Tesla in caduta libera, sorpasso di BYD: che succede al brand di Musk

Nel 2025 Tesla registra un calo dell'8,6% a 1,64 milioni di vetture e viene superata da BYD a 2,26 milioni. Fine incentivi, politiche di Musk e concorrenza cinese pesano sulle vendite

Tesla in caduta libera, sorpasso di BYD: che succede al brand di Musk
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 gen 2026

Il 2025 segna una svolta epocale per Tesla, un anno in cui il costruttore americano si trova a fronteggiare una serie di sfide senza precedenti che mettono in discussione la sua posizione di leader consolidato nel settore delle auto elettriche. La perdita della leadership globale, l’erosione dei margini, la crescente pressione della concorrenza asiatica e i rischi regolatori, soprattutto negli Stati Uniti, definiscono un quadro complesso che ridefinisce il futuro dell’azienda fondata da Elon Musk.

Un declino lampante

Il declino di Tesla appare lampante già dai numeri. Le vendite veicoli elettrici del marchio sono scese dell’8,6% su base annua, attestandosi a 1,64 milioni di unità consegnate. Nel frattempo, il rivale cinese BYD ha registrato un balzo impressionante, superando quota 2,26 milioni di veicoli venduti e conquistando il primato mondiale tra i produttori di auto a batteria. Il quarto trimestre del 2025 è stato particolarmente difficile per Tesla, con sole 418.227 consegne e un crollo del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una performance che ha spiazzato negativamente gli investitori e il mercato.

Il colpo è stato particolarmente duro per i modelli di punta dell’azienda. Sia la Model S che la Model X hanno sofferto più di altri l’ondata negativa, mentre il tanto discusso Cybertruck, presentato come il simbolo della rinascita del brand, non ha riscosso il successo sperato presso il pubblico. Questa debolezza nei risultati si inserisce in un contesto di difficoltà trasversali: la fine degli incentivi fiscali federali negli Stati Uniti ha infatti ridotto drasticamente una domanda già sensibile alle oscillazioni di prezzo, mentre l’immagine pubblica di Tesla è stata offuscata dalle prese di posizione politiche e personali di Elon Musk, che hanno suscitato reazioni controverse tra clienti e investitori.

La concorrenza avanza

Nel frattempo, la concorrenza asiatica, con BYD in testa, ha accentuato la guerra dei prezzi e ampliato la propria gamma di prodotti, mettendo ulteriormente in difficoltà la casa americana. Di fronte a questi segnali di allarme, Tesla non è rimasta inerme: sono state lanciate versioni più economiche della Model Y e della Model 3, e si vocifera l’arrivo di un modello entry-level da 25.000 dollari, pensato per intercettare una clientela più ampia e sensibile al prezzo. Tuttavia, i risultati trimestrali deludenti alimentano lo scetticismo sulla reale efficacia di queste strategie nel breve termine.

A complicare ulteriormente lo scenario sono intervenute minacce di natura normativa e legale. In California, pesa la concreta possibilità che a Tesla venga sospesa la licenza di vendita, in seguito a presunte dichiarazioni fuorvianti sulle capacità di guida autonoma dei suoi veicoli. Si tratta di una questione che coinvolge temi cruciali come la sicurezza, la credibilità aziendale e la conformità alle normative, mentre indagini simili sono in corso anche in altri mercati internazionali, ampliando il rischio di sanzioni e restrizioni operative per l’azienda.

Paradossalmente, i mercati finanziari sembrano ignorare il calo delle vendite veicoli elettrici: nonostante il tracollo commerciale, le azioni Tesla hanno guadagnato l’11% nell’ultimo anno, spinte dall’entusiasmo degli investitori per i progetti futuri legati a robotaxi, sistemi di battery storage e robotica umanoide. Gli analisti scommettono che queste iniziative possano compensare le difficoltà attuali, pur riconoscendo che rimangono dubbi sui tempi di realizzazione e sui rischi derivanti dalla competizione sempre più agguerrita.

Un successo non casuale

Il successo di BYD non è casuale. La strategia del gruppo cinese si basa su una produzione estremamente diversificata, economie di scala ottimizzate, controllo verticale dell’intera filiera e una rapida espansione nei mercati internazionali. Questo mix vincente ha permesso a BYD di esercitare una pressione crescente su prezzi e quote di mercato, soprattutto nei segmenti dove il prezzo del veicolo è il principale criterio di scelta per il consumatore.

Gli stakeholder si dividono sulle prospettive di Tesla. Una parte della clientela invoca un ritorno ai valori fondamentali dell’azienda: qualità produttiva, affidabilità e una migliore customer experience. Altri, invece, criticano la gestione della reputazione del brand, messa a rischio dalle scelte personali e politiche di Elon Musk. Sul fronte dei fornitori e dei partner tecnologici, nonostante le preoccupazioni per la contrazione delle vendite, emergono anche segnali di fiducia: molti ritengono che Tesla possa tornare competitiva se riuscirà a lanciare un modello entry-level convincente o a rilanciare efficacemente la sua gamma di veicoli.

Il futuro di Tesla dipenderà dalla sua capacità di trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica, competitività dei prezzi e gestione intelligente dei rischi normativi, senza sacrificare la forza del proprio brand. La sfida con BYD e gli altri colossi asiatici si giocherà nei prossimi trimestri, tra nuove strategie commerciali e risposte tanto sul piano competitivo quanto su quello istituzionale e reputazionale.

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