Vendere auto rende meno, ma questo concessionario Volvo raddoppia gli utili: ecco dove guadagna
Un concessionario Volvo sfida la crisi: fatturato vicino a 209 milioni di euro, utile raddoppiato e oltre 1,8 milioni distribuiti ai socI
Mentre molti concessionari devono fare i conti con un mercato dell’auto complicato, tra tassi d’interesse, incertezza economica e clienti più prudenti negli acquisti, c’è chi riesce non soltanto a resistere, ma addirittura a raddoppiare gli utili. È il caso di Liljas Bil, importante concessionario Volvo attivo in diverse città della Svezia.
I numeri del bilancio 2025 sono significativi. Il fatturato netto è passato da poco più di 1,9 miliardi di corone svedesi, circa 173 milioni di euro, a quasi 2,3 miliardi di corone, equivalenti a circa 209 milioni di euro. Ancora più evidente l’andamento del risultato dopo gli oneri finanziari, arrivato a 21,9 milioni di corone, cioè circa 2 milioni di euro.
Un risultato che ha spinto il consiglio di amministrazione a proporre una distribuzione di 20 milioni di corone agli azionisti, equivalenti a circa 1,82 milioni di euro. Ma dietro questi numeri c’è un aspetto particolarmente interessante per capire come sta cambiando il mestiere del concessionario: a sostenere i conti non è soltanto la vendita delle automobili.
Il concessionario Volvo raddoppia gli utili
Liljas Bil opera nelle città svedesi di Kalmar, Växjö, Nybro e Tingsryd e non si occupa esclusivamente della commercializzazione di automobili. Le sue attività comprendono anche carburanti, noleggio e soprattutto servizi di assistenza.
Il 2025 si è chiuso con un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. I ricavi hanno sfiorato 209 milioni di euro, contro circa 173 milioni registrati nel 2024. Il risultato dopo gli oneri finanziari ha invece raggiunto circa 2 milioni di euro, praticamente raddoppiando rispetto all’esercizio precedente. Una performance che appare ancora più significativa considerando il momento attraversato dal settore automobilistico.
La stessa società, nella propria relazione sulla gestione, riconosce le difficoltà del mercato. Inflazione e tensioni geopolitiche contribuiscono infatti a ridurre la propensione di famiglie e imprese a investire nell’acquisto di veicoli nuovi e usati. In altre parole, anche per un concessionario capace di chiudere l’anno con numeri in crescita, vendere automobili rimane un’attività fortemente esposta all’andamento dell’economia.
Il vero salvagente sono officine e assistenza
La parte forse più interessante del bilancio riguarda quindi ciò che accade dopo la vendita dell’automobile. Liljas Bil individua nell’aftermarket uno dei principali elementi di stabilità della propria attività. Manutenzione, assistenza e riparazioni continuano infatti a mostrare un andamento positivo anche quando le immatricolazioni rallentano.
La ragione è piuttosto intuitiva. L’acquisto di una nuova automobile può essere rimandato quando aumentano i tassi d’interesse o peggiorano le prospettive economiche. Chi possiede già un’auto, però, deve continuare a effettuare manutenzione, riparazioni e interventi necessari per mantenerla in efficienza.
L’attività delle officine diventa così una sorta di ammortizzatore economico per il concessionario. La società sottolinea inoltre il contributo della vendita di carburanti, un’altra attività considerata meno sensibile alle oscillazioni della congiuntura rispetto alla commercializzazione delle automobili.
Il modello di business diversificato permette quindi di compensare almeno in parte i periodi nei quali vendere vetture nuove o usate diventa più difficile.
Vendere automobili è sempre più complicato
Il caso svedese mette in evidenza una trasformazione che interessa il mondo della distribuzione automobilistica. La vendita dell’auto rimane ovviamente centrale, ma la sua redditività può essere fortemente condizionata da fattori sui quali il concessionario ha poco controllo. Basta pensare ai tassi d’interesse: un finanziamento più costoso può convincere un cliente a rimandare l’acquisto, soprattutto quando si parla di un bene dal valore di decine di migliaia di euro.
A questo si aggiungono l’incertezza economica e quella tecnologica. Il mercato sta attraversando una fase nella quale convivono benzina, diesel, full hybrid, plug-in hybrid ed elettrico. Per alcuni automobilisti scegliere quale vettura acquistare e quale alimentazione privilegiare è diventato meno immediato.
Il risultato è un settore nel quale i concessionari devono cercare entrate anche oltre il semplice margine ottenuto dalla vendita di un’automobile. Ed è proprio qui che servizi, manutenzione e officina assumono un peso crescente.
Agli azionisti oltre 1,8 milioni di euro
I risultati ottenuti nel 2025 hanno permesso al consiglio di amministrazione di proporre una consistente distribuzione degli utili. La cifra prevista è di 4.000 corone per azione, equivalenti a circa 364 euro per azione, per un totale di 20 milioni di corone, ovvero circa 1,82 milioni di euro, destinati ai proprietari della società.
Il dato assume un significato particolare perché arriva mentre la stessa azienda descrive un settore che continua a procedere in salita. Liljas Bil sembra quindi aver trovato nella diversificazione una risposta alle difficoltà del mercato: quando la vendita delle auto rallenta, officine, assistenza e carburanti contribuiscono a mantenere più stabili i conti.
Il bilancio 2025 mostra quanto questa strategia possa pesare. Il concessionario Volvo ha portato il fatturato vicino ai 209 milioni di euro e raddoppiato il risultato, arrivando ora a distribuire agli azionisti oltre 1,8 milioni di euro. Un risultato che racconta anche qualcosa di più generale: nel business dei concessionari, oggi, guadagnare significa sempre meno limitarsi a vendere automobili.