Altro che microcar, questa ha il V12 della Zonda e 34 cm di altezza da terra

La Mega Track fu la folle supercar di Aixam: V12 Mercedes da quasi 400 CV, trazione integrale e sospensioni regolabili per affrontare anche il fuoristrada

Altro che microcar, questa ha il V12 della Zonda e 34 cm di altezza da terra
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 set 2026

Quando si pensa ad Aixam, vengono immediatamente in mente le microcar compatte che hanno reso famoso il costruttore francese. Eppure, all’inizio degli anni Novanta, la stessa azienda decise di dimostrare di poter realizzare qualcosa di completamente diverso. Il risultato fu una delle supercar più insolite della sua epoca: la Mega Track.

Il progetto nacque attraverso Mega, divisione creata da Aixam per rafforzare l’immagine del marchio e cimentarsi con vetture decisamente più ambiziose. Non si partì da una semplice utilitaria sportiva: Mega entrò nel mondo delle competizioni, conquistando tre campionati del Trofeo Andros con la Glace e arrivando successivamente al secondo posto alla Dakar del 2000 con la Desert.

Nel 1992 arrivò però la creazione più sorprendente: una supercar a motore centrale capace, almeno sulla carta, di abbandonare l’asfalto.

Sotto c’è un V12 Mercedes

Il cuore della Mega Track era il Mercedes M120, un V12 destinato a diventare celebre anche per il suo legame con la Pagani Zonda. Sulla vettura francese sviluppava quasi 400 CV e 570 Nm di coppia. Numeri importanti, soprattutto considerando che la Track superava le due tonnellate. Le prestazioni erano comunque da autentica supercar dell’epoca: lo scatto da 0 a 100 km/h richiedeva 5,4 secondi, mentre la velocità massima veniva limitata elettronicamente a 250 km/h.

La potenza veniva scaricata sulle quattro ruote attraverso un sistema di trazione integrale dalla ripartizione decisamente orientata al posteriore: il 32% della coppia raggiungeva l’asse anteriore e il restante 68% quello posteriore. A completare una scheda tecnica fuori dall’ordinario c’era un enorme serbatoio da 110 litri.

Una supercar pronta al fuoristrada

La caratteristica che rende ancora oggi incredibile la Mega Track era però la possibilità di modificare sensibilmente l’altezza da terra attraverso le sospensioni regolabili. Nella configurazione più estrema poteva raggiungere ben 34 centimetri da terra, una misura che permetteva alla supercar di affrontare superfici ben diverse dall’asfalto. Michelin aveva sviluppato persino pneumatici specifici per il progetto.

Una filosofia che, osservata trent’anni dopo, sembra anticipare vetture come Lamborghini Huracán Sterrato e Porsche 911 Dakar. Oggi l’idea di trasformare una sportiva in una macchina capace di affrontare sterrati e terreni difficili non appare più così strana; nel 1992 era invece qualcosa di quasi alieno.

Ne esistono pochissime

L’originalità non bastò però a decretarne il successo. La Mega Track era enorme, pesante, estremamente particolare e soprattutto molto costosa. Il prezzo dell’epoca viene indicato in oltre 400.000 euro, una cifra difficile da giustificare per un marchio privo del prestigio delle Case di supercar più affermate.

La produzione rimase conseguentemente ridottissima. Le stime parlano di appena cinque o sei esemplari realizzati, ai quali si aggiungerebbero un paio di vetture rimaste nella disponibilità di Aixam.

La Mega Track rimane così una delle parentesi più curiose nella storia del costruttore francese. Un’azienda conosciuta soprattutto per piccoli quadricicli riuscì a creare una gigantesca supercar integrale con motore V12 Mercedes, quasi 400 CV e un’altezza da terra da fuoristrada. Una formula che il mercato non comprese pienamente allora, ma che oltre trent’anni dopo appare sorprendentemente moderna.

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