Ford Mustang R125, il mito del 1966 torna con un V8 da 360 CV

Ford presenta al SEMA 2026 la Mustang R125 Fastback, un restomod del 1966 con motore V8 da 360 CV, cambio manuale e livrea celebrativa

Ford Mustang R125, il mito del 1966 torna con un V8 da 360 CV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 nov 2026

Ci sono automobili che non hanno bisogno di essere reinventate per tornare a far parlare di sé. La Ford Mustang Fastback del 1966 appartiene certamente a questa categoria e la Casa americana ha deciso di riportarla sotto i riflettori con una reinterpretazione che combina fascino storico e meccanica moderna. Si chiama Mustang R125 ed è una delle protagoniste del SEMA Show 2026 di Las Vegas.

La vettura celebra i 125 anni dalla vittoria ottenuta da Henry Ford nella gara automobilistica del 1901, un episodio fondamentale per la nascita dell’azienda. Sotto una carrozzeria sostanzialmente fedele all’originale si nascondono un V8 aggiornato, un cambio manuale e componenti scelti per rendere la sportiva utilizzabile anche su strada.

Ford Mustang R125, una livrea che racconta 125 anni di storia

La Mustang R125 nasce da una Fastback del 1966, una delle versioni più riconoscibili della prima generazione della pony car americana. Ford ha conservato le proporzioni originali, evitando trasformazioni radicali della carrozzeria, ma ha introdotto una colorazione particolarmente significativa. Il nero dominante si abbina a dettagli rossi e dorati, mentre sulle fiancate compaiono grafiche celebrative e il numero 125.

La combinazione cromatica riprende quella utilizzata dalle Mustang impegnate nel campionato IMSA GTD Pro, presentata in occasione del Petit Le Mans. L’ispirazione risale però al 1901, quando Henry Ford affrontò Alexander Winton al volante della Sweepstakes, riuscendo a conquistare una vittoria inattesa contro un avversario considerato favorito.

Quel successo contribuì ad attirare gli investitori necessari per sostenere le successive iniziative imprenditoriali di Ford. La Mustang R125 recupera quindi un capitolo decisivo della storia del marchio, collegando le prime competizioni automobilistiche alle attività sportive contemporanee attraverso una livrea che valorizza le linee della vettura.

Motore V8 da 360 CV e cambio manuale Tremec

Sotto il cofano trova posto un V8 da 347 pollici cubici, equivalenti a circa 5,7 litri, sviluppato per erogare 360 CV e una coppia di circa 542 Nm. Numeri lontani dalle preparazioni più estreme viste abitualmente al SEMA, ma comunque importanti per un’automobile nata negli anni Sessanta, caratterizzata da dimensioni e massa inferiori rispetto alle Mustang contemporanee.

Il propulsore utilizza un monoblocco Ford Racing Boss, testate in alluminio e un sistema di iniezione elettronica Edelbrock Pro-Flo. La trasmissione è affidata a un cambio manuale Tremec TKX-600 a cinque rapporti, una scelta che conserva il coinvolgimento tipico delle sportive tradizionali pur introducendo una meccanica più moderna.

Ford ha privilegiato componenti disponibili attraverso il catalogo Ford Racing Parts, comprese le particolari coperture delle valvole in due pezzi. Questa impostazione permette di combinare prestazioni, affidabilità e possibilità di manutenzione, senza ricorrere necessariamente a soluzioni artigianali difficili da replicare.

Mustang R125 al SEMA 2026, un restomod da cui prendere ispirazione

La Ford Mustang R125 non nasce come modello destinato alla produzione in serie. Si tratta di una show car realizzata per il SEMA 2026, pensata soprattutto per dimostrare le possibilità offerte dal catalogo di componenti sportivi della Casa americana.

La particolarità del progetto risiede proprio nella sua relativa semplicità. Invece di inseguire potenze esagerate o modifiche estetiche invasive, Ford ha scelto un equilibrio tra prestazioni e fruibilità quotidiana, mantenendo riconoscibile l’identità della Fastback originale.

Chi desidera realizzare una Mustang con caratteristiche simili dovrà quindi partire da un esemplare storico e procedere autonomamente alla trasformazione. La disponibilità commerciale dei principali componenti meccanici rende però il progetto più facilmente replicabile rispetto ad altri restomod costruiti con parti esclusive. Una reinterpretazione che dimostra come 360 CV e un V8 aspirato possano bastare per restituire carattere a una delle sportive americane più amate.

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