il V8 può così spingersi fino a 9.000 giri/min, offrendo una risposta all’acceleratore estremamente rapida.

Ed è proprio il sound a rappresentare uno degli aspetti più spettacolari del progetto. Nonostante una configurazione così estrema, il motore mantiene, secondo quanto riportato, un comportamento regolare ai bassi regimi e una buona fruibilità anche lontano dalla guida più impegnata.

Anche la Formula 1 ha aiutato

Per arrivare a questo risultato non è bastato lavorare sul propulsore. Il vano motore è stato sottoposto a scansione tridimensionale con la collaborazione di un ex tecnico della Sauber di Formula 1. Questo ha permesso di studiare attentamente gli spazi disponibili, installare un radiatore frontale maggiorato e riprogettare completamente l’impianto elettrico.

Anche un particolare caratteristico della Montreal ha acquisito una funzione nuova. La presa d’aria sul cofano, prevalentemente estetica sulla vettura originale, adesso convoglia realmente l’aria verso i singoli corpi farfallati dell’aspirazione.

Il lavoro ha interessato naturalmente anche l’autotelaio. La Montreal utilizza un assetto regolabile Intrax sviluppato specificamente per questa vettura, un differenziale autobloccante al 45% e un impianto frenante maggiorato con pinze a quattro pistoncini. A questi interventi si aggiunge un servosterzo elettrico regolabile.

Una Montreal da usare davvero

OKTech non ha trascurato neppure l’abitacolo. L’esemplare abbina la carrozzeria Oro Metallizzato agli interni in pelle verde, mentre la posizione di guida è stata modificata per accogliere meglio anche conducenti di statura elevata. Sono stati affinati inoltre il comando del cambio e il funzionamento dei cristalli elettrici.

La filosofia del progetto emerge proprio da questi particolari. Non si tratta di trasformare la Montreal in una moderna supercar mascherata da classica, né di realizzare un esemplare destinato soltanto all’esposizione.

La Romeo Montreal Flatplane 3.25 nasce per essere guidata, sfruttando tecnologie contemporanee senza cancellare il carattere della vettura originale. E quando quel V8 comincia a salire verso i 9.000 giri, è difficile trovare un dettaglio capace di raccontare meglio il risultato raggiunto.

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