Lascia l'Audi dal meccanico, lui la usa e arrivano 7.000 euro di multe
Una donna di Trieste lascia l'Audi in officina per una riparazione, ma il meccanico avrebbe usato l'auto accumulando circa 7.000 euro di multe
Portare l’auto dal meccanico per un guasto e iniziare, qualche settimana dopo, a ricevere multe relative proprio alla vettura che dovrebbe trovarsi in officina. È la singolare vicenda accaduta a Trieste, dove la proprietaria di un’Audi si sarebbe ritrovata con sanzioni per un totale di circa 7.000 euro.
Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa locale, la donna aveva affidato la propria automobile a un’officina della città per effettuare una riparazione. La vettura avrebbe dovuto quindi rimanere a disposizione del meccanico esclusivamente per gli interventi necessari. Il titolare dell’attività, invece, avrebbe cominciato a utilizzarla per i propri spostamenti.
La situazione sarebbe emersa circa due settimane più tardi, quando alla proprietaria è stata notificata la prima multa riferita alla sua Audi. E quella sanzione sarebbe stata soltanto l’inizio.
Le multe arrivano a circa 7.000 euro
Con il passare del tempo sarebbero infatti emersi diversi verbali, fino a raggiungere complessivamente una cifra nell’ordine dei 7.000 euro. Una normale permanenza in officina si è così trasformata in una vicenda ben più complessa, arrivata anche sul piano giudiziario.
C’è inoltre un particolare che rende il caso ancora più insolito. Sempre secondo quanto riportato dalla fonte, il meccanico avrebbe utilizzato l’Audi della cliente pur avendo la patente sospesa.
Per la proprietaria il problema non è stato soltanto scoprire che la propria vettura sarebbe stata utilizzata senza che ciò facesse parte della normale attività di riparazione, ma anche dover affrontare le conseguenze delle infrazioni attribuite all’auto.
Quando una violazione del Codice della strada viene accertata senza contestazione immediata al conducente, infatti, la notifica può raggiungere il proprietario del veicolo. Da qui la necessità di dimostrare chi si trovasse effettivamente al volante al momento delle singole infrazioni.
Perché le multe sono arrivate alla proprietaria
Il caso mette in evidenza un meccanismo particolarmente importante quando l’auto viene guidata da una persona diversa dal proprietario. Come ricorda il Comune di Trieste, nei casi previsti il titolare del veicolo è chiamato a comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale.
Non adempiere alla richiesta può comportare un’ulteriore sanzione. La donna si sarebbe quindi trovata nella necessità di ricostruire gli spostamenti compiuti dall’Audi durante il periodo trascorso in officina e di contestare le violazioni che, secondo quanto ricostruito, non sarebbero state commesse da lei.
La semplice intestazione dell’automobile non significa dunque necessariamente che il proprietario fosse anche la persona alla guida al momento dell’infrazione, ma occorre seguire le procedure previste per far emergere l’effettivo conducente.
La vicenda ora deve essere chiarita
La questione non può tuttavia considerarsi conclusa. Restano infatti da accertare sul piano giudiziario le responsabilità del meccanico, sia in relazione all’utilizzo dell’automobile sia rispetto alle singole violazioni contestate.
Per quanto riguarda i verbali, chi ritiene che una sanzione non sia dovuta può utilizzare, quando ne ricorrono le condizioni, gli strumenti previsti dall’ordinamento, compreso il ricorso al Prefetto o al Giudice di pace.
Per la proprietaria dell’Audi, quindi, il guasto che l’aveva portata a lasciare la macchina in officina si è trasformato in un problema decisamente più grande: dimostrare di non essere stata lei a percorrere quei chilometri e, soprattutto, a collezionare multe per migliaia di euro con un’auto che credeva ferma dal meccanico.