Questa Jeep fu portata in montagna da 12 uomini e alcuni muli: percorse appena 30 metri

Una Jeep Willys venne smontata e trasportata sul Rutor da dodici uomini e alcuni muli per un progetto di sci estivo: dopo tanta fatica percorse soltanto 30 metri

Questa Jeep fu portata in montagna da 12 uomini e alcuni muli: percorse appena 30 metri
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 31 ago 2026

Una Jeep Willys americana trasportata in alta montagna a forza di braccia, con dodici uomini incaricati della carrozzeria e alcuni muli utilizzati per il motore. Sembra il racconto di un’impresa militare, ma dietro questa incredibile storia c’era un progetto turistico: utilizzare il mezzo per supportare lo sci estivo sul ghiacciaio del Rutor, sopra La Thuile.

L’impresa risale alla fine del 1967 o, più probabilmente, al 1968. Quasi sessant’anni dopo, quella Jeep rossa è ancora lassù, custodita in una baracca nella zona dei laghi del Rutor. Il particolare più incredibile? Dopo l’enorme sforzo necessario per portarla in quota, percorse complessivamente appena una trentina di metri.

Una Jeep per andare a sciare d’estate

La vicenda nasce in un momento di profonda trasformazione per La Thuile. Le miniere avevano chiuso definitivamente nel 1966 e il turismo legato alla neve stava diventando una nuova opportunità economica. Alcuni maestri di sci e guide alpine pensarono allora di sfruttare il ghiacciaio del Rutor anche durante l’estate.

Sul ghiacciaio venne installata persino una rudimentale manovia, una sorta di skilift artigianale che permetteva agli sciatori di risalire dopo le discese. Il problema era raggiungere e servire quella zona, visto che non esisteva una normale strada. Serviva quindi un mezzo robusto. La scelta cadde su una Willys proveniente da Saint-Pierre e acquistata proprio dai maestri e dalle guide coinvolti nell’iniziativa.

Dodici uomini per trasportare la carrozzeria

Nemmeno le capacità fuoristradistiche della Jeep potevano risolvere il problema principale: dove non esiste una strada, semplicemente, non si passa. La soluzione fu radicale. La Willys venne completamente smontata separando il motore dalla carrozzeria.

Quest’ultima fu assicurata a due lunghe pertiche e sollevata da dodici uomini, sei davanti e sei dietro. Il gruppo partì a piedi dalla Joux, raggiunse il rifugio Deffeyes e proseguì fino alla zona dei laghi. Per il pesantissimo motore fu necessario ricorrere invece ai muli. Una volta arrivati tutti i componenti a destinazione, la Jeep venne rimontata. In pratica raggiunse il Rutor senza aver percorso un solo metro sulle proprie ruote.

Dopo tutta quella fatica percorse 30 metri

A quel punto la Willys avrebbe dovuto iniziare il proprio lavoro lungo il tracciato realizzato in quota. Invece cominciarono quasi immediatamente i problemi meccanici. Il motore continuava a guastarsi e fu necessario smontarlo nuovamente, riportarlo a valle, ripararlo e trasportarlo ancora una volta sul Rutor.

Nemmeno questo intervento riuscì però a rendere affidabile la Jeep. Il risultato ha qualcosa di paradossale: dopo un’impresa logistica enorme, la Willys riuscì a percorrere soltanto circa 30 metri e praticamente non trasportò mai nessuno.

Oggi è ancora lassù

Il progetto dello sci estivo ebbe comunque una breve vita. La manovia funzionò per un periodo e l’anno successivo venne organizzata anche una scuola di sci sul ghiacciaio, prima che l’esperimento fosse definitivamente abbandonato. La Jeep, invece, non è mai andata via.

È ancora custodita nella sua baracca e conserva persino la carrozzeria rossa dell’epoca. C’è chi oggi vorrebbe recuperarla e portarla a La Thuile per trasformarla in un pezzo da museo. Sarebbe un destino appropriato per un veicolo che ha percorso appena trenta metri, ma ha alle spalle uno dei viaggi più incredibili mai affrontati da una Jeep.

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