Jeep Grand Cherokee, col ritorno del V8 si abbattono i compromessi

Jeep potrebbe reintrodurre il Hemi V8 sul Grand Cherokee per soddisfare la domanda americana di maggiore potenza e capacità di traino. Decisione legata alla strategia Stellantis

Jeep Grand Cherokee, col ritorno del V8 si abbattono i compromessi
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Giorgio Colari
Pubblicato il 18 feb 2026

Il dibattito attorno al possibile ritorno del Hemi V8 sulla Jeep Grand Cherokee si fa sempre più acceso, sospeso tra la passione degli automobilisti americani e le crescenti pressioni normative in tema di emissioni. Un tema che ha trovato nuova linfa grazie alle parole di Joe Aljajawi, lead engineer di Jeep per l’aggiornamento del Grand Cherokee, che ha invitato a “restare sintonizzati”, alimentando così le speranze di chi vede nel leggendario motore otto cilindri non solo una scelta tecnica, ma un vero e proprio simbolo di identità. La decisione definitiva, però, dovrà mediare tra due esigenze opposte: da un lato la domanda di un mercato statunitense ancora affezionato a prestazioni e robustezza, dall’altro la necessità di rispettare i sempre più stringenti limiti imposti dalle normative ambientali internazionali.

Il lento addio al V8: una transizione non indolore

Negli ultimi anni, la gamma Grand Cherokee ha subito una trasformazione significativa. Nel 2023, la casa americana ha eliminato il 5,7 litri Hemi V8 dalla versione a due file, per poi replicare la stessa scelta nel 2024 anche sulla variante a tre file Grand Cherokee L. Al loro posto sono stati introdotti propulsori più efficienti dal punto di vista ambientale, come il 3.6 litri Pentastar V6 e il nuovo quattro cilindri turbo Hurricane. Queste soluzioni hanno permesso a Jeep di ridurre le emissioni, ma non sono riuscite a colmare il vuoto lasciato da una towing capacity di 7.200 libbre (circa 3.266 kg), un valore che il V8 garantiva senza sforzo.

Prestazioni e funzionalità: un’esigenza concreta

Per molti proprietari americani, la scelta della Jeep Grand Cherokee non è mai stata solo una questione di piacere di guida o di fascino estetico. La vera forza di questo modello è sempre stata la capacità di coniugare lusso e robustezza, rendendolo ideale per trainare barche, roulotte o carichi di lavoro pesanti. La rinuncia al Hemi V8 rappresenta, quindi, molto più di un semplice cambio di motorizzazione: è una perdita tangibile in termini di versatilità e affidabilità, che molti utenti faticano ad accettare.

Il ruolo di Stellantis e le strategie future

Nonostante l’addio del V8 dal Grand Cherokee, il motore continua a vivere in altri modelli del gruppo, come Wrangler, Gladiator e Ram 1500. Questo dettaglio lascia intendere che il Hemi V8 non sia destinato a una scomparsa definitiva. Il vero punto di svolta, però, sarà il 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà il nuovo piano strategico di Stellantis. In quell’occasione, il gruppo chiarirà se la priorità rimarrà l’elettrificazione o se, almeno in alcuni segmenti e mercati, ci sarà ancora spazio per i motori aspirati più tradizionali, rispondendo così alle richieste di una clientela fedele e appassionata.

Alternative tecniche e il valore del mito

Alcuni analisti sottolineano che il divario prestazionale creato dall’assenza del V8 potrebbe essere colmato con soluzioni tecniche innovative: potenziamenti alla trasmissione, ottimizzazione dell’assetto e l’introduzione di sistemi ibridi potrebbero riportare la towing capacity su livelli competitivi, senza necessariamente tornare a un motore otto cilindri classico. Tuttavia, la sigla Hemi V8 rappresenta molto più di una semplice specifica tecnica: è sinonimo di solidità, prestazioni autentiche e di quel patrimonio automobilistico americano che molti clienti continuano a desiderare e difendere.

Prospettive e attese: un equilibrio delicato

In questo scenario, Jeep si muove con cautela, mantenendo un certo grado di ambiguità nelle comunicazioni ufficiali. Ogni dichiarazione viene calibrata in base alla doppia pressione esercitata dal mercato e dai regolatori, in attesa che il nuovo piano industriale di Stellantis getti finalmente luce sulle strategie future. I dettagli su motorizzazioni, tempistiche e mercati di destinazione dovrebbero arrivare entro l’autunno, con gli Stati Uniti che restano la destinazione più probabile per un eventuale rilancio del V8.

Il futuro della Grand Cherokee si gioca così su un terreno di confronto che va ben oltre la tecnica: da una parte l’attrattiva di una motorizzazione iconica, dall’altra la necessità di rimanere competitivi in un settore sempre più orientato alla sostenibilità. La risposta definitiva arriverà solo nei prossimi mesi, ma una cosa è certa: il dibattito sul ritorno del Hemi V8 è destinato a infiammare ancora a lungo gli animi degli appassionati e degli addetti ai lavori.

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