Tribunale ammette ricorso su airbag Takata: rischio per molte Opel
Il Tribunale ha ammesso i ricorsi delle associazioni consumatori contro la gestione degli airbag Takata su Opel. Udicon chiede interventi urgenti nella campagna KBM e tutela per gli automobilisti coinvolti
Una svolta importante scuote il settore automobilistico europeo nel 2024, con una notizia che interessa centinaia di migliaia di automobilisti: il caso degli airbag Takata difettosi installati su numerosi veicoli Opel è finito sotto la lente della giustizia, dopo anni di incertezze, ritardi e preoccupazioni crescenti tra i consumatori. L’ammissione, da parte del Tribunale, dei procedimenti inibitori promossi dalle associazioni dei consumatori segna un punto di svolta nella lunga vicenda, offrendo finalmente una prospettiva di tutela e maggiore trasparenza per chi si trova coinvolto in questa problematica.
Martina Donini, Presidente Nazionale di Udicon, ha commentato la decisione con parole che risuonano come un segnale di speranza per gli automobilisti: «Una notizia importante per tutti i consumatori coinvolti nella vicenda degli airbag Takata installati sui veicoli Opel». Il riconoscimento della legittimità dell’azione collettiva da parte del Tribunale rappresenta infatti una conquista significativa per la tutela dei diritti dei proprietari di auto potenzialmente a rischio, e apre la strada a una possibile accelerazione e semplificazione delle procedure di sostituzione dei componenti difettosi.
La questione
La questione è emersa con forza all’inizio del 2024, quando si è scoperta la presenza di inflatori difettosi prodotti da Takata su oltre 600.000 vetture, tra cui le popolari Citroën C3 e DS3 del gruppo Stellantis, oltre a migliaia di veicoli a marchio Opel. L’aspetto che ha generato maggiore sconcerto è stata la disparità di trattamento tra i diversi brand coinvolti: mentre per Citroën e DS è stato prontamente emesso un provvedimento di «stop drive», che imponeva la sospensione immediata dell’utilizzo dei veicoli a rischio, per i possessori di Opel non è stata adottata alcuna misura equivalente. Questa scelta ha lasciato circolare numerosi veicoli dotati di componenti potenzialmente pericolosi, senza che i proprietari ricevessero comunicazioni adeguate sulla reale gravità della situazione.
Il rischio associato agli airbag Takata è ben documentato: il degrado degli inflatori, dovuto all’umidità e ai cicli termici, può provocare una rottura violenta al momento dell’attivazione, con la conseguente proiezione di frammenti metallici all’interno dell’abitacolo. Questo fenomeno può causare ferite gravi o addirittura letali agli occupanti del veicolo. Non è la prima volta che la questione emerge: in passato, proprio questi airbag avevano dato origine a una delle più imponenti campagne di richiamo nella storia dell’industria automobilistica globale.
Le criticità
Le criticità denunciate dalle associazioni dei consumatori, e in particolare da Udicon, si concentrano su tre aspetti principali: i ritardi nelle procedure di prenotazione per la sostituzione, la comunicazione giudicata insufficiente da parte delle case automobilistiche e l’assenza di misure d’emergenza per i veicoli ritenuti maggiormente a rischio. In questo contesto, la decisione del Tribunale di riconoscere la legittimità dell’azione collettiva permette alle associazioni di agire in rappresentanza degli interessi dei proprietari e di spingere per una maggiore tutela.
La prossima udienza, già fissata per il 9 ottobre 2026, rappresenta un passaggio cruciale: le sorti di migliaia di automobilisti e la gestione della sicurezza su strada dipenderanno anche dagli esiti di questo procedimento. Nel frattempo, Udicon si è impegnata a mantenere costantemente informati i consumatori, offrendo supporto legale e pratico a chi si trova coinvolto nella vicenda.
Verificare tempestivamente
Gli esperti raccomandano ai proprietari di Opel di verificare tempestivamente, attraverso i canali ufficiali o presso il proprio concessionario, se il proprio veicolo sia interessato dalla campagna KBM e quali interventi siano previsti. La tempestività nell’agire è fondamentale, poiché l’esito della causa potrebbe portare a nuove disposizioni che obblighino i produttori a intensificare le operazioni di sostituzione, a prevedere misure compensative per i proprietari coinvolti e a migliorare la qualità e la chiarezza delle comunicazioni.
La vicenda degli airbag Takata sulle Opel evidenzia quanto sia cruciale una gestione efficace delle crisi di sicurezza nel settore automotive, sia per la tutela dei consumatori che per la credibilità delle case automobilistiche. Il caso si configura come un esempio emblematico di come la pressione delle associazioni, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il ricorso alla giustizia possano portare a risultati concreti e a una maggiore responsabilizzazione dei produttori nei confronti dei propri clienti.