Tesla Model 3, come se la cava la batteria dopo 182.000 km al freddo
Bjørn Nyland analizza una Tesla Model 3 Performance 2019: degrado batteria 20,8%, capacità utilizzabile 58 kWh, buffer 4,4 kWh e autonomia stimata in estate e inverno
L’esperienza di lunga percorrenza di una Tesla Model 3 del 2019 offre un quadro reale e dettagliato sulla resistenza delle batterie agli ioni di litio dopo anni di utilizzo intenso, soprattutto in condizioni climatiche avverse. Analizzando i dati raccolti dallo youtuber norvegese Bjørn Nyland, emerge un caso emblematico: dopo ben 182.000 chilometri percorsi, la vettura mostra un degrado batteria del 20,8%, mantenendo una capacità utilizzabile di circa 58 kWh e un’autonomia estiva ancora vicina ai 400 km. Questi numeri rappresentano un punto di riferimento importante per chi valuta l’acquisto di un’auto elettrica usata e per chi vuole comprendere l’evoluzione reale delle batterie nel tempo.
L’episodio ben illustrato
Il caso in esame riguarda una Tesla Model 3 Performance immatricolata nel 2019. Nyland, che aveva posseduto l’auto fino a 80.000 km (quando il degrado stimato era dell’8%), è riuscito a tracciare l’evoluzione della batteria grazie ai dati del BMS (Battery Management System), seguendo la vettura per ulteriori 102.000 km. Il risultato? Una capacità utilizzabile attuale di 58 kWh, che testimonia come le batterie Tesla, anche dopo un utilizzo intensivo, continuino a garantire prestazioni soddisfacenti nella vita quotidiana.
Un aspetto tecnico di grande rilievo è la presenza di un buffer energetico di 4,4 kWh. Questa riserva di energia, che rimane disponibile anche quando l’indicatore della batteria segna lo 0%, è una scelta progettuale fondamentale: consente di proteggere le celle e offre un margine di sicurezza al conducente, evitando spiacevoli sorprese di autonomia completamente esaurita. Il BMS svolge un ruolo cruciale nella gestione di questi parametri, ma occorre sottolineare che le sue stime, seppur molto utili, non sempre riflettono in modo perfettamente accurato la reale capacità residua del pacco batterie.
Le abitudini di ricarica
Le abitudini di ricarica si sono rivelate determinanti nell’evoluzione del degrado batteria. Il proprietario intermedio della vettura aveva adottato la ricarica 80% come pratica quotidiana, riducendo lo stress sulle celle. Al contrario, Nyland aveva spesso sfruttato la ricarica rapida tramite Supercharger. Anche se la tecnologia moderna delle batterie riduce il rischio di deterioramento dovuto alle ricariche veloci, l’esposizione prolungata a cicli di carica intensi e a temperature estreme può comunque accelerare il naturale processo di invecchiamento.
Il ricercatore ha inoltre evidenziato alcune criticità metodologiche: la stima del degrado effettuata nel 2021 potrebbe non essere stata precisa quanto le valutazioni attuali, e le informazioni fornite dal BMS devono essere interpretate come indicatori pratici piuttosto che dati assoluti. Nonostante queste incertezze, l’autonomia rimane allineata alle aspettative d’uso reale: circa 400 km nei mesi estivi e un’autonomia che scende attorno ai 200 km durante l’autonomia invernale, con temperature sotto lo zero. Questo calo stagionale è una caratteristica tipica delle batterie al litio, che soffrono il freddo sia in termini di efficienza sia di capacità di rigenerazione in frenata.
Il valore di mercato residuo
Sul mercato dell’usato europeo, una Tesla Model 3 con queste caratteristiche si attesta su un valore di circa 20.000 euro. Questo prezzo riflette la buona capacità utilizzabile residua della batteria e la forte domanda di veicoli elettrici ben mantenuti, specialmente in Paesi con infrastrutture di ricarica avanzate come la Norvegia. Secondo gli analisti, un degrado batteria compreso tra il 10% e il 20% dopo anni di utilizzo intenso è in linea con le previsioni per i veicoli elettrici moderni, ma può variare sensibilmente in base a clima, frequenza delle ricariche rapide e abitudini di utilizzo.
Per preservare la salute della batteria, la pratica più consigliata resta quella di evitare la ricarica al 100% su base quotidiana, limitando la carica giornaliera all’80% e riservando il pieno solo per i viaggi lunghi. L’esperienza di Nyland conferma che una Tesla Model 3 del 2019 può continuare a offrire piena praticità nell’uso quotidiano, a patto che sia supportata da una rete di ricarica efficiente e che si tenga conto delle reali condizioni di utilizzo.
Il dato puntuale sul degrado batteria deve essere valutato insieme al contesto operativo, alle modalità di ricarica e al chilometraggio complessivo. Una vettura che mantiene una capacità utilizzabile di 58 kWh e dispone di un buffer energetico di sicurezza può garantire ancora una mobilità concreta e affidabile. Chi acquista o vende nel mercato dell’usato dovrà considerare attentamente questi fattori, valutando come le proprie abitudini di utilizzo possano influire sulla soddisfazione d’uso e sul mantenimento del valore residuo dell’auto.