Officina abusiva scoperta in un controllo: oltre 13.000 euro di multe e attività chiusa

A Savigliano la Polizia Stradale scopre un’officina completamente abusiva: sequestrate attrezzature e contestate sanzioni per oltre 13.000 euro

Officina abusiva scoperta in un controllo: oltre 13.000 euro di multe e attività chiusa
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 set 2026

Aprire un’officina non significa semplicemente trovare un capannone, procurarsi l’attrezzatura e iniziare a riparare automobili. Per svolgere regolarmente l’attività servono requisiti professionali e amministrativi, oltre al rispetto delle norme ambientali e di sicurezza.

A Savigliano, in provincia di Cuneo, i controlli della Polizia Stradale hanno invece portato alla scoperta di un’attività che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, operava senza le necessarie autorizzazioni. Il controllo ha avuto conseguenze pesanti: oltre 13.000 euro di sanzioni, il sequestro di alcune attrezzature e, infine, la chiusura dell’officina disposta dal Comune.

Meccanico e gommista senza autorizzazioni

La normativa che disciplina il settore dell’autoriparazione prevede una serie di requisiti specifici. Le attività possono riguardare diversi ambiti, dalla meccatronica alla carrozzeria fino agli pneumatici, e richiedono figure tecniche abilitate oltre agli adempimenti previsti per poter lavorare regolarmente.

Nel caso scoperto a Savigliano, gli agenti della Polizia Stradale avrebbero trovato il titolare direttamente all’interno del capannone mentre svolgeva attività sia come meccanico sia gommista. Il problema era rappresentato dall’assenza delle autorizzazioni necessarie per esercitare regolarmente queste attività.

La prima parte degli accertamenti ha portato a una sanzione di 5.164 euro. Gli agenti hanno inoltre proceduto al sequestro di attrezzature utilizzate per il lavoro, tra cui una macchina destinata all’equilibratura delle ruote. Il controllo, tuttavia, non si è concluso con la verifica dei requisiti necessari per l’attività di autoriparazione. Gli approfondimenti all’interno della struttura hanno fatto emergere ulteriori problemi.

Batterie e filtri fanno salire la multa

In un’officina anche la gestione dei materiali utilizzati e dei rifiuti prodotti durante le riparazioni deve rispettare precise prescrizioni ambientali. Durante l’ispezione sarebbero state trovate batterie al piombo e filtri dell’olio gestiti in maniera non conforme alle disposizioni previste.

Queste ulteriori contestazioni hanno fatto aumentare sensibilmente il conto per il responsabile. Alle prime sanzioni si è infatti aggiunta un’altra multa superiore agli 8.000 euro, facendo così superare quota 13.000 euro all’importo complessivamente contestato. La vicenda mostra come l’assenza delle autorizzazioni per riparare le vetture fosse soltanto una parte delle irregolarità riscontrate nel capannone.

Mancava anche il sistema antincendio

Gli agenti hanno rilevato problemi anche sul fronte della sicurezza. Nell’officina sarebbe risultato assente il sistema antincendio, sia per quanto riguarda la documentazione sia per la presenza dei dispositivi necessari. Un aspetto particolarmente delicato in un’attività nella quale possono essere presenti oli, batterie, carburanti e altre sostanze o materiali che richiedono specifiche precauzioni.

Il quadro emerso dai controlli ha quindi portato a un provvedimento ancora più incisivo rispetto alle sole sanzioni economiche. Il Comune di Savigliano ha disposto la chiusura dell’attività, che non potrà proseguire nelle condizioni riscontrate durante l’ispezione.

Il bilancio dell’operazione è dunque pesante: più di 13.000 euro di multe, attrezzature sequestrate e officina chiusa. Un controllo iniziato verificando l’attività svolta nel capannone ha così fatto emergere una serie di irregolarità che riguardavano non soltanto l’esercizio abusivo dell’autoriparazione, ma anche la gestione dei materiali e le misure di sicurezza della struttura.

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