Costi riparazione: in calo per le auto elettriche, in aumento per le ibride

Il report Mitchell 2025: costi medi riparazione BEV in calo (-5% USA, -2% Canada) ma incidenti aumentati (+14% USA, +24% Canada) e forte dipendenza dai ricambi originali impattano le assicurazioni.

Costi riparazione: in calo per le auto elettriche, in aumento per le ibride
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 19 feb 2026

Il settore delle auto elettriche a batteria sta vivendo una fase di grande trasformazione, segnata da dinamiche contrastanti che mettono in luce opportunità e criticità. Secondo quanto emerge dal rapporto Mitchell 2025, negli Stati Uniti si registra una diminuzione dei costi medi di riparazione BEV del 5%, mentre in Canada la contrazione è più contenuta, attestandosi sul 2%. Tuttavia, questo calo è accompagnato da un preoccupante aumento del 14% dei sinistri, un dato che evidenzia come la diffusione delle auto elettriche stia generando nuove sfide per tutto il comparto: dai proprietari agli operatori delle officine, fino alle compagnie assicurative.

L’analisi dei dati mostra che il fenomeno degli incidenti riguarda in modo particolare due modelli: Tesla Model 3 e Tesla Model Y, che da sole rappresentano oltre la metà delle richieste di intervento in Nord America. Questo trend mette sotto pressione le infrastrutture di assistenza e manutenzione, costringendo le officine a confrontarsi con un volume crescente di veicoli danneggiati e con una complessità tecnica sempre maggiore.

Un elemento che complica ulteriormente il quadro è la necessità, ormai imprescindibile, di effettuare interventi di calibrazione sensori ADAS dopo ogni sostituzione di componenti fondamentali. Telecamere, radar e LiDAR devono essere perfettamente riallineati per garantire gli standard di sicurezza richiesti: una procedura che, oltre a richiedere personale altamente qualificato, comporta tempi di fermo prolungati e un aumento significativo dei costi di manodopera e delle attrezzature specialistiche.

A rendere ancora più ardua la gestione delle riparazioni è la questione della disponibilità dei ricambi originali. Oggi, l’86% dei componenti necessari per la manutenzione delle BEV proviene esclusivamente dai costruttori, senza possibilità di rivolgersi a fornitori alternativi. Questa dipendenza dagli OEM non solo elimina qualsiasi margine di concorrenza sui prezzi, ma allunga anche i tempi di attesa per l’approvvigionamento, generando preventivi più elevati e lasciando i veicoli fermi in officina per periodi più lunghi.

Le compagnie assicurative, di fronte a questo scenario, si trovano costrette a rivedere le proprie strategie, rinegoziando le tariffe e le modalità di gestione dei sinistri. L’incremento degli incidenti e la complessità delle operazioni di ripristino impongono investimenti crescenti nella formazione delle carrozzerie autorizzate e nell’acquisto di strumenti adeguati agli standard tecnologici delle nuove auto. Parallelamente, anche il segmento delle auto ibride mild mostra un aumento dei costi di riparazione (+4%), spinto dalla crescita delle vendite e dalla maggiore richiesta di componenti specifici.

Dai professionisti del settore emergono richieste precise: apertura del mercato ai fornitori di terze parti, protocolli trasparenti per la calibrazione sensori, certificazioni affidabili per i sistemi diagnostici e, soprattutto, formazione continua per la gestione in sicurezza delle batterie ad alta tensione. Quest’ultima rappresenta una sfida ulteriore, che introduce nuovi livelli di complessità e contribuisce a incrementare sia i tempi di intervento che le spese complessive.

I consumatori si trovano così di fronte a un bivio difficile: scegliere i ricambi originali significa assicurarsi compatibilità e affidabilità, ma a fronte di costi elevati; rivolgersi a officine indipendenti può garantire un risparmio, ma con il rischio di una qualità non sempre all’altezza delle specifiche richieste dai costruttori.

Alla luce di questi elementi, la riduzione dei costi medi di riparazione BEV rischia di essere solo un’illusione ottica. Le vere criticità – dalla reperibilità dei componenti alla specializzazione tecnica necessaria, fino agli oneri dei costi assicurativi in costante crescita – continuano a gravare sulle scelte di automobilisti, operatori del settore e compagnie. In un contesto in rapida evoluzione, la sostenibilità economica e organizzativa delle riparazioni rappresenta una sfida che richiederà soluzioni innovative, collaborazione tra gli attori della filiera e una costante attenzione all’evoluzione tecnologica delle auto elettriche.

Ti potrebbe interessare: