Volkswagen eco up! metano: prova consumi 1000 chilometri

Abbiamo messo alla prova la Volkswagen eco up!, variante a metano della nota city car tedesca. Ecco com'è andata...

Volkswagen eco up!: prova consumi

Dopo il primo contatto con la Volkswagen Golf TGI abbiamo preso in consegna la Volkswagen eco up!, per una prova consumi maggiormente approfondita. Prima di iniziare il test, come di consueto, ripasso le principali caratteristiche della mia compagna di viaggio. La city car tedesca, disponibile a tre e cinque porte, è mossa da un propulsore di 999 cm3 capace di sviluppare una potenza di 68 cavalli e una coppia massima di 90 Nm a 3.000 giri/min. Al piccolo tre cilindri si affianca, di serie, un cambio manuale a cinque rapporti. Centimetro alla mano, invece, misura 3540 mm in lunghezza, 1645 mm in larghezza, 1492 mm in altezza e ha un passo di 2421 millimetri.

Sulla Volkswagen eco up! il metano viene accumulato in due serbatoi che in totale contengono fino a 11 kg di gas e sono montati sotto il pianale in corrispondenza dell’asse posteriore. Il primo serbatoio è collocato, insieme al serbatoio da 10 litri per la benzina, davanti all’asse; il secondo serbatoio occupa lo spazio normalmente adibito al vano della ruota di scorta. Proprio come sulla sorella maggiore, la Golf TGI, si può sfruttare la benzina solo dopo aver esaurito il metano.

Stando a quanto dichiarato dalla Casa la vettura con un pieno di metano ha un’autonomia di 380 km; la riserva di benzina nell’apposito serbatoio garantisce altri 220 km, per una percorrenza complessiva di 600 km. Ultima cosa da controllare: il posizionamento sul mercato. Seppur il mondo del gas naturale sia nettamente territorio di Fiat, con la Panda Natural Power regina indiscussa di vendite, la eco up! (2.913 immatricolazioni tra gennaio e maggio) si avvicina di molto al terzo posto della Fiat 500L. Le premesse, complessivamente, non sono male. Detto ciò, che il test abbia inizio.

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Volkswagen eco up!: prova consumi

Ritiro la vettura, salgo a bordo e metto subito sotto la lente d’ingrandimento gl’interni. Ad accogliermi un abitacolo che fa della sobrietà e dell’essenzialità i suoi punti di forza. A differenza della maggior parte dei modelli della Casa, però, mi accorgo subito della presenza di alcuni particolari che non rappresentano certamente la cura maniacale al dettaglio tipica delle Volkswagen. La consolle centrale nera lucida, ad esempio, oltre a sporcarsi molto facilmente è realizzata con una plastica di qualità mediocre. Rimango inoltre sorpreso dalla mancanza, a lato guida, del comando per aprire il finestrino del passeggero. Sembrerà una banalità, ma l’assenza di quel tastino si avverte. Fidatevi.

Come recita un vecchio adagio: via il dente, via il dolore. Per questo motivo, una volta evidenziati gli elementi che non mi hanno pienamente convinto, passiamo agli aspetti positivi. I sedili anteriori, nonostante non dispongano di molte regolazioni, garantiscono un discreto livello di comfort. Quest’ultimo si ritrova anche sui sedili posteriori, dove lo spazio a disposizione non manca e spostarsi in quattro -anche su tragitti medio lunghi- non è un problema. Il bagagliaio, dalla forma pulita e lineare, ha inoltre una capienza sufficiente a soddisfare le esigenze quotidiane.

L’habitat naturale della eco up!, e più in generale delle piccole utilitarie, è tra le mura dei centri storici. Decido quindi d’impiegarla prevalentemente nel percorso casa-redazione; un mix di strade a scorrimento veloce e, soprattutto, vie cittadine. In marcia l’auto si fa apprezzare per uno sterzo leggero, che al tempo stesso restituisce un feedback positivo fin dai primi metri, e un assetto che non va in crisi neppure sul pavé.

La leva della frizione è molto morbida ma lascia intuire, senza difficoltà, il suo punto d’innesto mentre il cambio ha una rapportatura adeguata alla tipologia di veicolo. Il sistema frenante, invece, è leggermente pigro nei primissimi centimetri di corsa della leva, soglia dopo la quale il mordente diventa più modulabile e soddisfacente. Il motore, sicuramente, non è dei più performanti ma per girare in città, dove la velocità media è sempre piuttosto bassa, basta e avanza; all’interno dell’abitacolo la sua “voce” si avverte ma non diventa mai fastidiosa, mantenendo delle velocità da codice. Inoltre le dimensioni compatte, insieme al ridotto sbalzo anteriore, garantiscono maneggevolezza e facilitano le manovre di parcheggio.

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Volkswagen eco up!: prova consumi

Arriviamo quindi al piatto forte di tutti i test dedicati alle automobili bi-fuel: i consumi. Ad aiutarmi a ottenere dei valori soddisfacenti questa volta trovo il sistema di navigazione con la funzione ThinkBlue. Una sorta di trainer, ideato per aiutare a ridurre i consumi di carburante e favorire uno stile di guida maggiormente eco. Quest’ultimo analizza e valuta l’utilizzo di acceleratore, freno e cambio, inviando poi le informazioni così elaborate al guidatore sotto forma di suggerimenti, in modo che questi adegui il proprio stile di guida.

Sul display centrale, oltre al consumo medio dalla partenza, compare un grosso cerchio suddiviso in vari spicchi e la sfida è riuscire a “riempire” il più possibile le varie sezioni. Il risultato che stiamo ottenendo viene aggiornato in tempo reale attraverso un punteggio, in centesimi, denominato Blue Score. Chilometro dopo chilometro rimango sempre più intrigato e il mio obiettivo diventa migliorare, progressivamente e costantemente, i vari dati. Sfodero tutti i trucchi da me conosciuti, imparati nel corso dei mesi, per guidare in modo green.

Eseguo le cambiate seguendo scrupolosamente le indicazione del computerino di bordo: in pratica appena innestata una marcia (intorno ai 2.000 giri/min) è già tempo di passare a quella successiva. Limito nel limite del possibile le franate e mantengo sempre il piede “leggero”. Insomma, mi impegno al massimo.

Il risultato finale ? Nella pagina successiva…

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