Le BEV avanzano, ma benzina e ibride vendono ancora: cosa faranno i costruttori

Le elettriche guadagnano terreno in Europa, ma molte auto termiche e ibride continuano a vendere bene: da Peugeot a Skoda e BMW, i costruttori cercano un equilibrio

Le BEV avanzano, ma benzina e ibride vendono ancora: cosa faranno i costruttori
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Renato Terlisi
Pubblicato il 9 set 2026

L’elettrico continua a conquistare spazio in Europa, ma per le case automobilistiche si presenta un problema tutt’altro che semplice: cosa fare delle auto a benzina e delle ibride che vendono ancora bene? Abbandonarle troppo rapidamente significherebbe rischiare di perdere una fetta importante di clienti, mentre mantenerle troppo a lungo potrebbe complicare il raggiungimento degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2.

Per questo diversi costruttori stanno scegliendo una fase di convivenza. Le nuove elettriche arriveranno regolarmente sul mercato, ma alcuni dei modelli termici più popolari continueranno la loro carriera, talvolta attraverso aggiornamenti e restyling. Peugeot, Skoda e BMW rappresentano tre esempi significativi di questa strategia, mentre altri modelli sono già stati costretti ad abbandonare il mercato per l’impossibilità di adeguarsi alle normative.

Peugeot non rinuncia alla 208

Il caso della Peugeot 208 rende bene l’idea. La prossima generazione elettrica nascerà sulla piattaforma STLA Small, ma l’attuale 208 con motorizzazione ibrida dovrebbe continuare a essere proposta ancora per qualche tempo. I numeri spiegano il motivo. Delle circa 48.000 Peugeot 208 vendute fino alla fine di agosto 2026, solamente circa 10.000 erano elettriche. Significa che oltre tre quarti delle immatricolazioni riguardavano ancora motorizzazioni termiche o ibride.

Eliminare immediatamente queste versioni significherebbe quindi rinunciare a un bacino di clienti troppo grande. La soluzione dovrebbe essere una convivenza tra la nuova generazione elettrica e un’evoluzione dell’attuale modello con motore termico elettrificato. Una situazione simile riguarda Skoda. Fabia e Kamiq continuano ad avere una presenza importante soprattutto nei mercati europei dove la diffusione delle elettriche è più contenuta.

La Skoda Fabia continuerà

Per la Fabia, in particolare, non sembra ancora arrivato il momento dell’addio. Skoda ha confermato ad Autocar che il modello ha ancora “bei giorni davanti”, un’indicazione che lascia prevedere un ulteriore aggiornamento per consentirle di continuare la propria carriera accanto alla nuova Epiq elettrica.

La questione riguarda anche modelli strategici come Octavia e Superb. Nei mercati dell’Europa orientale, dove la transizione verso le auto a batteria procede con velocità differenti rispetto ad altri Paesi, abbandonare rapidamente il termico potrebbe avere conseguenze importanti sui volumi.

Anche BMW ha scelto una strategia multi-energia. La nuova Serie 3 basata sull’architettura Neue Klasse non sarà infatti esclusivamente elettrica: accanto alle versioni a batteria continueranno a esserci motorizzazioni termiche, mantenendo aperta la scelta per una clientela ancora molto diversificata.

Non tutte possono sopravvivere

Ci sono però automobili per le quali questa strategia non è stata possibile. La Suzuki Ignis e la Porsche Macan a benzina, per esempio, sono uscite dal mercato europeo anche per difficoltà legate all’adeguamento alle nuove normative, compresi alcuni requisiti GSR.

Sul futuro pesa inoltre Euro 7. Molte delle attuali motorizzazioni dovrebbero riuscire ad adeguarsi, mentre una parte importante della sfida normativa riguarderà anche le emissioni non provenienti direttamente dallo scarico, come le particelle generate da freni e pneumatici.

Per i costruttori si apre quindi una fase di equilibrio delicatissimo. Vendere troppe auto termiche può rendere più difficile rispettare gli obiettivi europei di CO2; eliminarle troppo presto può invece spingere clienti ancora poco interessati all’elettrico verso altri marchi.

La soluzione, almeno nel breve periodo, sembra essere una convivenza più lunga del previsto: elettriche sempre più centrali, ma benzina e ibride destinate a rimanere finché il mercato continuerà a richiederle.

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