Diesel, lo sconto continua: 17 centesimi in meno al litro fino al 17 settembre

Il Governo proroga ancora lo sconto sulle accise del gasolio: riduzione complessiva di 17 centesimi al litro fino al 17 settembre 2026. Esclusa la benzina

Diesel, lo sconto continua: 17 centesimi in meno al litro fino al 17 settembre
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 set 2026

Nuova proroga per lo sconto sul gasolio. Il Governo ha deciso di mantenere ancora per alcuni giorni la riduzione delle accise, spostando la scadenza a giovedì 17 settembre 2026. La misura precedente sarebbe terminata il 10 settembre, dopo essere stata a sua volta prolungata rispetto alla precedente scadenza del 7 settembre.

Per gli automobilisti che utilizzano un veicolo diesel il vantaggio rimane invariato: considerando la riduzione dell’accisa e il conseguente effetto sull’IVA, lo sconto complessivo ammonta a 17 centesimi al litro. Nessuna agevolazione, invece, per chi utilizza la benzina, che continuerà a essere acquistata senza questo specifico taglio fiscale.

Quanto si risparmia facendo il pieno

Tradotto sul costo di un rifornimento, uno sconto di 17 centesimi significa risparmiare circa 8,50 euro riempiendo un serbatoio da 50 litri. Con 60 litri il vantaggio arriva invece a circa 10,20 euro.

L’intervento arriva mentre i prezzi dei carburanti rimangono su livelli elevati. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente relativi alla prima settimana di settembre, il prezzo medio del gasolio si è attestato a 2,14 euro al litro, superando quello della benzina, arrivato a circa 2,03 euro.

Il confronto con la fine di febbraio rende evidente l’aumento: allora il diesel costava mediamente circa 1,70 euro al litro, mentre per la benzina erano necessari circa 1,65 euro.

Perché lo sconto riguarda solo il diesel

Dalla fine di luglio il Governo ha scelto di concentrare le risorse sul gasolio anziché intervenire contemporaneamente anche sulla benzina. Il motivo è legato soprattutto all’importanza del diesel per il trasporto delle merci e per numerose attività industriali e agricole.

Un aumento consistente del prezzo del gasolio, quindi, non riguarda esclusivamente il costo sostenuto dagli automobilisti alla pompa. Può trasferirsi lungo la filiera e contribuire all’aumento dei prezzi di beni e servizi che dipendono dal trasporto su strada.

La benzina, utilizzata prevalentemente per la mobilità privata, è rimasta invece fuori dalle ultime proroghe. La differenza spiega anche perché alla pompa si sia creata una situazione insolita, con il diesel mediamente più caro della benzina nonostante l’intervento fiscale.

Oltre due miliardi per gli sconti

Il mantenimento della misura comporta però un costo significativo per le casse pubbliche. Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, gli interventi sulle accise hanno richiesto complessivamente oltre due miliardi di euro. Uno dei problemi della riduzione generalizzata è che lo stesso vantaggio viene riconosciuto indipendentemente dal reddito di chi effettua il rifornimento. Il beneficio vale quindi allo stesso modo per tutti i consumatori di gasolio.

All’inizio di settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva indicato l’intenzione di passare in futuro a misure più mirate, destinate soprattutto alle fasce economicamente più deboli. Al momento, tuttavia, non sono stati definiti nel dettaglio né il funzionamento di eventuali nuovi aiuti né le risorse necessarie per finanziarli.

Per ora resta quindi in vigore il sistema già utilizzato nelle ultime settimane. Salvo ulteriori interventi, lo sconto di 17 centesimi sul gasolio terminerà il 17 settembre: una scadenza che, dopo le numerose proroghe già approvate, potrebbe diventare il prossimo appuntamento per decidere se mantenere ancora il taglio oppure cambiare strategia.

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