Jeep richiama oltre 200.000 auto: un errore può nascondere le gomme sgonfie

Stellantis richiama 201.976 Jeep negli Stati Uniti per un problema software al sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici. L'intervento sarà gratuito

Jeep richiama oltre 200.000 auto: un errore può nascondere le gomme sgonfie
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Renato Terlisi
Pubblicato il 10 set 2026

Un errore software apparentemente semplice può diventare un problema di sicurezza quando impedisce all’automobilista di sapere che uno pneumatico ha una pressione troppo bassa. È il motivo che ha portato Stellantis ad avviare negli Stati Uniti un richiamo che coinvolge 201.976 veicoli Jeep, appartenenti a numerose famiglie di modelli.

A comunicare i dettagli è stata la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia federale statunitense responsabile della sicurezza stradale. Il problema riguarda il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici, conosciuto comunemente con la sigla TPMS.

La spia potrebbe non accendersi

Il difetto è legato al software e può impedire al sistema di riconoscere correttamente una condizione di pressione insufficiente degli pneumatici. In determinate circostanze, quindi, la relativa spia sul quadro strumenti potrebbe non accendersi quando dovrebbe.

Questo significa che il conducente potrebbe continuare a utilizzare il veicolo senza essere avvertito della presenza di una gomma sgonfia. Una pressione inferiore a quella prescritta può modificare il comportamento della vettura e rappresentare un fattore di rischio per la sicurezza.

La NHTSA ha infatti precisato che il malfunzionamento può aumentare il rischio di incidente. Inoltre, i veicoli interessati non rispettano pienamente i requisiti federali statunitensi previsti per i sistemi di monitoraggio della pressione.

Quali Jeep sono coinvolte

Il richiamo non interessa un unico modello. Nell’elenco diffuso dall’autorità americana compaiono alcuni esemplari di Jeep Wagoneer, Grand Cherokee, Grand Cherokee L, Grand Cherokee 4xe e Grand Wagoneer.

Sono coinvolte anche determinate Wagoneer L, Grand Wagoneer L, Cherokee e Grand Wagoneer L PHEV. Non significa però che ogni esemplare appartenente a queste gamme debba necessariamente essere richiamato: la campagna riguarda specifici veicoli identificati dal costruttore e dall’autorità statunitense.

Il provvedimento annunciato riguarda il mercato degli Stati Uniti. Le informazioni diffuse dalla NHTSA e riportate da Reuters non indicano un’estensione automatica della stessa campagna ai veicoli commercializzati in Europa o in Italia.

Non bisognerà sostituire componenti

La soluzione prevista appare relativamente semplice perché non richiede, sulla base delle informazioni disponibili, la sostituzione dell’intero sistema di monitoraggio o dei sensori installati sulle ruote.

I concessionari dovranno effettuare gratuitamente un aggiornamento del software del radio frequency hub, eliminando così l’anomalia responsabile del possibile mancato avviso. Per i proprietari coinvolti non sono quindi previsti costi per l’intervento. Come avviene normalmente nelle campagne di richiamo, saranno i numeri identificativi dei singoli veicoli a stabilire quali auto dovranno essere sottoposte all’aggiornamento.

Perché il TPMS è importante

Il monitoraggio della pressione è ormai una presenza abituale sulle automobili moderne. Il suo compito è avvertire il conducente quando uno o più pneumatici scendono sotto i parametri previsti, permettendo di controllare la situazione prima di proseguire.

Nel caso delle oltre 200.000 Jeep interessate, il problema non consiste quindi necessariamente in una perdita di pressione causata dall’auto, ma nell’eventualità che il sistema non segnali correttamente una gomma già sgonfia.

Da qui la decisione di Stellantis di intervenire attraverso il richiamo. Una campagna molto ampia nei numeri, ma che almeno sul piano tecnico dovrebbe essere risolta senza interventi meccanici: per le Jeep coinvolte sarà sufficiente aggiornare il software gratuitamente presso la rete di assistenza.

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