Arrivano i “denti di drago”: il nuovo trucco sulle strade per far rallentare le auto

In Spagna si sperimentano i “denti di drago”, triangoli dipinti sull'asfalto che creano un'illusione ottica per spingere gli automobilisti a rallentare

Arrivano i “denti di drago”: il nuovo trucco sulle strade per far rallentare le auto
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Giorgio Colari
Pubblicato il 28 set 2026

Non servono necessariamente un autovelox, un dosso o un altro ostacolo fisico per convincere un automobilista a togliere il piede dall’acceleratore. A volte può bastare una particolare configurazione della segnaletica orizzontale. È il principio alla base dei cosiddetti “denti di drago”, una soluzione sperimentata in Spagna per contrastare l’eccesso di velocità sfruttando soprattutto la percezione di chi si trova al volante.

Il nome deriva dalla particolare forma dei segnali: una sequenza di triangoli bianchi dipinti sull’asfalto lungo i margini della carreggiata. La loro funzione non è quella di costituire un ostacolo reale, ma di modificare visivamente la strada davanti al conducente, inducendolo a percepire uno spazio più stretto e, di conseguenza, a ridurre spontaneamente la velocità.

Cosa sono i “denti di drago”

La soluzione sperimentata sulle strade spagnole prevede una serie di triangoli disposti sui due lati della carreggiata per un tratto lungo circa 30 metri. Secondo le caratteristiche riportate, gli elementi misurano circa 0,75 metri e sono separati tra loro da una distanza di circa 1,5 metri.

La successione delle figure geometriche crea un particolare effetto prospettico. Procedendo verso la zona interessata, l’automobilista riceve infatti l’impressione che la carreggiata si stia restringendo. La strada, naturalmente, conserva le proprie dimensioni effettive, ma la percezione di avere meno spazio disponibile dovrebbe generare una reazione istintiva: rallentare.

È proprio questo l’elemento che distingue i denti di drago da sistemi tradizionali come i dossi artificiali. Non impongono fisicamente una riduzione dell’andatura e non rilevano eventuali infrazioni come fa un autovelox. Cercano invece di condizionare il comportamento attraverso un segnale visivo, intervenendo prima che sia necessario ricorrere a una misura più invasiva.

Dove vengono utilizzati

La scelta dei punti in cui tracciare questa segnaletica non è casuale. I denti di drago sono stati collocati soprattutto in prossimità degli incroci e degli attraversamenti stradali, oltre che nei tratti considerati maggiormente esposti al rischio di incidenti.

Sono quindi pensati soprattutto per quelle situazioni nelle quali pochi chilometri orari di differenza possono incidere sui tempi di reazione del conducente e sulla gestione di un possibile pericolo. Il sistema punta inoltre a ottenere il rallentamento prima di raggiungere il punto più delicato, sfruttando l’estensione della segnaletica lungo diverse decine di metri.

Secondo i primi risultati riportati dalla sperimentazione spagnola, nei segmenti interessati sarebbe stata osservata una riduzione delle velocità medie. È proprio questo dato ad aver attirato l’attenzione anche al di fuori della Spagna, alimentando l’interesse verso una soluzione relativamente semplice da applicare.

Li vedremo anche sulle strade italiane?

La possibilità è suggestiva, ma per il momento va mantenuta distinta dai fatti già accertati. Non ci sono, nelle informazioni disponibili, indicazioni relative a un’introduzione programmata dei denti di drago sulle strade italiane.

Il principio sul quale si basano, tuttavia, rende interessante l’esperimento: invece di obbligare fisicamente il conducente a rallentare, l’asfalto gli suggerisce di farlo attraverso un’illusione prospettica.

Se i risultati delle sperimentazioni continueranno a dimostrarne l’efficacia, i denti di drago potrebbero quindi diventare una soluzione presa in considerazione anche da altre amministrazioni. Per ora restano soprattutto un curioso esempio di come la sicurezza stradale possa passare non soltanto dalla tecnologia e dai controlli, ma anche dal modo in cui il cervello interpreta ciò che vede davanti al parabrezza.

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