Questa supercar rarissima ha il V12 della Countach: ne esistono appena cinque

All'asta la prima Monte Carlo Automotive Centenaire del 1990: telaio in fibra di carbonio, V12 Lamborghini da 455 CV e una stima fino a 1,29 milioni di dollari

Questa supercar rarissima ha il V12 della Countach: ne esistono appena cinque
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Renato Terlisi
Pubblicato il 24 set 2026

Ci sono supercar diventate icone e altre quasi dimenticate, nonostante una storia che meriterebbe tutt’altra notorietà. La Monte Carlo Automotive Centenaire appartiene decisamente alla seconda categoria: ne sarebbero stati realizzati appena cinque esemplari e il primo di questi sarà battuto all’asta il prossimo 9 ottobre in Belgio.

Broad Arrow Auctions la proporrà durante la Zoute Concours Auction di Knokke-Heist, nell’ambito della Zoute Grand Prix Car Week. La stima è importante: tra 967.000 e 1,29 milioni di dollari. Ma ancora più interessante del valore economico è ciò che si nasconde sotto la sua carrozzeria.

È la prima Centenaire costruita

L’esemplare del 1990 messo in vendita occupa una posizione particolare nella storia di Monte Carlo Automotive. Una lettera del rappresentante MCA Matteo Ramello ne certifica lo status di prima Centenaire prodotta, dotata ancora del telaio originale.

Secondo Broad Arrow, sarebbe inoltre la prima automobile stradale di produzione equipaggiata con un telaio in fibra di carbonio. La vettura venne inizialmente impiegata per sviluppo, collaudi e presentazioni, per poi ricevere la designazione EL0002.

La sua storia si intreccia successivamente con quella di Lamborghini. La Centenaire rimase infatti per circa dieci anni nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese e, all’inizio degli anni Duemila, venne donata al fondatore di MCA, Fulvio Ballabio.

Dietro ai sedili c’è il V12 Lamborghini

Il legame con Sant’Agata diventa ancora più evidente aprendo il vano motore. La Centenaire utilizza infatti un V12 Lamborghini da 5,2 litri, derivato dall’unità della Countach 5000 QV.

Per questa configurazione viene indicata una potenza di 455 hp, equivalenti a circa 461 CV, abbinata a un cambio manuale ZF a sei rapporti. Un dettaglio tutt’altro che casuale: nella corposa documentazione che accompagna l’auto è presente anche una copia del contratto stipulato tra Lamborghini e Fulvio Ballabio per la fornitura a MCA dei motori V12 destinati alla Centenaire.

È proprio questa combinazione a rendere l’auto così particolare: un progetto monegasco praticamente artigianale, una struttura in carbonio estremamente avanzata per l’epoca e uno dei propulsori italiani più celebri degli anni Ottanta.

Bianca e rossa come Monaco

Oggi la vettura si presenta nella configurazione Ivory White con abitacolo rivestito in pelle rossa. Una scelta cromatica studiata per richiamare deliberatamente i colori del Principato di Monaco.

Non è però sempre stata così. Intorno al 2007 la Centenaire venne riverniciata in blu e nello stesso anno fu esposta a Rétromobile. Nel 2014 passò all’attuale proprietario francese e circa due anni più tardi venne restaurata, recuperando la tinta Ivory White.

L’auto conserva inoltre un ampio archivio storico che permette di ricostruirne le vicende e il rapporto con Lamborghini, elemento particolarmente importante per un modello prodotto in numeri così ridotti.

Una supercar quasi sconosciuta da oltre un milione

Monte Carlo Automotive nacque con l’ambizione di realizzare una supercar capace di portare Monaco tra i protagonisti dell’automobilismo ad alte prestazioni. La Centenaire rimase però un oggetto rarissimo e oggi è molto meno conosciuta rispetto alle Ferrari, Lamborghini e Porsche della stessa epoca.

Proprio la scarsità potrebbe contribuire al fascino dell’esemplare che arriverà all’asta. Non è semplicemente una delle cinque Centenaire esistenti: è la prima costruita, quella utilizzata nello sviluppo del progetto e con una lunga connessione documentata con Lamborghini.

Il 9 ottobre sapremo quanto il mercato sarà disposto a riconoscere a questo frammento poco noto della storia delle supercar. Broad Arrow ha fissato l’asticella fino a 1,29 milioni di dollari: per una macchina che quasi nessuno riconosce al primo sguardo, ma che nasconde il cuore di una Countach.

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