Perché la Ferrari Luce, appena presentata, è già divisiva
Ferrari Luce svela la visione elettrica di Maranello: design LoveFrom, quattro motori per ruota e batteria da 122 kWh per circa 530 km di autonomia e ricarica 350 kW
La prima Ferrari elettrica della storia avrebbe inevitabilmente acceso il dibattito tra appassionati e puristi. Ma con il progetto Luce, a Maranello sembrano aver deciso di andare ben oltre la semplice rivoluzione tecnica. La vera frattura, infatti, non riguarda tanto l’assenza del V12 o del classico rombo Ferrari, quanto un design che ha già iniziato a dividere profondamente il pubblico.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Centro Stile Ferrari e LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive, storico designer Apple, insieme a Marc Newson. E si vede immediatamente. La Luce sembra voler rompere qualsiasi collegamento con le Ferrari tradizionali, scegliendo proporzioni e dettagli che puntano più al design sperimentale che all’eleganza tipica del Cavallino.
Il risultato? Un’auto che probabilmente farà discutere per anni.
Una Ferrari elettrica fuori dagli schemi
La Ferrari Luce prova a riscrivere il concetto stesso di supercar elettrica. Le forme sono volutamente lontane da quelle delle sportive classiche di Maranello. La zona vetrata, definita “glass house”, avvolge quasi completamente l’auto e rappresenta uno degli elementi più futuristici del progetto.
Anche l’illuminazione segue questa filosofia minimalista: a luci spente i fari diventano praticamente invisibili. Dietro, invece, restano i classici fanali posteriori tondi, unico richiamo diretto a Ferrari iconiche come la 360 Modena e la 458 Italia.
Le dimensioni sono importanti e i cerchi lo confermano: 23 pollici all’anteriore e addirittura 24 pollici al posteriore, i più grandi mai montati su una Ferrari stradale. Ma il vero cambio di paradigma è nella configurazione generale. La Luce non è una classica coupé a due posti: ha quattro porte, posteriori ad apertura controvento, e può ospitare comodamente cinque adulti.
Una scelta che dimostra chiaramente come Ferrari voglia intercettare un pubblico nuovo, più vicino al lusso tecnologico che alla tradizione corsaiola pura.
Interni hi-tech e comfort da salotto
Se l’esterno divide, l’abitacolo è probabilmente la parte più convincente della vettura. Qui emerge chiaramente l’influenza del mondo Apple e del design hi-tech americano. L’interno è stato progettato come un ambiente immersivo, quasi minimalista, dove ogni elemento si integra in un unico volume continuo. Materiali come pelle, alluminio e Gorilla Glass convivono con display sviluppati insieme a Samsung e con controlli fisici rifiniti in stile meccanica di precisione.
Spicca soprattutto l’impianto audio da 21 altoparlanti e 3.000 Watt, pensato per offrire un’esperienza sonora estremamente personalizzata. Una scelta quasi simbolica: in assenza del tradizionale sound Ferrari, il comfort acustico diventa protagonista. Anche il lavoro sull’isolamento è stato portato all’estremo. Ferrari ha introdotto per la prima volta un sottotelaio elasticizzato insieme a sospensioni attive derivate dalla F80 per ridurre vibrazioni e rumori di rotolamento.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la Luce in una granturismo elettrica ad altissimo comfort, capace di affrontare lunghi viaggi senza sacrificare lusso e tecnologia.
Prestazioni da Ferrari, ma il peso fa discutere
Dal punto di vista tecnico, Ferrari ha comunque cercato di mantenere prestazioni all’altezza della propria reputazione. La Luce utilizza quattro motori elettrici, uno per ruota, con trazione integrale e asse posteriore sterzante. La potenza complessiva raggiunge i 1.050 CV, sufficienti per coprire lo 0-100 km/h in appena 2,5 secondi e superare i 310 km/h di velocità massima.
L’architettura a 800 Volt permette ricariche rapide fino a 350 kW, mentre la batteria da 122 kWh promette oltre 530 km di autonomia. Ferrari ha lavorato anche sulla dinamica di guida introducendo un sistema che simula la progressione delle marce tramite le palette al volante. Con quella destra si aumenta la coppia disponibile, mentre la sinistra gestisce recupero energetico e freno motore.
C’è però un dato che rischia di diventare il vero centro delle critiche: il peso. La Luce ferma infatti la bilancia a 2.260 kg, un valore enorme per una Ferrari. Nonostante il baricentro basso, l’assetto adattivo e i sofisticati controlli elettronici, molti appassionati temono che venga meno quella sensazione di agilità e leggerezza sempre associata alle sportive di Maranello.
Ferrari ha provato a compensare con una rigidità strutturale molto elevata, grazie alla batteria integrata nel telaio, e con un ampio utilizzo di alluminio riciclato per ridurre le emissioni nella produzione. Ma il vero nodo resta il design. Se l’obiettivo era allontanarsi completamente dall’immagine classica delle Ferrari tradizionali, allora il progetto Luce sembra esserci riuscito perfettamente. E forse è proprio questo che continuerà a far discutere più della sua anima elettrica.