Saab prepara l’erede del Gripen: maxi contratto da 2,9 miliardi per i caccia del futuro

Saab riceve un ordine da 2,9 miliardi di corone svedesi per sviluppare tecnologie e dimostratori, anche autonomi, destinati al futuro sistema da combattimento aereo svedese

Saab prepara l’erede del Gripen: maxi contratto da 2,9 miliardi per i caccia del futuro
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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 11 set 2026

La Svezia compie un nuovo passo verso il futuro della propria aviazione militare. Saab ha ricevuto dall’agenzia nazionale per gli approvvigionamenti della difesa, la FMV, un ordine del valore di 2,9 miliardi di corone svedesi per proseguire gli studi e lo sviluppo delle tecnologie destinate ai futuri velivoli da combattimento.

Il programma guarda al periodo successivo al 2040 e dovrà fornire gli elementi necessari per decidere quale strada intraprendere quando arriverà il momento di affiancare o sostituire l’attuale famiglia Gripen. Non significa quindi che l’erede del caccia svedese sia già stato definito: l’obiettivo è sperimentare differenti soluzioni e ridurre i rischi tecnologici prima delle decisioni definitive. A Linköping sono già impegnati nel progetto circa 650 ingegneri Saab.

Due dimostratori voleranno autonomamente

Il nuovo contratto copre il periodo compreso tra il 2026 e il 2028, con opzioni che potranno estendere le attività anche al 2029 e al 2030. Il lavoro non rimarrà confinato alle simulazioni digitali o agli studi teorici. Sono previsti dimostratori volanti e terrestri, insieme allo sviluppo di tecnologie destinate sia a sistemi con pilota sia a piattaforme senza equipaggio. Secondo FMV, dovranno essere completate due versioni di un dimostratore volante che saranno successivamente portate in volo in modalità autonoma.

Un primo assaggio della direzione intrapresa era arrivato durante le recenti giornate aeronautiche di Malmen, quando Saab aveva mostrato per la prima volta un modello in scala reale di un velivolo da combattimento senza pilota. Il programma servirà quindi a trasferire progressivamente le idee dalla fase concettuale alla sperimentazione concreta.

Autonomia e bassa osservabilità tra le priorità

Le aree di ricerca coinvolte sono numerose. Saab punta a sviluppare ulteriormente competenze nella system integration, nell’autonomia, nella riduzione della segnatura, nella propulsione e nei processi di sviluppo digitale. Un altro elemento riguarda la capacità produttiva futura. L’intenzione è mantenere in Svezia le conoscenze industriali e tecnologiche necessarie per poter scegliere autonomamente quale architettura adottare per la propria forza aerea nei prossimi decenni.

Lars Tossman, responsabile dell’area Aeronautics di Saab, ha definito il nuovo contratto fondamentale per sviluppare e dimostrare tecnologie considerate centrali per la prossima generazione di sistemi da combattimento aereo. Parallelamente, FMV ha firmato un contratto da 390 milioni di corone con il produttore di motori aeronautici GKN, ampliando ulteriormente il lavoro sulla base tecnologica necessaria alle future piattaforme.

Il dopo Gripen si decide adesso

Il programma svedese, denominato Vägval stridsflyg, coinvolge FMV, le Forze Armate e l’istituto nazionale di ricerca per la difesa. Il traguardo è costruire una base tecnica sufficientemente solida per le decisioni che riguarderanno la capacità di combattimento aereo svedese dopo il 2040.

I lunghi tempi di sviluppo dei moderni caccia rendono necessario iniziare con grande anticipo. Per questo la Svezia non sta ancora scegliendo semplicemente un nuovo aereo, ma sta studiando un sistema più ampio nel quale potrebbero convivere piattaforme pilotate, velivoli autonomi e tecnologie integrate.

Il contratto da 2,9 miliardi rappresenta dunque soprattutto un investimento per mantenere aperte diverse possibilità. Prima di stabilire quale sarà davvero il successore del Gripen, Saab e le autorità svedesi vogliono verificare sul campo quali tecnologie possano diventare la base della prossima generazione di velivoli da combattimento.

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