Tesla, sbloccano la guida autonoma con dispositivi illegali: 80 persone indagate

In Corea del Sud 80 persone sono indagate per aver attivato illegalmente il sistema Tesla Full Self-Driving. Sequestrati 21 dispositivi, rischio carcere

Tesla, sbloccano la guida autonoma con dispositivi illegali: 80 persone indagate
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Giulia Darante
Pubblicato il 29 ott 2026

La tentazione di utilizzare una funzione tecnologica non ancora autorizzata può avere conseguenze ben più gravi di un semplice malfunzionamento. In Corea del Sud, la polizia di Seul ha individuato 80 persone sospettate di aver attivato illegalmente il sistema Full Self-Driving di Tesla, aggirando le limitazioni software imposte dal costruttore.

L’indagine riguarda l’utilizzo di dispositivi elettronici acquistati all’estero oppure costruiti artigianalmente, capaci di sbloccare una funzione che nel Paese asiatico è disponibile soltanto su una parte delle automobili Tesla in circolazione.

Gli investigatori hanno sequestrato 21 dispositivi e contestato agli indagati presunte violazioni della normativa sulla gestione e sulla sicurezza dei veicoli. Il caso solleva interrogativi sui rischi legati alla modifica non autorizzata dei sistemi elettronici che intervengono direttamente nella guida.

Tesla Full Self-Driving, come veniva aggirato il blocco software

Il sistema Full Self-Driving, conosciuto anche attraverso la sigla FSD, comprende funzioni avanzate di assistenza alla guida. Nonostante la denominazione, non trasforma l’automobile in un veicolo completamente autonomo e richiede la supervisione del conducente.

Secondo la ricostruzione della polizia sudcoreana, gli indagati utilizzavano strumenti capaci di rimuovere artificialmente alcune restrizioni software, attraverso una procedura comunemente definita jailbreaking. Uno dei sospettati avrebbe acquistato un dispositivo prodotto in Europa, collegandolo alla propria Tesla per attivare funzioni normalmente non disponibili.

Un altro, impiegato nel settore informatico, avrebbe invece costruito autonomamente un sistema di sblocco utilizzando informazioni reperite su GitHub, piattaforma utilizzata dagli sviluppatori per condividere codice. Le indagini hanno inoltre evidenziato scambi di informazioni all’interno di comunità online, dove sarebbero circolati suggerimenti per attivare FSD e nascondere le tracce delle modifiche.

Le autorità ritengono particolarmente pericoloso l’utilizzo di strumenti non autorizzati, perché potrebbero alterare il funzionamento previsto dei sistemi di assistenza.

Perché soltanto alcune Tesla possono utilizzare FSD in Corea

La vicenda nasce da una particolarità della normativa sudcoreana. Nel Paese, Full Self-Driving è legalmente disponibile soltanto su determinati modelli Tesla costruiti negli Stati Uniti.

Tra questi figurano Model S, Model X e Cybertruck, che beneficiano di specifiche disposizioni previste dall’accordo commerciale tra Corea del Sud e Stati Uniti. Diversa la situazione per le Tesla prodotte in Cina, come Model 3 e Model Y, che non hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni secondo gli standard di sicurezza locali per utilizzare questa funzionalità.

I numeri spiegano la portata del fenomeno. Secondo Carisyou Data Lab, ad agosto 2026 circolavano in Corea del Sud 229.311 automobili Tesla.

Di queste, soltanto 47.458, pari al 20,7% del totale, potevano utilizzare legalmente Full Self-Driving. La maggioranza dei proprietari non dispone quindi della possibilità di attivare il sistema, anche quando l’automobile possiede componenti tecnologiche potenzialmente compatibili.

Dispositivi sequestrati e sanzioni fino a due anni di carcere

L’inchiesta è partita dopo una segnalazione del Ministero sudcoreano del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ad aprile aveva chiesto alla polizia di verificare possibili attivazioni abusive. Le autorità considerano queste modifiche una violazione delle disposizioni che vietano interventi arbitrari sul software in grado di compromettere la sicurezza del veicolo.

Le sanzioni previste arrivano fino a due anni di reclusione oppure a una multa di 20 milioni di won, equivalenti a circa 15.000 dollari. La polizia ha segnalato anche il rischio che un sistema attivato irregolarmente possa interpretare in maniera errata le condizioni stradali oppure reagire diversamente dalle intenzioni del conducente.

Gli accertamenti proseguiranno con il supporto degli organismi tecnici competenti, per approfondire le conseguenze delle modifiche sulle funzionalità di FSD. Il procedimento riguarda presunte violazioni ancora da accertare definitivamente, ma evidenzia un problema concreto: sbloccare una funzione software non significa necessariamente renderne sicuro o legale l’utilizzo su strada.

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