Opel Eco Speedster, il diesel da 2,5 l/100 km che superava i 250 km/h
Pesava 660 kg, aveva un diesel 1.3 da 112 CV e superava i 250 km/h: la Opel Eco Speedster stabilì 17 record in sole 24 ore
Alla fine degli anni Novanta Opel decise di dimostrare che un motore diesel poteva essere estremamente efficiente senza rinunciare alle prestazioni. Il risultato fu una delle concept car più particolari della sua storia: la Opel Eco Speedster, una biposto leggerissima capace di superare i 250 km/h con un consumo medio dichiarato di appena 2,5 litri ogni 100 km.
Il progetto partiva dal mondo della Speedster, la sportiva presentata nel 1999 e sviluppata sfruttando l’esperienza della Lotus Elise S2. Ma sull’Eco Speedster il lavoro fu molto più radicale. Carrozzeria in fibra di carbonio, aerodinamica estrema e appena 660 kg di peso accompagnavano un piccolo diesel 1.3 portato a 112 CV. Una combinazione che avrebbe permesso al prototipo di conquistare 17 record mondiali nell’arco di 24 ore.
Una Opel da 660 kg costruita per consumare pochissimo
La Eco Speedster non era semplicemente una Speedster con un motore diesel al posto del benzina. L’obiettivo era ridurre al minimo tutto ciò che poteva penalizzare consumi e prestazioni.
La carrozzeria venne completamente riprogettata utilizzando la fibra di carbonio, mentre l’abitacolo fu ridotto all’essenziale. Il risultato fu un peso complessivo di soli 660 kg. Anche le proporzioni erano insolite. L’altezza rimaneva sotto il metro e le normali gomme sportive lasciavano spazio a pneumatici Bridgestone Potenza 175/55 montati su cerchi da 17 pollici. Le porte con apertura a forbice aggiungevano invece un dettaglio quasi da supercar.
Il vero lavoro, però, riguardò l’aerodinamica. La forma della carrozzeria, i paraurti e persino gli specchietti furono studiati per limitare la resistenza all’aria. Opel riuscì così a ottenere un Cx di appena 0,20, valore notevole ancora oggi. Era proprio l’unione tra peso ridotto e aerodinamica a permettere di ottenere prestazioni elevate senza ricorrere a potenze particolarmente alte.
Il piccolo diesel 1.3 arrivava a 112 CV
Dietro l’abitacolo trovava posto un motore che, almeno sulla carta, sembrava lontanissimo dal mondo delle sportive. Era un 1.3 JTD di origine Fiat, unità che nella configurazione di serie sviluppava 70 CV. Per l’Eco Speedster la potenza venne portata a 112 CV, anche attraverso l’impiego di un turbocompressore a geometria variabile. Significava ottenere circa 86 CV per litro di cilindrata, un risultato particolarmente significativo per un piccolo diesel dell’epoca.
La potenza assoluta può sembrare modesta confrontata con quella delle sportive moderne, ma bisogna rapportarla ai soli 660 kg del prototipo e alla ridottissima resistenza aerodinamica. Il motore era abbinato a un cambio Easytronic con frizione gestita elettronicamente. Non era quindi presente il tradizionale pedale della frizione e i rapporti potevano essere selezionati attraverso comandi collocati sul volante.
L’obiettivo non era costruire la sportiva diesel più potente possibile, ma mostrare quanto lontano si potesse arrivare lavorando contemporaneamente sull’efficienza del motore, sulla massa e sulla penetrazione aerodinamica.
Oltre 256 km/h e 17 record in 24 ore
La prova più importante arrivò sul circuito di Dudenhofen, in Germania. Qui la Opel Eco Speedster affrontò una sessione di 24 ore pensata per trasformare il prototipo in una dimostrazione concreta delle possibilità della tecnologia diesel. Il risultato furono 17 record mondiali conquistati nell’arco della prova.
Tra i dati più impressionanti c’era la velocità massima di 256,739 km/h. Il prototipo riuscì inoltre a completare un giro raggiungendo una velocità di 256,269 km/h. Numeri sorprendenti considerando cilindrata e potenza, ma il dato che meglio sintetizzava il progetto era un altro: il consumo medio dichiarato si fermava a 2,5 l/100 km.
La Eco Speedster dimostrava così che per andare forte non era indispensabile aumentare continuamente cavalli e cilindrata. Ridurre il peso e la resistenza aerodinamica poteva produrre risultati altrettanto importanti.
Un prototipo rimasto laboratorio
La Opel Eco Speedster non arrivò mai nelle concessionarie. Era un laboratorio su ruote creato soprattutto per mostrare le possibilità dei motori turbodiesel e di una progettazione concentrata sull’efficienza.
Negli anni successivi anche altri costruttori seguirono filosofie simili. Uno degli esempi più conosciuti è la Volkswagen XL1, sviluppata con l’obiettivo di ridurre drasticamente i consumi attraverso leggerezza e aerodinamica. In quel caso, però, venne utilizzato anche un sistema ibrido plug-in, rendendo i due progetti tecnicamente differenti.
A distanza di oltre vent’anni, i numeri della Eco Speedster restano comunque notevoli. 660 kg di peso, un diesel 1.3 da 112 CV, oltre 256 km/h e consumi di 2,5 litri ogni 100 km: più che la potenza, fu l’efficienza dell’intero progetto a trasformarla in una delle Opel sperimentali più curiose della sua epoca.