Spyker C8 Preliator XXV, 800 CV e cambio manuale per 25 esemplari

Spyker torna con la C8 Preliator XXV: V8 biturbo da 800 CV, cambio manuale, 350 km/h e appena 25 esemplari costruiti a mano

Spyker C8 Preliator XXV, 800 CV e cambio manuale per 25 esemplari
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 ago 2026

Spyker torna sulla scena con una supercar che sembra andare deliberatamente controcorrente. Niente elettrificazione, niente cambio automatico e pochissimi compromessi con le tendenze attuali. La C8 Preliator XXV Coupé punta su un V8 biturbo da 800 CV, trazione posteriore e soprattutto su un vero cambio manuale a sei rapporti.

La produzione sarà limitata a 25 esemplari, ciascuno assemblato artigianalmente con un lavoro dichiarato di circa 2.100 ore. E per chi vuole spingersi ancora oltre c’è persino una personalizzazione in oro rosa dal costo di circa 58.000 euro.

La nuova C8 Preliator XXV segna soprattutto il ritorno di un nome che sembrava destinato a rimanere ai margini del mercato. La Casa olandese riappare dopo anni difficili scegliendo una ricetta molto lontana da quella delle moderne hypercar ibride.

Un V8 da 800 CV con cambio manuale

Il cuore della Spyker è un V8 4.0 biturbo di origine Audi collocato in posizione centrale-posteriore. La potenza raggiunge 800 CV, mentre la coppia massima dichiarata è di 1.000 Nm. A rendere particolare il progetto è però ciò che si trova tra motore e ruote posteriori. Spyker ha scelto un cambio manuale Graziano a sei marce, accompagnato da una leva con parte del cinematismo lasciata volutamente a vista.

Non è soltanto una scelta estetica. In un mercato nel quale doppia frizione, elettrificazione e sistemi elettronici hanno progressivamente sostituito il cambio tradizionale sulle vetture più potenti, Spyker punta proprio sul coinvolgimento del guidatore. Le prestazioni rimangono comunque da hypercar: la velocità massima dichiarata raggiunge i 350 km/h.

La C8 Preliator XXV conserva inoltre uno degli elementi che hanno sempre distinto le Spyker. Il legame con l’aviazione emerge nei dettagli della carrozzeria e nei cerchi, caratterizzati da razze che ricordano la forma di un’elica.

Oro rosa anche sulla vernice

La personalizzazione più appariscente riguarda l’utilizzo dell’oro rosa. Il trattamento può interessare diversi elementi normalmente rifiniti in metallo, nero o fibra di carbonio. Tra questi figurano scarichi, prese d’aria NACA, griglie, diffusore, parti della copertura del motore e dettagli dell’abitacolo. Anche i cerchi da 20 pollici anteriori e 21 posteriori possono ricevere la stessa finitura.

Spyker arriva persino a utilizzare particelle di oro rosa nella particolare verniciatura verde dell’esemplare mostrato alla presentazione. L’intero pacchetto viene indicato a circa 58.000 euro.

L’approccio artigianale prosegue nell’abitacolo. Qui la Casa continua a preferire pulsanti e comandi fisici, mantenendo quell’impostazione meccanica che ha caratterizzato molte delle sue vetture precedenti. Un esempio rende bene l’idea del lavoro necessario: per completare il rivestimento del volante sarebbero necessarie circa quattro ore di lavorazione manuale con due aghi.

Ogni Spyker richiede 2.100 ore

La produzione della C8 Preliator XXV è molto lontana dai ritmi di una normale fabbrica automobilistica. Secondo quanto dichiarato, ogni esemplare richiede 2.100 ore di lavorazione artigianale. La tiratura di appena 25 unità rende inevitabilmente questa Spyker un prodotto destinato a pochissimi collezionisti. E buona parte della produzione avrebbe già trovato un proprietario: 19 esemplari risultano assegnati prima ancora della presentazione pubblica avvenuta il 14 agosto 2026 durante The Quail, a Motorsports Gathering.

Più sorprendente è il prezzo indicato per la vettura, nell’ordine dei 14 milioni di euro. Una cifra che colloca la C8 Preliator XXV in una fascia estremamente esclusiva anche rispetto alle hypercar prodotte in serie limitatissima. Spyker non sembra quindi intenzionata a inseguire grandi volumi. Il ritorno passa invece da pochissime automobili, costruite quasi interamente a mano e caratterizzate da soluzioni volutamente tradizionali.

Il cambio manuale, il V8 privo di elettrificazione e la trazione posteriore diventano così parte dell’identità stessa della vettura. Una ricetta che guarda più alle supercar analogiche del passato che alla corsa verso potenze elettrificate e prestazioni sempre più gestite dall’elettronica. Resta da capire se la C8 Preliator XXV rappresenterà soltanto una serie celebrativa oppure l’inizio di una nuova fase per Spyker. Per il momento, la Casa olandese ha scelto di ripartire con un modello difficile da confondere con qualsiasi altra supercar moderna.

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