Vende il Range Rover per 56.000 euro, ma l’assegno è falso: ritrova il SUV e non può più usarlo
Un imprenditore vende il suo Range Rover Sport per 56.000 euro con un assegno poi risultato falso. Il SUV viene ritrovato in Spagna, ma oggi non può usarlo né rottamarlo
Vende il proprio Range Rover Sport per 56.000 euro, scopre che l’assegno ricevuto è falso e, dopo mesi di indagini, riesce persino a recuperare il SUV in Spagna. Quello che potrebbe sembrare il lieto fine di una truffa si è però trasformato in un nuovo problema: l’auto è tornata materialmente nelle mani del precedente proprietario, ma formalmente risulta intestata a un’altra persona.
Protagonista della vicenda è Simone Zanchetto, imprenditore edile di Jesolo che circa due anni e mezzo fa aveva deciso di mettere in vendita la propria vettura attraverso un noto portale online. Oggi il Range Rover è nuovamente a casa sua, ma Zanchetto ne è soltanto il custode: non può utilizzarlo, venderlo e, secondo quanto raccontato, neppure rottamarlo.
L’assegno da 56.000 euro era falso
Dopo aver pubblicato l’annuncio, l’imprenditore aveva ricevuto diverse proposte che aveva preferito rifiutare perché considerate poco convincenti. Successivamente si era presentato un uomo intenzionato, a suo dire, ad acquistare il Range Rover Sport come regalo per il padre.
Le parti avevano concordato un prezzo di 56.000 euro, da pagare tramite assegno circolare. La compravendita era quindi andata avanti, ma poco dopo era emerso il raggiro: non soltanto l’assegno era falso, ma anche i documenti e le generalità fornite dall’acquirente non erano autentici.
Falliti i tentativi di rintracciare l’uomo, Zanchetto aveva denunciato l’accaduto alla Guardia di Finanza di Jesolo. Le Fiamme Gialle avevano avviato le indagini e ricostruito gli spostamenti del veicolo anche grazie al segnale GPS trasmesso dal computer di bordo. Il Range Rover era stato individuato inizialmente non lontano da Milano, per poi riapparire molto più lontano dall’Italia. Il SUV è stato infatti rintracciato in una concessionaria nei pressi di Toledo, in Spagna.
Il Range Rover torna dall’Italia, ma nasce il paradosso
Le indagini italiane erano state condivise con il centro di cooperazione di Roma e con la Guardia Civil spagnola. Una volta localizzato, il veicolo è stato recuperato e ha potuto lasciare la Spagna, tornando prima in Italia e successivamente a Jesolo.
Il problema riguarda però la sua situazione amministrativa. Nonostante il recupero, il Range Rover risulterebbe ancora formalmente intestato a una terza persona. Ed è proprio qui che la vicenda si complica ulteriormente: secondo il racconto dell’imprenditore, quella persona sarebbe inesistente perché l’identità utilizzata nell’operazione era falsa.
Per riottenere la piena proprietà sarebbe necessario annullare la vendita e dimostrare al PRA che l’acquirente indicato negli atti non esiste. Zanchetto sostiene però di trovarsi davanti a un cortocircuito: non potrebbe rivalersi formalmente sulla persona che gli ha consegnato l’assegno perché le generalità utilizzate durante la compravendita erano false.
Non può guidarlo e il SUV continua a svalutarsi
Dopo il ritrovamento dell’auto e di altri veicoli, le indagini hanno portato anche ad alcuni arresti. Tra questi, ha spiegato l’imprenditore, non compare naturalmente l’identità indicata dall’uomo che gli aveva consegnato l’assegno, proprio perché risultata fittizia.
Zanchetto si è quindi affidato all’avvocato Alessio Bacchin per cercare una soluzione che permetta di chiarire definitivamente la proprietà del veicolo. Nel frattempo il Range Rover rimane fermo. Una situazione particolarmente amara perché, pur avendo recuperato fisicamente il SUV sottratto attraverso la truffa, l’imprenditore sostiene di non poterlo utilizzare e di assistere alla sua progressiva svalutazione. E non potrebbe nemmeno scegliere la soluzione più drastica: mandarlo in demolizione.