Burt Reynolds riceveva una Pontiac Trans Am gratis ogni anno: poi una telefonata cambiò tutto
Dopo il successo di Smokey and the Bandit, Pontiac regalò a Burt Reynolds una Trans Am nuova ogni anno. La tradizione durò cinque anni, fino all'arrivo di un nuovo presidente
Ci sono automobili diventate famose grazie al cinema e altre che hanno finito per identificarsi completamente con il film che le ha rese celebri. La Pontiac Firebird Trans Am nera e oro di Smokey and the Bandit appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il successo fu talmente grande che Pontiac decise di ringraziare Burt Reynolds in un modo decisamente particolare: regalandogli una Trans Am nuova ogni anno.
La singolare tradizione andò avanti per cinque anni, fino a quando un cambio ai vertici dell’azienda mise improvvisamente fine ai regali. E la risposta ricevuta dall’attore quando chiese spiegazioni fu tutt’altro che diplomatica.
Un film da 4,3 milioni che cambiò tutto
Uscito negli Stati Uniti nel 1977, Smokey and the Bandit nacque da un progetto di Hal Needham, stuntman di Hollywood alla sua prima esperienza da regista. Il budget venne ridotto fino a circa 4,3 milioni di dollari e persino Reynolds non sembrava particolarmente impressionato dalla prima versione della sceneggiatura.
Il pubblico, però, ebbe un’opinione completamente diversa. La pellicola incassò oltre 126 milioni di dollari negli Stati Uniti, diventando il secondo film di maggior successo del 1977 dietro soltanto a Star Wars. Accanto a Reynolds emerse un’altra protagonista: la Pontiac Trans Am utilizzata dal personaggio Bo “Bandit” Darville.
Pontiac mise a disposizione quattro vetture per le riprese, ottenendo in cambio una pubblicità difficilmente quantificabile. Dopo l’uscita del film le vendite aumentarono rapidamente. Secondo quanto raccontato successivamente da Needham, nel 1978 Pontiac vendette circa 25.000 Trans Am in più. La coupé nera con decorazioni dorate era ormai diventata un’icona.
Una Trans Am nuova ogni anno
Alex Mair, allora presidente di Pontiac, decise di ringraziare personalmente Reynolds promettendogli qualcosa di insolito: avrebbe ricevuto una Trans Am nuova ogni anno, gratuitamente e per tutta la vita. Non rimase soltanto una promessa. Reynolds raccontò a Car and Driver che per cinque anni le automobili arrivarono regolarmente.
L’attore, però, non le accumulò nel proprio garage: regalò diversi esemplari ai familiari. La prima finì alla sorella, la seconda al fratellastro e del destino della terza Reynolds disse addirittura di non ricordarsi. Conservò invece la quarta, diventata molti anni dopo un oggetto da collezione particolarmente desiderato. La vettura venne infatti venduta all’asta per 450.000 dollari.
Il nuovo presidente chiuse i rubinetti
Al sesto anno accadde qualcosa di strano: nessuna Pontiac arrivò. Reynolds pensò inizialmente a un problema organizzativo e decise di telefonare all’azienda per capire cosa fosse successo. Nel frattempo Alex Mair aveva lasciato il proprio incarico e al vertice era arrivato Robert C. Stempel.
Il racconto attribuito a Reynolds rende la telefonata memorabile: il nuovo dirigente gli avrebbe spiegato, in sostanza, che la promessa apparteneva al precedente presidente, al quale piacevano i suoi film. A lui, invece, non piacevano. La fornitura gratuita terminò così dopo cinque anni.
Un’icona sopravvissuta al film
Il rapporto tra Reynolds e la Trans Am rimase comunque indissolubile. L’attore morì nel 2018, mentre Pontiac aveva già cessato di esistere come marchio di General Motors diversi anni prima.
La Trans Am nera e oro continua invece a essere una delle auto cinematografiche più riconoscibili e gli esemplari collegati a Reynolds raggiungono quotazioni importanti nelle aste.
Pontiac aveva fornito quattro automobili a una produzione dal budget relativamente modesto. In cambio ottenne una delle operazioni promozionali più efficaci della propria storia, tanto efficace da convincere il presidente del marchio a spedire personalmente al protagonista una macchina nuova ogni anno. Almeno finché al telefono non rispose qualcun altro.