Stellantis rilancia il diesel, in modo corposo su 7 modelli
Stellantis amplia l'offerta di motori diesel in Europa per rispondere alla domanda di lunga percorrenza, contrastare la concorrenza e sfruttare il vantaggio nelle tecnologie a gasolio
Il panorama automobilistico europeo sembra vivere una vera e propria rivoluzione, ma non sempre nella direzione che ci si aspetterebbe. Nonostante il costante calo delle immatricolazioni di auto a gasolio – passate dal 50% nel 2015 a una previsione di appena il 7,7% nel 2025 – il diesel non è ancora pronto a lasciare la scena. In un contesto in cui le auto elettriche conquistano il 19,5% del mercato europeo, Stellantis sorprende tutti con una scelta controcorrente: rilanciare la propria offerta di motori diesel attraverso lo sviluppo di almeno sette nuovi modelli destinati all’Europa. Questa decisione, che potrebbe sembrare anacronistica, si rivela invece frutto di una strategia ben ponderata, volta a soddisfare una domanda ancora viva di autonomia e praticità, senza rinunciare a una gamma di prodotti variegata in un settore in rapida trasformazione.
Perché il diesel mantiene la sua attrattiva
Dopo anni di difficoltà legati alle conseguenze del Dieselgate e a un quadro normativo sempre più stringente sulle emissioni, il gasolio è stato progressivamente marginalizzato. Tuttavia, per una fetta di automobilisti – tra cui famiglie numerose, flotte aziendali e professionisti che percorrono lunghe distanze – il vantaggio in termini di consumi e autonomia garantito dal diesel rimane imbattibile rispetto alle tecnologie attuali. I segmenti come SUV, monovolume e berline di fascia alta continuano a rappresentare un terreno fertile per i motori diesel di ultima generazione, capaci di offrire efficienza e prestazioni senza compromessi.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la capacità di progettare e produrre propulsori a gasolio che rispettino le più severe normative sulle emissioni. Sviluppare unità diesel all’avanguardia richiede know-how tecnico e investimenti ingenti, una barriera che molti costruttori – in particolare quelli asiatici – non sono disposti o in grado di superare. Qui entra in gioco il vantaggio competitivo dei grandi gruppi europei come Stellantis, che può valorizzare la propria esperienza e la sua solida base industriale per mantenere una posizione di rilievo nel mercato europeo.
Un rilancio trasversale sui brand del gruppo
La strategia di Stellantis coinvolge ben sei marchi: Peugeot, Citroën, Opel, Fiat, DS Automobiles e Alfa Romeo. L’obiettivo è ambizioso: coprire trasversalmente il segmento delle vetture familiari e quello dei SUV prestazionali, rispondendo alle esigenze di chi non è ancora pronto a passare all’elettrico e difendendo le quote di mercato dai nuovi competitor, soprattutto cinesi, che propongono veicoli elettrici a prezzi particolarmente aggressivi. Aggiornare e ampliare la gamma di motori diesel significa, quindi, offrire al cliente una scelta reale e proteggere i volumi nei segmenti più sensibili ai costi di gestione, in attesa che la transizione elettrica sia davvero alla portata di tutti.
La presenza di un’offerta diesel moderna consente a Stellantis di differenziarsi in un mercato europeo sempre più polarizzato tra sostenitori dell’elettrico e clienti che privilegiano ancora autonomia e praticità. Mantenere la competitività in questo scenario è fondamentale, anche perché la piattaforma tecnologica necessaria per lo sviluppo di nuovi motori diesel rappresenta un vero e proprio asset strategico per il gruppo.
Tra pragmatismo industriale e sostenibilità
La scelta di puntare ancora sul diesel non manca di sollevare polemiche. Ambientalisti e regolatori evidenziano come investire ulteriormente nei combustibili fossili rischi di rallentare il percorso verso la decarbonizzazione, soprattutto considerando che le risorse destinate allo sviluppo dei motori diesel potrebbero essere impiegate per accelerare l’elettrificazione e le nuove soluzioni di mobilità sostenibile. Il dibattito tra pragmatismo e sostenibilità si fa quindi acceso.
Dal punto di vista industriale, però, la strategia di Stellantis appare come una mossa di copertura intelligente: offrire al consumatore la libertà di scegliere in base alle proprie reali necessità, senza forzature ideologiche, permette di mantenere margini e volumi di vendita fino a quando le infrastrutture di ricarica e i costi delle vetture elettriche non renderanno la transizione inevitabile. Si tratta di una decisione che guarda al breve e medio termine, bilanciando le pressioni normative, la domanda effettiva e la concorrenza internazionale.
In definitiva, il rilancio dei motori diesel da parte di Stellantis dimostra come, in un mercato europeo in continua evoluzione, il pragmatismo possa ancora prevalere sull’ideologia. La sfida sarà riuscire a coniugare innovazione, sostenibilità e competitività, offrendo soluzioni che rispondano alle esigenze di oggi senza perdere di vista gli obiettivi di domani.