BYD ha venduto 4,6 milioni di auto nel 2025, ma il 2026 preoccupa
Nel 2025 BYD ha venduto 4,6 milioni di NEV con forte crescita dei BEV e delle vendite estere. Il 2026 dipenderà dall'espansione internazionale e dalle politiche domestiche
Il 2025 si prospetta come un anno di grandi sfide e opportunità per BYD, il colosso cinese dell’automotive che ha chiuso l’anno appena trascorso con un risultato da record: 4,6 milioni di veicoli prodotti. Tuttavia, dietro questo traguardo si nasconde una realtà complessa e articolata, in cui la crescita globale si intreccia con le difficoltà di un mercato domestico sempre più competitivo e meno prevedibile. Se da un lato la domanda interna mostra segnali di debolezza, dall’altro le vendite estere rappresentano la nuova frontiera della strategia aziendale, in un equilibrio delicato che determinerà il futuro del brand.
Crescita solida
Analizzando i numeri, la crescita complessiva del gruppo si attesta su un solido +7,73%, trainata in modo decisivo dall’esplosione delle vendite estere, che hanno fatto segnare un impressionante +150,74%. In particolare, dicembre ha rappresentato un mese spartiacque: mentre il mercato cinese ha subito una flessione significativa (-18,34%), le esportazioni hanno toccato il massimo storico, con 133.172 unità consegnate e un balzo del 133,01% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che evidenzia come la capacità di BYD di proiettarsi oltreconfine sia oggi la vera leva di crescita.
Ma il quadro non è privo di ombre. Il segmento delle auto elettriche pure, ovvero i veicoli BEV (Battery Electric Vehicle), ha mostrato una performance estremamente positiva: 2.256.714 unità vendute, pari a un incremento del 27,86%. Questo risultato sottolinea il crescente interesse dei consumatori verso soluzioni a zero emissioni, e riflette una tendenza ormai consolidata a livello globale. Di contro, il comparto dei plug-in hybrid (PHEV) ha registrato una battuta d’arresto, con una contrazione del 7,91% e 2.288.709 veicoli consegnati. Un’inversione di tendenza che, oltre a rappresentare un segnale sulle preferenze del mercato, suggerisce anche un possibile riposizionamento strategico dell’azienda, intenzionata a puntare con decisione sulle tecnologie completamente elettriche.
In Cina emergono le difficoltà
Sul fronte interno, le difficoltà sono evidenti. La domanda di auto elettriche in Cina ha subito una frenata brusca negli ultimi mesi del 2025, con un crollo delle vendite domestiche del 35% a novembre e un ulteriore calo a dicembre. Questo rallentamento ha attirato l’attenzione delle autorità cinesi, preoccupate dalle possibili distorsioni di mercato generate da sconti e promozioni sempre più aggressive. Tali pratiche, pur consentendo di sostenere i volumi, rischiano di comprimere i margini di profitto e di innescare interventi normativi volti a stabilizzare il settore.
Nonostante ciò, BYD guarda con fiducia al futuro, forte di una strategia di espansione internazionale che sembra destinata a raccogliere frutti importanti nei prossimi anni. Secondo le previsioni di JPMorgan, il gruppo potrebbe raggiungere le 6,5 milioni di consegne globali nel 2026, grazie all’apertura di nuovi impianti produttivi in Tailandia, Indonesia, Brasile e Ungheria. Citi, dal canto suo, sottolinea come l’obiettivo interno sia quello di esportare tra 1,5 e 1,6 milioni di vetture, sostenuto dal lancio di modelli sviluppati appositamente per i mercati esteri.
Una vera sfida
La vera sfida, tuttavia, sarà quella di adattare il modello di successo cinese ai mercati più maturi e regolamentati. Qui, la semplice capacità produttiva non basta: sarà fondamentale investire nella creazione di una rete distributiva efficiente, nel servizio post-vendita, e nel posizionamento competitivo dei prezzi. Ma, soprattutto, sarà necessario costruire una reputazione di brand credibile, in grado di convincere consumatori sempre più attenti alla qualità e non solo al costo.
Il 2026 si annuncia dunque come un anno decisivo per BYD. La capacità di convertire l’attuale slancio internazionale in una redditività sostenibile, gestendo al contempo il calo della domanda interna, rappresenterà il vero banco di prova per il gruppo. Solo allora sarà chiaro se la crescita del 2025 segnerà l’inizio di una nuova era per il gigante cinese delle auto elettriche, o se si tratterà di un picco temporaneo in una traiettoria ancora tutta da scrivere.