L'invenzione che garantisce una ricarica fino al 68% più veloce
Hydrohertz introduce Dectravalve, valvole multizona che ottimizzano la gestione termica delle batterie EV, riducendo i tempi di ricarica e migliorando autonomia, durata e sicurezza in test con WMG
La rivoluzione della ricarica rapida dei veicoli elettrici arriva dal Regno Unito, dove la startup Hydrohertz ha presentato una soluzione che promette di ridefinire gli standard del settore. Il cuore di questa innovazione è Dectravalve, un sistema di gestione termica all’avanguardia che, secondo i dati diffusi, consente di ricaricare un pacco batteria LFP da 100 kWh dal 10% all’80% in soli 10 minuti. Un risultato impressionante, se si considera che il tempo necessario per la stessa operazione con le tecnologie attuali si attesta attorno ai 30 minuti. Parliamo di un miglioramento del 68% nei tempi di rifornimento, che apre nuove prospettive sia per l’uso privato sia per le flotte commerciali.
La velocità non è l’unico motivo di orgoglio
Ma la velocità non è l’unico vantaggio: il sistema sviluppato da Hydrohertz permette di mantenere le celle della batteria a una temperatura costante di 44,5°C, ben al di sotto dei 56°C tipici dei sistemi tradizionali. Questo controllo termico più accurato si traduce in una maggiore sicurezza operativa e, soprattutto, in una significativa estensione della vita utile delle batterie EV. L’efficienza energetica viene incrementata fino al 10%, con un impatto diretto sull’autonomia dei veicoli elettrici, che possono così percorrere distanze maggiori con una singola carica.
Il segreto di Dectravalve risiede nel suo approccio selettivo alla gestione termica: invece di raffreddare uniformemente tutto il pacco batteria, il sistema utilizza valvole multizona in grado di indirizzare il liquido refrigerante solo dove è realmente necessario. Questo consente di mantenere ogni cella alla temperatura ideale, riducendo drasticamente la differenza termica tra le celle, che passa da 12°C a soli 2,6°C. Un controllo così preciso è fondamentale per prevenire fenomeni dannosi come il lithium plating, che può compromettere irreversibilmente la funzionalità delle celle.
I risultati non sono solo teorici
I risultati non sono solo teorici: i test condotti in collaborazione con il Warwick Manufacturing Group presso una colonnina da 350 kW hanno confermato le prestazioni dichiarate da Hydrohertz in condizioni di laboratorio. Ma ciò che rende Dectravalve particolarmente interessante è la sua straordinaria versatilità. Il sistema è compatibile non solo con le chimiche LFP, ma anche con le batterie al litio ternario e le future batterie allo stato solido, posizionandosi come una soluzione pronta ad accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore.
Un altro aspetto chiave è la facilità di installazione post vendita: Dectravalve può essere montato su oltre il 90% delle piattaforme di veicoli elettrici attualmente in circolazione in circa 30 minuti, anche dopo l’acquisto del veicolo. Questa caratteristica lo rende particolarmente appetibile per operatori di flotte commerciali, gestori di stazioni di ricarica e per il mercato aftermarket, che vedono nella soluzione un’opportunità concreta per potenziare i veicoli già in uso senza dover attendere nuovi modelli o sostituire interi pacchi batteria.
Non mancano le sfide
Tuttavia, il passaggio dal laboratorio alla realtà non è privo di sfide. La variabilità delle condizioni climatiche, l’invecchiamento delle batterie EV, lo stile di guida individuale e la reale disponibilità di infrastrutture di ricarica rapida rappresentano fattori difficili da replicare nei test controllati. Inoltre, permangono interrogativi sulla sostenibilità economica della soluzione: i costi di produzione e integrazione, l’affidabilità a lungo termine delle valvole multizona e l’impatto sul peso complessivo del sistema dovranno essere attentamente valutati prima di una diffusione su larga scala.
Dal punto di vista industriale, le opportunità sono tangibili. Per il settore delle flotte e per chi gestisce infrastrutture di ricarica, Dectravalve rappresenta una risposta concreta alle esigenze di efficienza e competitività. I costruttori OEM, invece, dovranno ponderare con attenzione il rapporto costi-benefici, l’impatto sulle garanzie e le implicazioni progettuali prima di adottare in massa la tecnologia.
La proposta di Hydrohertz si inserisce in un trend globale che vede la gestione termica avanzata delle batterie come elemento chiave per il futuro della mobilità elettrica. Un controllo termico sempre più preciso si traduce in ricariche più veloci, maggiore efficienza e una durata delle batterie significativamente superiore. La vera sfida, ora, sarà la validazione della tecnologia su larga scala, in condizioni reali, e l’analisi dei costi per determinarne il reale potenziale di penetrazione nel mercato automotive mondiale.